venerdì 24 febbraio 2012

Altheo "Fotografia del XX secolo": Richard Avedon.

Altheo "Fotografia del XX secolo": Richard Avedon.




Richard Avedon studia filosofia alla Columbia University di New York prima di dedicarsi alla fotografia come autodidatta.
Nel 1944, incontra Alexey Brodovitch, il leggendario art director di Harper's Bazaar, con il quale collabora per molti anni. Pubblicato nel 1959, il suo libro Observations fa molto scalpore.
Brodovitch che ne ha curato l'aspetto grafico e Truman Capote il testo.
Il volume contiene innanzi tutto ritratti di famose personalità, ma anche alcune immagini con modelli.
"Sia clemente con me" ebbe a dire Henry Kissinger, prima di essere ritrattio da Avedon. Infatti, è proprio la sua mancanza di riguardi nel portare alla luce, su fondo bianco, gli aspetti più intimi dei soggetti ad attirare su di lui l'attenzione di critica e pubblico.




Grande pubblicità deriva anche dalla sua attività nel campo della moda, in cui egli esprime vivaci e realistiche concezioni visuali.
Abbandona per sempre la fotografia ideata nello studio e porta le modelle sulle strade di Parigi, nei caffè e nei varietà.
Dovima con elefanti, abito da sera di Dior, Cirque d'Hiver, Parigi, agosto 1955 è la più celebre fotografia di  moda di Avedon e di certo una delle più originali.
Essa vive del fascino del contrasto ed esprime ineffabile eleganza.
Segna l'inizio di una nuova era della fotografia messa in scena: l'approccio alla moda di Avedon, sempre più minimale con il passare del tempo e vicino a quello dei suoi ritratti negli anni settanta, diviene esemplare per un'intera generazione di fotografi.
Poco più tardi, convolge pubblico e critica con la serie sulla lenta morte del padre Jacob Israel Avedon, dove egli documenta anche il proprio rapporto con il genitore, rubandogli la mimica e le espressioni che ricorda tipiche della sua giovinezza e che caratterizzano la propria visione di lui.
Si tratta anche di una commovente testimonianza della lenta decadenza di una forte personalità e del suo progressivo ritrarsi in se stessa.




Con il libro In The American West, Avedon intende infrangere il mito del West americano, il sacro mondo dell'idillio dei cowboy, per mostrarne un'altra faccia: braccianti e minatori, disoccupati e piccoli impiegati, bianchi, neri, sudamericani.
La triste immagine dell'Ovest americano che ne deriva scatena l'indignazione del pubblico e viene recepita come distruttiva.
Seguono una serie sul Luisiana State Hospital, un servizio di fotografie a grana grossa sui malati di mente e, come amara presa di posizione contro la guerra, una sequenza sulle vittime del napalm in  Vietnam.
Sono le uniche sue opere in cui appaia chiaramente la violenza che Avedon ha sempre rifiutatodi rappresentare, perchè convinto che le immagini di violenza producano solo nuova violenza.




I suoi schemi fotografici a grande formato costituiscono vere pietre miliari della storia della fotografia.
Ritrasse i membri della "Warhol Factory", i "Chicago Seven", la "Ginsberg Family", il "Mission Council" e altri.
Tra i suoi ritratti, particolare rilievo va attribuito a I Generali delle figlie della rivoluzione americana, 1963.
Nato evidentemente come preparazione di un ritratto di gruppo ufficiale, affascina per la sua composizione originale e la molteplicità delle relazioni che legano le persone ritratte, che appaiono per altri versi isolate.
Ugualmente insolito è il ritartto di Charles Chaplin, nel quale quest'ultimo si finge un diavolo.
E' lo stesso Chaplin a volerla per esprimere il suo atteggiamento battagliero nel momento in cui è costretto a lasciare gli Stati Uniti a causa delle sue convinzioni politiche.
Il ritatto di Ezra Pound completamente chiuso in se stesso, quasi dolorosamente concentrato, è il principale di una serie in cui, di fronte alla macchina fotografica, lo scrittore manifesta anche mimicamante tutta la gamma dei suoi sentimenti e delle sue sensazioni.




Alla caduta del muro di Berlino, Avedon fotografa la folla in festa durante quella notte di San Silvestro del 1989. (Io c'ero).
I colori delle immagini della serie "Porta di Brandeburgo" esprimono una varietà di emozioni: dalla felicità più sfrenata alla paura del futuro.
Anzichè un reportage fotografico, Avedon propone una piccola serie di costellazioni cariche di significati sinbolici, che culminano nei contorni miniminali di una testa calva contro il cielo notturno.
Recentemente, il fotografo ha realizzato ritratti di personaggi della nobiltà italiana, dove attinge a pieni mani alle possibilità offerte dal montaggio fotografico.
Che nei primi anni della sua attività Avedon si sia anche occupato del genere del reportage è emerso dalla retrospettiva a lui dedicata nel 1994.
Avedon per il sottoscritto è sempre stato considerato il più grande fotografo di tutti i tempi.
Soltanto a New York, egli può vantare esposizioni al Museum of Modern Art, al Metropolitan Museum e al Whitney Museum of American Art.
Richard Avedon è sempre riuscito a lasciare un'impronta inconfondibile in qualsiasi genere abbia visitato.
Un grande fotografo, il migliore, nient'altro.





 

giovedì 23 febbraio 2012

Altheo "Fotografia": "Beyondmemory". Celeste Network.

"Beyondmemory": Celeste Network.




Capire il passato per costruire un futuro migliore.
Come cambia nel tempo la memoria collettiva?
Può l'uso eccessivo delle immagini cambiare i punti di vista della storia?
Quanto sono importanti le percezioni della storia nei nostri atteggiamenti attuali?

Celeste network invita fotografi e videoartisti che lavorano su questi temi a presentare le loro opere a 'beyondmemory' entro il 29 febbraio.
La quota d'iscrizione è di 30 Euro per ogni progetto che include fino a 10 immagini/video.

I 10 progetti selezionati da Giovanna Calvenzi (photo editor), Daniele De Luigi (curatore) e George Tatge (fotografo), saranno pubblicati in un catalogo e invitati alla mostra che avrà luogo nella fsm gallery della Fondazione Studio Marangoni a Firenze, dal 15 maggio al 12 giugno 2012. Alla mostra, Marinella Paderni, curatrice internazionale, scrittrice e lecturer specializzata in fotografia contemporanea e media, selezionerà i vincitori del premio:
1 ° Premio: 1.000 Euro; 2 ° Premio: 500 Euro; 3 ° Premio: 500 Euro.
Il progetto 'Beyondmemory' è nato da un'idea di Marinella Paderni e una collaborazione tra Fondazione Studio Marangoni e Celeste Network.


martedì 21 febbraio 2012

Altheo "proposte": Gocce d'Arte. Siracusa.

Gocce d'Arte: Siracusa.






Saranno 12 i partecipanti al Trofeo Gocce d’Arte: fotografi professionisti e fotoamatori, selezionati dall’organizzazione Gocce D’Arte si sfideranno, attraverso i loro scatti esposti nelle mostre personali, dal 24 febbraio al 10 giugno, in via della Concordia 5 a Cassibile.
I primi a scendere in campo, dal 24 al 26 di questo mese, saranno Giuppy Uccello e Santo Gaetano, seguiranno gli altri 10, in ordine di calendario: Minniti Katia con Parasiliti Rantone Simone dal 9 all’11 marzo.
Donato Jennifer con Davide D'Orazio dal 23 al 25 marzo. Di Santo Angelo con Fisicaro Gaetano dal 13 al 15 aprile.
Puccio Sebastiano con Lello Fargione dall’11 al 13 maggio e Saragozza Ivan con Sapienza Simone dall’8 al 10 giugno.
I visitatori riceveranno delle schede che permetteranno loro di votare gli scatti esposti nella mostra. 
Il Trofeo Gocce d’Arte sarà assegnato al Fotografo che ha ottenuto il maggior numero di voti.
La premiazione si svolgerà durante la mostra finale con tutti i partecipanti, dal 14 al 17 giugno, in concomitanza con la “Giornata Mondiale del Donatore di Sangue”.
L’organizzazione assegnerà anche dei riconoscimenti speciali: Premio Fratres, Premio Sherlock Holmes e Premio Accademia.
La Manifestazione, che è organizzata dal Gruppo Fratres Cassibile con il supporto del Consiglio Regionale Fratres Sicilia, rientra nell’attività di promozione della donazione del sangue, con l’obiettivo di far diventare questo semplice gesto un dovere sociale.
Il gruppo organizzativo è composto dal “Laboratorio Fotografico”, dal pub Pizzeria Sherlock Holmes e dalla testata giornalistica cassibale sotto la direzione artistica del Prof. Luigi Amato, docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.
Giuppy Uccello e Santo Gaetano saranno i primi ad esporre. I titoli delle loro mostre saranno rispettivamente: “In Strada” per il primo concorrente e Bianco & Nero per il secondo. Giuppy Uccello, nata a Siracusa nel 1983, ha frequentato l'Istituto d'Arte siracusano.
La fotografa ha cominciato la pratica fotografica con l’analogico, ma nel 2005 è passata al digitale.
Uccello ha studiato restauro all'Università di Catania e attualmente continua a dilettarsi sia con la fotografia sia con la grafica. Giuppy Uccello ha vinto due concorsi fotografici: "Paesi e città", indetto dal Fotoamatore e "Oltre il Confine", indetto dal Comune di Floridia.
Gaetano Santo ha 28 anni, vive e lavora a Melilli, in provincia di Siracusa. “Gli studi
chimici e i viaggi per lavoro, spiega il fotografo, mi hanno portato a sviluppare una sensibilità verso la natura, gli scenari, la fotografia e altre forme di comunicazione non verbale.

Amo la natura, lo sport e viaggiare, inoltre, faccio motociclismo e colgo sempre qualunque tipo di occasione per immortalare momenti, paesaggi e particolari".




Altheo "Moda": Dolce e Gabbana. Campagnia Primavera-Estate 2012.

La nuova campagna pubblicitaria di Dolce&Gabbana Donna Estate 2012 ches'ispira alla bellezza italiana e alle sue icone cinematografiche: Anna Magnani, Monica Vitti e soprattutto Sofia Loren.




Più che un servizio fotografico la nuova campagna pubblicitaria del marchio "Dolce&Gabbbana " richiama alla memoria il set cinematografico di un film di Pietro Germi, una di quelle indimenticabili commedie dette "all'Italiana " dove l' ironia sposa il divertimento e la tradizione incontra la modernità sfidando e sradicando, attraverso il paradosso così caro alla nostra cultura, il pregiudizio di un passato a volte troppo" tipizzato " .



Il fotografo Peruviano Mariano Vivanco mostra tutta la sua perizia in questi splendidi scatti dal sapore Mediterraneo, dove luce e colore, sembrano fondersi in un voluttuoso mondo sensoriale, fatto di pizzi, incensi, frutti polposi ed acqua di mare .
I protagonisti della campagna, nomi illustri del cinema e della moda Italiana ( Monica Bellucci, Bianca Balti e Chiara Francini per la collezione femminile: Beppe Fiorello, Francesco Scianna, Primo Reggiani, Filippo Nigro e Thomas Trabacchi per quella maschile ), paiono a proprio agio nelle vesti di matrone seducenti e galantuomini d ' un pezzo, dediti alla famiglia, fortemente legati alla terra d ' origine, la stessa che Domenico Dolce non smette mai di rievocare.




In effetti a ben guardarlo, il set fotografico della nuova collezione estiva dei due talentuosi stilisti Italiani sembre essere un prosieguo dello spot in cui una giovanissima Monica Bellucci turbava i sogni di un avvenente " picciotto " ( ragazzo in dialetto Siciliano ) pazzo d' amore al punto d' addentare un polpo in preda al delirio del desiderio represso ... lo stesso che nella calda notte estiva, attendeva sotto la finestra un cenno della donna amata.
Perchè, allora, non immaginare che i due amanti si siano finalmente congiunti e che quella rappresentata nell ' ufficialità di un atto importante quale il rito religioso, sia la loro famiglia allargata, con tanto di nonni, fratelli, figli e cugini ? A voi la scelta .


Altheo "Mostre": Artedonna. Palermo.

Artedonna. Palermo.
Inaugurazione 25 febbraio 2012.






Maestranze al lavoro al Reale Albergo delle Povere di Palermo per l'allestimento della prima mostra veramente organica che sia stata sino ad oggi dedicata alle donne artiste di una importante regione italiana.
Si tratta di Artedonna.
Cento anni d'arte al femminile in Sicilia 1850 - 1950, la mostra, evento curata dalla studiosa Anna Maria Ruta e inserita nel cartellone del Circuito del Mito promosso dall'assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo con la direzione artistica del regista Salvatore Presti.
La mostra, realizzata in collaborazione con l'assessorato regionale ai Beni culturali nello splendido palazzo Settecentesco di Corso Calatafimi, espone 170 dipinti di 33 artiste lungo un secolo vitale come quello intercorso tra il 1850 e il secondo dopo guerra: dagli ultimi splendori dei Gattopardi isolani all'esperienza unitaria, all'oggi.
La prefazione al catalogo e' di Dacia Maraini.
Il 23 febbraio alle 16.30 al Reale Albergo delle Povere e' in programma una conferenza stampa e la visita al cantiere in progress dell'allestimento con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, l'assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Daniele Tranchida, l'assessore ai Beni Culturali e dell'Identita' siciliana Sebastiano Missineo e la curatrice Anna Maria Ruta.
L'inaugurazione e' invece prevista per il 25 febbraio alle 18.


sabato 18 febbraio 2012

Altheo "Aperitivo in concerto": Bill Carrothers Trio.

Altheo "Aperitivo in concerto": Bill Carrothers Trio.









Domenica 26 Febbraio 2012, ore 11.00 un grande trio per il leggendario trombettista Clifford Brown.
Bill Carrothers Trio.




Domenica 26 febbraio 2012, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano, “Aperitivo in Concerto” presenta uno fra i più sofisticati e acclamati pianisti sulla scena internazionale del jazz contemporaneo: Bill Carrothers.
Come ha scritto il New York Times, Bill Carrothers è uno di quei musicisti per i quali si può spendere l'aggettivo "fenomenale" senza paura di trovarsi contestati.
Per i colori più profondi del suo jazz, per le collaborazioni, per l'inesauribile inventiva, per la capacità di evocare tutta la storia del jazz in un assolo, Carrothers, classe 1964, si difende gioiosamente dalle grandi metropoli americane continuando a mantenere la propria residenza nel suo adorato Minnesota.
E' da lì che, visita dopo visita, ha saputo sedurre la difficile New York, così come Parigi e, progressivamente, tutta l'Europa.
Carrothers, nella natia Minneapolis, è già un enfant prodige a quindici anni e da lì parte una folgorante carriera che lo porta a collaborare e registrare con i migliori: Scott Colley, Buddy DeFranco, Dave Douglas, Curtis Fuller, Eric Gravatt, Drew Gress, Tim Hagans, Billy Hart, Billy Higgins, Freddie Hubbard, Lee Konitz, James Moody, Gary Peacock, Dewey Redman, Charlie Rouse, James Spaulding, Bill Stewart, Ben Street, Ira Sullivan, Toots Thielemans e Benny Wallace tra gli altri.




I suoi dischi come leader sono di una freschezza disarmante e la direzione è salda: Carrothers punta al segreto del grande jazz, al luogo dell'anima dove solo i più dotati riescono ad arrivare.
E puntualmente vi arriva. Il suo recente ritorno al Village Vanguard ha visto New York festeggiare un nuovo grande maestro e, idealmente, un concittadino.Il pianista si presenta per la prima volta a Milano con un appassionante tributo a una leggenda del jazz, il trombettista Clifford Brown, maestro incontestato di tutti i trombettisti passati per l’hard bop.
Carrothers sarà affiancato da due strepitosi strumentisti, fra i più acclamati protagonisti della musica improvvisata di oggi: l’eccellente contrabbassista Drew Gress (a lungo collaboratore di Uri Caine e Tim Berne) e lo stupefacente batterista Bill Stewart (già a fianco, fra gli altri, di Pat Metheny, John Scofield, Lee Konitz e Michael Brecker). 

Drew Gress.



Drew Gress, nato a Trenton nel New Jersey nel 1959, divide la sua attività di leader con numerosi impegni nei gruppi di artisti quali Ralph Alessi, Tim Berne, Uri Caine, Gerald Cleaver, Ravi Coltrane, Marc Copland, Fred Hersch, John Hollenbeck, Tony Malaby e Mat Maneri, ad ulteriore testimonianza della sua centralità nel jazz odierno.
Tra i contrabbassisti più attivi e richiesti del jazz contemporaneo, Gress si è rivelato leader e compositore di rara abilità, guidando due formazioni differenti, prima il quartetto Jagged Sky, che debuttò nel 1998, poi il successivo quintetto 7 Black Butterflies.
La sua musica rivela una scrittura personale ed affascinante, che combina passato ed attualità del jazz, che conosce ed utilizza al meglio i solisti coinvolti, in una proposta palpitante, di presa immediata.Il risultato della musicicalità di Gress viene anche dalla straordinaria sintesi delle personalità, anche loro tutti leader e compositori, con i quali Gress è legato da tempo in una lunga serie di collaborazioni.

Bill Stewart



Bill Stewart, batterista e pianista, si è imposto sulla scena internazionale nei 5 anni trascorsi con la band di John Scofield tra il ‘90’ e il ’95.
Autodidatta alla batteria, ha frequentato la University Of Northern Iowa e il Wayne College, dove ha studiato con Dave Samuels, Rufus Reid e Harold Mabern, e ha incontrato per la prima volta Joe Lovano.
Nel periodo trascorso al college effettua le sue prime registrazioni, dapprima con il sassofonista Scott Kreitzer e in seguito incidendo due album col pianista Armen Donelian.
Trasferitosi dopo gli studi a Brooklyn nel 1988, ha iniziato ad affermarsi sulla scena di New York, suonando in numerose jam sessions e iniziando ben presto a suonare con il Larry Goldings trio, completato da Peter Bernstein.
A una jam session cui prende parte al club Augie’s viene notato da Maceo Parker, che lo invita a partecipare all’incisione del suo album “Roots Revisited”. In seguito entra a far parte del gruppo di John Scofield, dove incontra nuovamente il suo compagno di college Joe Lovano, il quale successivamente suonerà anche in entrambi i due dischi di Stewart da leader: “Think Before You Think”, per la giapponese Jazz City, in cui oltre a Lovano suonano Dave Holland al basso e Marc Copland al piano, e “Snide Remarks”, con Bill Carrothers al piano, Eddie Henderson alla tromba  e Larry Grenadier al basso.
I brani di Stewart mettono in luce una sofisticata tecnica compositiva, definita da Lovano come quella di un “suonatore di melodie all’interno del concetto di ritmo”.


Altheo "gli speciali": Le opere di Mita.

Altheo "gli speciali": Le opere di Mita.



L'amore per il colore, lo spirito sociale e comunicativo, insieme al senso dell' altruismo, propri della mia personalità, hanno fatto sì che il mio percorso di studio si sviluppasse intorno alla ricerca sul colore. Il colore forte mezzo espressivo veicola emozioni.
Usato con maestria e padronanza tecnica è in grado di stimolare, sollecitare stati d'animo differenti anche in fruitori inconsapevoli e scettici.
Di matrice tipicamente psicologica il colore è stato abilmente e strategicamente utilizzato da quegli "artisti" che seguendo il loro estro hanno fatto esplodere messaggi diretti e prepotenti, dilaganti e sconfinanti.


Il viscido. 2009.

Uno dei mali che ha sempre colpito i paesi sottosviluppati è stato il non rispetto dei valori umani,da parte dei potenti,che si sono arricchiti sempre più, lasciando la popolazione ma soprattutto i bambini morire di fame.



Ci fai o ci sei?.2009.

Ci chiediamo spesso se davvero siamo fatti in un certo modo o fingiamo di esserlo, facciamo finta di non capire perché ci conviene.
In realtà non volevo mangiare il pesce piccolo, è stato il pesce piccolo a chiedermi se lo potevo mangiare.
Oggi, nella nostra società colpita da esseri viventi che tendono a comportarsi in modo meccanico, insensato e senza personalità, trovo ci sia qualcosa di drammatico e poetico nei loro comportamenti sempre più raffinati, per la complessità della vita. Bisogna sapersi difendere.
La causa potrebbe essere "il meccanismo di sopravvivenza".



La pudica indiavolata. 2009.

Dalle false apparenze una donna timida e riservata con il viso coperto rivela le ipocrisie nascoste. Il pudore è una specie di avarizia, la peggiore di tutte, "lungi dall'essere creatura pura e angelica".



Eterni Peter Pan. 2009.

Dalle false apparenze una donna timida e riservata con il viso coperto rivela le ipocrisie nascoste. Il pudore è una specie di avarizia, la peggiore di tutte, "lungi dall'essere creatura pura e angelica".

Altheo "proposte": Mostra di disegni antichi alla galleria d'Arte Moderna di Albenga.

Altheo "proposte": Mostra di disegni antichi alla galleria d'Arte Moderna di Albenga.
18 febbraio- 2 giugno 2012.




Alla Galleria d’Arte Moderna di Albenga apre sabato 18 febbraio una importante mostra di disegni di maestri antichi e moderni: unico comune denominatore della rassegna è l’opera su carta. Saranno esposte una dozzina tra disegni, chine ed incisioni di grandi maestri che hanno operato tra la metà del quattrocento fino al ventesimo secolo. Una selezione di lavori tra quelli nella disponibilità della Gama che spaziano da semplici bozzetti preparatori ad opere finite.
Tra gli autori una china e penna di Giovanni Domenico Tiepolo eseguita intorno al 1750 ed utilizzata come modello per la realizzazione dei famosi affreschi dei Tiepolo sparsi soprattutto nel territorio del Veneto e proveniente dalla Collezione del Museo di Stato di Stoccarda, in Germania.
Eugène Delacroix, forse l’artista più rappresentato al Museo del Louvre, con il famoso dipinto La Libertà guida il popolo e numerosissimi quadri ed affreschi, è presente con un disegno a matita finemente eseguito che mostra una scena mitologica, proveniente dalla celebre Collezione Walter Pach
All’interno dell’esposizione troviamo Andrea Mantegna con una coppia di incisioni all’acquaforte dal titolo Lotta di Divinità Marine, collegate tra loro ed esposte in un esemplare analogo per tema e periodo nella Collezione del Museo di Stato di Berlino.
Pissarro, Bonnard e Vuillard testimoni dell’ Impressionismo e Post Impressionismo, sono presenti con altrettanti disegni a matita particolarmente intensi per tratto e composizione.
Pablo Picasso è qui rappresentato da due preziose puntesecche del periodo rosa, di grande suggestione, eseguite su carta giapponese.

Infine Balthus con il ritratto di adolescente un disegno a matita del periodo in cui viveva a Roma, di importanti dimensioni e Wassily Kandinsky con una composizione astratta del 1932, magistralmente eseguita a puntasecca durante il primo anno del soggiorno parigino dell’artista russo.
Un’ occasione unica per ammirare dal vero opere di grandi maestri offerta dalla Galleria d’Arte Moderna di Albenga, nella propria sede di Piazza San Michele 4, dal 18 Febbraio al 2 Giugno 2012, con i seguenti nuovi orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.


martedì 14 febbraio 2012

Altheo "proposte": Oblivium. Claudio Scardino.

Si concluderà domenica 19 febbraio Oblivium, la Mostra d’Arte Contemporanea di Claudio Scardino, curata da Francesco Luceri e Daniela Bardoscia e realizzata in collaborazione con l’Università popolare “Aldo Vallone” e il Museo d’Arte “P. Cavoti” con i patrocini del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.



Il percorso artistico ha visto protagonista, nelle sale del museo galatinese, la più recente delle performance artistiche della cosiddetta “arte partecipata” di Scardino, scultore, artista multimediale e pittore, che, formatosi nei più floridi centri artistico-culturali italiani, avvezzo a prestigiose partecipazioni a eventi d’arte nazionali e internazionali, ha conquistato con la sua scultura Athena il pubblico statunitense e con Diana ed Enrico VIII (entrambi esposti per Oblivium) l’internazionale MoMM (Museum of Modern Media).
Finding ways to define reality and be in reality is the big question of our time” scrive l’artista e scrittrice australiana Marlene Sarroff, “Throughout his career there has been no limits to his invention, combining art with life, he looks for the most appropriate situations and then dives into the reality to be completely soaked in it”.
Conclude il suo intervento scrivendo “This is where Claudio Scardino performances, really become a magical tool”. Gli “strumenti magici” di cui parla Sarroff, sono ancora per pochi giorni a vostra disposizione.
L’Oblio è iniziato l’1 febbraio e, ancora per questa settimana, è possibile intraprendere un percorso catartico, tra i volti e i colori dell’artista leccese. I visitatori potranno ancora essere protagonisti, costretti “a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d’artista smarrito e confuso”, come scrive la curatrice, con l’Action Painting, intitolata “Opera Continua”, ultimo invito rivolto dallo Scardino ai visitatori, al grido bellico latino “Pugna!” (Combatti!): chi lo vorrà, armato di colori a cera (forniti in loco), potrà divenire guerriero dell’arte condivisa scardiniana.
Varcando la sottile linea rossa che simboleggia il mitologico fiume Lete, corso d’acqua di purificazione e dispensatore di dimenticanza, si attraversa l’oblio dei tempi, per ascoltare, attraverso la visione di Scardino, gli echi del passato, dei miti greci e latini, in un recupero di alcuni frammenti della nostra identità multiculturale.
Con il sovrano inglese, poi, molto apprezzato dai visitatori, si ritorna alla modernità e si approda alla seconda parte di Oblivium, nel vorticoso affacciarsi dei ricordi, che riguardano l’esperienza dell’artista.
Per concludere degnamente il percorso, sarà esposta per il week-end un’opera scultorea, inedita, di Scardino. Verrà, inoltre, predisposta una installazione audio dell’artista, accompagnamento auditivo verso l’oblio.
Chiuderà la mostra un programma speciale: a partire dalle 18.30, spettacolo di letture sceniche, sapientemente interpretate da Michela Maria Zanon (artista) e Gianluca Conte (poeta) dell’Associazione culturale “Eterarte”; a seguire, un’esibizione musicale degli alunni della Scuola Secondaria “G. Pascoli”.
Al termine, lo Scardino proporrà la realizzazione di una scultura in azione, che intersecherà con la creazione artistica teatralità e danza.
Oblivium batterà il suo crepuscolo con uno spettacolo di danza, classica e contemporanea, a cura della “Europe Dance School” di Nadia Fiorella Martina, che empirà di vita e poesia le statiche sale del Museo “P. Cavoti”.
I visitatori lasceranno questo trasognante viaggio nell’arte, musica e poesia con un rinfresco e una degustazione della simposiaca bevanda, gentilmente offerta dalle Cantine Santi Dimitri.
I curatori colgono l’occasione per ringraziare tutti i convenuti e per lanciare un messaggio: «È possibile far rivivere la nostra città, aprendosi a nuove e giovani forme di cultura. Oblivium, evento eccezionale per tutta la Puglia, è stata allestita senza un solo Euro pubblico.
Certamente, se avessimo potuto contare su qualche finanziamento, l’evento sarebbe stato ancora più prestigioso.
Ciò nonostante, è stato un successo.
Ci auguriamo, per il futuro, che le amministrazioni appoggino le forze che si stanno costituendo per una rinascita culturale del territorio, che finiscano gli oscuri tempi dei finanziamenti clientelari, per permettere al nostro territorio, ricchissimo di potenzialità storico-culturali inespresse, una crescita moderna e florida.
Oblivium è il nostro messaggio: è possibile far vivere Galatina, il Museo “Cavoti” e la Cultura. Esistono persone disposte a  mettere a disposizione di tutti la loro passione e la loro esperienza.
La Cultura è la vera crescita».


Altheo "profili": Mara Brera.

Altheo people: Mara Brera.




Mara Brera nasce nel 1967. Studia arte all’Istituto Statale di Gubbio e all’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove è allieva di Bruno Cora’, Eliseo Mattiacci, Edgardo Abbozzo..
Artista poliedrica, lavora con materiali e tecniche diverse tra loro, spaziando dalla scultura alla pittura e incisione.
Il tema conduttore e interesse primario di tutto il Suo fare è lo studio dell’uomo e dell’ esistenzialismo ad esso legato, che esplica e raggiunge nell'astrattismo informale.
Realizza le sue opere con materiali legati alla tradizione del territorio in cui vive, Fabriano, dal 1200 patria della produzione della carta a mano e sede di industrie internazionali leader nel campo degli elettrodomestici e delle cappe aspiranti.




Usa la carta nelle sue opere sia come supporto pittorico che come elemento primario di assemblaggi scultorei.
Inizia il percorso espositivo nel 1986, quando frequenta ancora l’ultimo anno all’Istituto d’Arte, e da allora partecipa a numerose iniziative ed esposizioni artistiche in tutta Italia, sempre su selezione ed invito di critici ed esperti del settore.
Negli ultimi anni Mara Brera unisce alla propria ricerca artistica un ‘interesse particolare per l’acciaio.




Le industrie tipiche del suo territorio, produttrici di elettrodomestici e cappe aspiranti, scartano ogni giorno abbondanti resti di acciaio di ogni dimensione e spessore e l’artista intuisce e tenta il riciclo di tale nobile materiale per riutilizzarlo nella scultura elaborando così opere nuove, leggere, dall’impatto minimale, da poter essere utilizzate sia come opere a tutto tondo che dall’aspetto bidimensionale, trovando in tal modo un’ottima soluzione per inserire la propria creatività nell’ esigenza contemporanea del riuso e del riciclo dei materiali usati dall’uomo moderno, in una filosofia di ritorno agli aspetti più essenziali del vivere e del fare arte, in una dimensione proiettata verso la natura e la difesa dell’ambiente.




Per tali motivi negli ultimi due anni partecipa e collabora attivamente con Associazioni e persone dell’ambiente artistico che hanno i suoi stessi interessi come la Slow Art e la Land Art


 

Altheo "Moda": New York. Beckamp e Fustenberg regine del week.

New York: Fashion Week.




Le passerelle di Victoria Beckham e di Diane von Furstenberg sono state le protagoniste, nel fine settimana, della New York Fashion Week, in calendario fino al 16 febbraio.
L'ex Spice Girl ha stupito con una collezione dai toni militari e sportivi ma senza rinunciare agli abiti fascianti come una seconda pelle, che non superqano il ginocchio e che le hanno spalancato le porte della fashion industry a stelle e strisce. A applaudirla, in sala, il marito David Beckham e la figlia Harper di appena sette mesi.
Piu' romantiche e dal sapore parigino le creazioni della vonn Fursenberg per il prossimo autunno-inverno.
Fedele alle sue accese variazioni cromatiche, con rossi e rosa e in primo piano e motivi animalier, la stilista ha optato per abiti lunguette e maglioni a collo alto, tagliati per "mostrare quanto basta".
Tra gli altri, hanno assistito alla sfilata di Diane von Furstenberg - presidente del Council of Fashion Designers e dunque regna incontrastata della fashion comunity americana, i suoi amici Oscar de la Renta, Anderson Cooper, Diane Sawyer e Barbara Walters.





Tra le curiosita' del fine settimana, i contrattempi capitati alla celebre direttrice di Vogue Anne Wintour che, secondo quanto riporta il New York Post, non solo si e' persa arrivando in ritardo allo show di Billy Reid ma, non essendo stata riconosciuta (ed essendo lei abituata a girare senza pass), le e' stato negato l'accesso al backstage della sfilata di Outsiders.
Marc Jacobs e Calvin Klein invitano seguire sul web le passerelle per il prossimo autunno inverno che saranno presentate nell'ambito della New York Fashion Week.
In vista dello show in calenderio domani, Marc Jacobs, ha lanciato il suo invito tramite Twitter definendosi elettrizzato e cogliendo l'occasione per ringraziare il suo team di collaboratori.
La Calvin Klein si e' invece affidata ad un piu' tradizionale comunicato stampa, ma solo per annunciare lo streaming in diretta della nuova collezione donna firmata da Francisco Costa che sara' presentata giovedi' 16 febbraio.
Infatti, "insieme alla sfilata e' inoltre prevista una funzione di chat in diretta tramite Twitter, si precisa nella nota, che consentira' agli spettatori di partecipare in tempo reale alle conversazioni e discutere dell'evento durante il suo svolgimento utilizzando un'unica interfaccia.


lunedì 13 febbraio 2012

Altheo "istanti": Esecuzione a Saigon, Eddie Adams. 1969.

Altheo "istanti":
Le foto vincitrici del Premio Pulitzer.
Esecuzione a Saigon, Eddie Adams. 1969.




La notte del Tet, il capodanno lunare vietnamita, del 1968, un imponente offensiva dei Vietcong si abbatte con forza sorprendente su tutto il Vietnam, elevando il livello dello scontro.
Gli attaccanti entrano in città, perfino nel cortile dell'ambasciata americana di Saigon, dove i vietcong aprirono una breccia nel muro dell'edificio prima di venire uccisi dai marines di guardia e dalla polizia militare.
Negli Stati Uniti, le cui strade erano sempre più teatro di manifestazioni contro la guerra, ci si chiedeva se il sanguinoso e costoso conflitto sarebbe mai terminato, Eddie Adams, al suo terzo incarico in Vietnam per l'Associated Press, si faceva la stessa domanda nel secondo giorno dell'offensiva, il 1 febbraio.
Era stato inviato come fotografo dei marines durante la guerra di Corea, e si era costruito una reputazione di eccellente fotoreporter dell'Associated Press all'inizio degli anni sessanta.
Ma quel giorno si trovava con il fotografo della NBC, Vo Su.
I due, vicini d'ufficio che spesso condividevano mezzi di trasporto e soffiate, avevano deciso di indagare sulle voci di scontri a Cholon, la zona cinese di Saigon.
Una volta a Cholon si guardarono attorno, ma sembrava che i combattimenti fossero minimi.
Una pagoda occupata dai vietcong era stata conquistata dai soldati vietnamiti e le macerie della battaglia si accumulavano per strada, ma nulla di più.
Stavano per andarsene, quando udirono degli spari provenire da un paio di isolati di distanza.
Adams venne a sapere in seguito che si trattava di scontri a fuoco tra i soldati dell'esercito vietnamita e vietcong infiltrati. I due si diressero verso l'azione.
Adams vide alcuni soldati vietnamiti strattonare fuori da una porta all'estremità della via un prigioniero che aveva le mani legate dietro la schiena e indossava una camicia a quadri.
Era accusato di essere una spia dei vietcong.




Scortarono l'uomo verso il punto in cui si trovarono Adams e Vo Su.
Adams ricordava che sembrava una tipica situazione newyorkese, con i poliziotti che conducono un sospetto criminale davanti alla stampa, e lui si comportò come se lo fosse.
"Ho seguito i tre uomini mentre camminavano verso di noi, scattando qualche fotografia. Quando furono vicini, forse a un metro e mezzo, i soldati si fermarono e indietreggiarono. Vidi un uomo entrare nel mirino della mia fotocamera da sinistra. Estrasse una pistola dalla fondina e la sollevò".
Anche a distanza di molti anni dall'accaduto, Adams faceva una pausa quando raccontava la storia.
Con un'alzata di spalla scuoteva la testa e i suoi occhi si aprivano un po' di più.
"Non pensavo che avrebbe sparato. Spesso durante gli interrogatori, la pistola veniva puntata alla testa dei prigionieri. Così mi preparai a scattare una di quelle fotografie...la minaccia, l'interrogatorio. Ma non andò così.
L'uomo tirò semplicemente fuori la pistola, la puntò alla testa del vietcong e gli sparò alla tempia.
Scattai la fotografia in quell'istante".
Il prigioniero cadde a terra, con il sangue che gli sgorgava dalla testa.
Eddie scattò un paio di fotografie all'uomo mentre cadeva ma non potè resistere oltre e cominciò ad andarsene.
L'uomo che aveva sparato, in seguito identificato nel tenete colonnello Nguyen Loan, capo della polizia del Vietnam del sud, si avvicinò ad Adams e disse: "hanno ucciso molti del nostro popolo. E anche del vostro".
Adams concludeva: "E' tutto ciò che disse, poi se ne andò".




Altheo "istanti": Una contro mille, Oded Balilty. 2007.
Altheo "istanti": la bambina e l'avvoltio, Kevin Carter. 1994.

Altheo "Mostre": Da Caravaggio a Bacon, l'arte secondo Testori.

Ravenna. Dal 19 febbraio 2012.
Da Caravaggio a Bacon, l'arte secondo Testori.





Da Caravaggio a Bacon, dal Moroni e Pitocchetto a Giacometti , Morlotti, Manzù la grande pittura europea, antica e moderna, amata dal drammaturgo e storico dell'arte Giovanni Testori (1923-1993) è al centro di una bella esposizione, allestita dal 19 febbraio al Mar di Ravenna.
Esposte oltre cento opere fra quelle da lui più studiate e ammirate, nonché alcuni pezzi appartenuti alla sua collezione per mettere a fuoco scuole e movimenti attraverso cinque secoli d'arte. Intitolata 'Miseria e splendore della Carne: Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon. Testori e la grande pittura europea', l'importante rassegna (realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna) è stata curata da Claudio Spadoni, supportato da un prestigioso Comitato scientifico, composto tra gli altri da Mina Gregori, Antonio Paolucci, Andrea Emiliani.
La selezione di dipinti e sculture è stata mirata a ricostruire l'ambito delle passioni, quasi viscerali, dello scrittore di ispirazione cattolica, la cui opera è intrisa da un profondo sentimento religioso vissuto in tutta la sua spiazzante e contemporanea complessità.




Allievo di Roberto Longhi, Testori fin dai primi anni '50 intraprese con successo un'infaticabile attività di critica d'arte con pubblicazioni e mostre. I suoi studi si concentrarono soprattutto sulla pittura lombarda, dal realismo cinquecentesco al manierismo de XVIII secolo , anche se l'interesse dominante per l'arte antica e moderna non gli impedì di avvicinarsi a pittori a lui contemporanei come Guttuso, Cassinari, Morlotti, di cui seguiva con amicizia l'evoluzione espressiva.
Il percorso della mostra si articola quindi in diverse sezioni dedicate appunto ai vari periodi della storia dell'arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, poi i francesi Courbet e Gericault.
Ampio spazio è stato dedicato agli approfondimenti e alle riscoperte nell'ambito della pittura di realtà in Lombardia del '500, con opere di Gaudenzio Ferrari, Foppa, Savoldo, Romanino, Moretto, mentre per il '600 ecco i capolavori di Moroni, Ceresa, Fra Galgario, Ceruti.
Si prosegue con i manieristi lombardo-piemontesi (Cerano, Morazzone, Daniele Crespi, Cairo) accompagnati da Caravaggio, grande passione dichiarata di Testori.




Del Merisi sono in mostra il famoso 'Ragazzo morso dal ramarro' custodito dalla Fondazione Roberto Longhi e un foglio (attribuito) con Testa di putto, uno studio per la Natività dell'Oratorio di Palermo sul recto e lo Studio per una figura e per una mano sul verso.
Si prosegue con l'attenzione del critico a esponenti della Nuova Oggettività (Dix, Grosz, Radzwill), Nuovi Selvaggi (Fetting, Hodicke, Zimmer, Salomé) e Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens), per finire ai più celebrati Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, fino a Cucchi e Paladino.
Di ognuno di questi artisti sono esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori. La rassegna presenta infine anche un omaggio a Testori con la selezione di ritratti fra i tanti eseguiti da diversi pittori per lo studioso.