lunedì 30 gennaio 2012

Altheo "proposte": Dialogo sull'arte: tre generazioni a confronto.

Museo Fondazione Luciana Matalon.
Giovedì 9 febbraio 2012
Milano: ore 18.30






Al Museo Fondazione Luciana Matalon, giovedì 9 febbraio 2012 alle 18.30, si svolgerà la conferenza Dialogo sull’Arte.
Tre generazioni a confronto, nell’ambito del festival artistico-letterario Cultura Milano.
Questo prestigioso evento, unico ed innovativo nel suo genere, vuole riunire tre importanti personalità del panorama critico attuale, appartenenti a diverse generazioni: il Prof. Gillo Dorfles, 101 anni, critico d’arte e professore universitario; il Prof. Vittorio Sgarbi, 59 anni, critico d’arte, scrittore e sindaco di Salemi; il Prof. Tomaso Montanari, 41 anni, professore e ricercatore di Storia dell’Arte Moderna, presso l’Università Federico 2° di Napoli, scrittore e collaboratore del “Fatto Quotidiano”.
I noti critici si confronteranno in un vivace ed appassionato dibattito, in forma di amichevole conversazione,coinvolgendo anche il pubblico presente.
Le tematiche affrontate saranno in forma di Lectio Magistralis sulla Storia dell’Arte, con elevato livello e notevole spessore d’approfondimento, intercalate da racconti di vita ed interessanti aneddoti sulla loro formazione e sulle molteplici esperienze personali, che ne hanno caratterizzato e contraddistinto il percorso esistenziale e professionale.
Sarà un modo informale e spontaneo per raccontare e raccontarsi, divulgando un messaggio di sostegno e supporto alla valorizzazione dell’Arte, antica e moderna, in tutte le sue espressioni e manifestazioni più significative e rappresentative, che appartengono al patrimonio culturale di tutti.
Come afferma il Prof. Sgarbi “ L’Arte è, prima di tutto, una forma di conoscenza del mondo, intuitiva e illuminante. La disciplina della Storia dell’Arte, è uno strumento destinato a perfezionarsi, a mutare e deve misurarsi con una realtà sconfinata, che si trasforma, non soltanto verso il futuro, ma anche verso il passato”.  
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione.


Altheo "Mostre": "Fake Identites": Dario Ballantini. Londra.

Dario Ballantini. "Fake Identities"
31 gennaio, 5 febbraio 2012.
Londra: Fiumano Fine Art gallery.




Vernissage - Martedì 31 gennaio dalle ore 18.30. L’artista sarà presente.


Dario Ballantini nasce a Livorno nel 1964. E’ figlio d’arte e si diploma nel 1984 conseguendo la maturità artistica. Inizia ad esporre le sue opere in Toscana già dal 1985 alternando la carriera di pittore con quella di trasformista per circa 10 anni. Nel 2001 l’incontro con Achille Bonito Oliva rende più incisivo il suo interesse per la pittura e realizza una mostra presso la Galleria Ghelfi di Verona curata da Giancarlo Vigorelli in seguito la mostra farà tappa a Genova e Milano.
Nel 2007 riceve da Bonito Oliva il premio “A.B.O.” d’Argento per la pittura. Tra le importanti mostre successive figurano la Galleria del Palazzo Coveri di Firenze, Castel dell’Ovo di Napoli, la Galleria de l’Europe di Parigi, Castello di Saint Rhèmy-es Bosses in Valle D’Aosta, Galleria San Carlo di Milano.
Nell’ ottobre 2009 alla Triennale Bovisa di Milano si è svolta la mostra multimediale “IDENTITA’ ARTEFATTE”, in cui Ballantini ha congiunto le due attività venticinquennali (pittorica e televisiva) con gli interventi di Antonio Ricci, Enrico Mentana, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Mario La vezzi e Remo Girone.
Seguono innumerevoli mostre, tra cui Torino Galleria La Telaccia, collettive all’estero, Londra presso la Acquire Gallery, Praga presso la Galleria Brehova, all’UEART Tour 2011 (Stati Uniti d’America) con tappe a Tallhassee, Dallas, Chicago e Miami e partecipa alla Biennale Venezia Padiglione Italia, Milano e Torino. “La Fiumano Fine Art Gallery è lieta di ospitare “Fake Identities”, la prima mostra personale del pittore Dario Ballantini a Londra.
Per questa mostra sono state scelte un gruppo di opere che riflettono le eccezionali capacità pittoriche e lasciano trasparire globalmente l’esperienza dei maestri che lo hanno preceduto. Dario Ballantini non ha paura di sperimentare riempiendo tavole, tele e carte con colori acrilici.

La maggior parte delle sue opere sono di grandi dimensioni, e gli consentono di manipolare con maestria, libertà e controllo i colori.
Dario Ballantini è oggi uno degli artisti più interessanti del panorama artistico contemporaneo in Italia.

Il suo naturale talento combinato con un profondo studio accademico lo posizionano fermamente nella storia dell’arte moderna occidentale.
Nelle sue tele egli sfuma i confini tra realtà e finzione ma ciò non intacca la sua chiara ed evidente identità di pittore contemporaneo
.



Altheo "Mostre": Identità artefatte. Dario Ballantini.
Altheo "Mostre": Euart 2011. Dario Ballantini.
Altheo "Portfolio":"In Arte" Dario Ballantini.

venerdì 27 gennaio 2012

Altheo "progetti": Visioni di Sandro Frinolli Puzzilli.

Altheo "progetti": Visioni di Sandro Frinolli Puzzilli.





Sandro Frinolli Puzzilli fotografo romano, recentemente sta portando in mostra il progetto fotografico “Visioni” dedicato alla ricerca di figure e forme ottenute da elementi della natura come acqua fuoco nuvole e oggetti che abitualmente occupano i nostri spazi quotidiani, trasformandoli in immagini che inducono l’osservatore a trovare similitudini nella propria memoria.
Esprime concetti visivi immaginari che allo stesso tempo si concretizzano in forme definite, a volte allusive altre sfacciate.
Gioca ad accennare racconti sensuali con rotondità ammiccanti oppure, interpretando l’immaginario, esprime paure e incubi affermando creature spaventose. Trasforma oggetti e soggetti noti, mutandoli in sensazioni estetiche che spesso nulla hanno a che vedere con la matrice originaria.

Riesce a confondere l’osservatore sulla provenienza iniziale del soggetto, facendo del riconoscimento un gioco visivo e di funzione mnemonica.




Da una recensione di Fausto RaschiatoreQuesta selezione d’immagini è parte di una ricerca fotografica che già nel titolo – Visioni – anticipa concettualmente i contenuti in termini strutturali.
Visioni come Apparizioni, Percezioni visive, Allucinazioni, vere e proprie stilizzazioni figurali che Sandro Frinolli Puzzilli vede lungo il suo percorso d’indagine creativa e ferma in singoli scatti.
L’autore sintetizza le diverse Visioni, frammenti fuggevoli e mutevoli, che albergano nel suo immaginario, talvolta delineati in ogni dettaglio, talaltra, appena visibili, sfumati nel segno, nei toni chiaroscurali, nel colore e nei significati, ma sempre avvolti in stimolanti concettualizzazioni.
Un’indagine che è anche un percorso di analisi e di sperimentazione il cui punto nodale per SFP consiste nel dare visibilità all’invisibile. Ed è il suo obiettivo in questo lavoro, nel quale cattura le sue Visioni che diventano immagini. Sono segmenti di realtà con una nuova soggettività collocati in una sequenza articolata nell’ambito di un progetto-studio, sia per il linguaggio espressivo, sia per l’aspetto estetico e culturale.





Da un pretesto, anche banale, spesso insignificante, alla creazione di una entità inedita, unica, espressiva. L’autore osserva e indaga il reale, ne estrae un pretesto e lo proietta, trasformandolo, in immagine per il fruitore che invita a osservare e a sollecitarne l’interpretazione, stimolandolo a trovare similitudini nella propria memoria. Un gioco sottile di un osservatore che legge liberamente la contemporaneità o parti di essa e la filtra al vaglio della propria sensibilità, attraverso la fotografia.
Con equilibrio, senso estetico, gusto narrativo, stimoli culturali. Osservando il reale, ognuno di noi estrae, anche quotidianamente e magari inavvertitamente, in termini visivi, qualcosa di speciale, che può essere la sintesi di una riflessione, la discussione di un punto di vista, la rappresentazione di una visualizzazione, di un segmento del reale indagato.
E’ sempre, comunque, la risultante di una argomentazione maturata iconicamente coniugando lo sguardo, la mente e la propria sensibilità.
Ed è quello che fa SFP, per se stesso e per altri, con la fotografia di ricerca nell’ambito di un progetto che esplora il nostro tempo.






Visioni sono il risultato di questa indagine che l’autore porta avanti da tempo, in b/n e colore, strutturandone i contenuti in più sezioni linguistiche ed espressive.
Egli osserva il quotidiano nelle sue diverse articolazioni, si sofferma con lo stesso interesse su cose semplici o complesse, senza vincoli progettuali, come ad esempio in questo book, quando indaga l’Acqua, il Fuoco, le Nuvole, il Cibo oggetti e soggetti in apparenza scontati e insignificanti e li interpreta innervandoli della propria interiorità, trasformandoli in immagini-veicolo di una riflessione.
Penetra nell’intimo dei segmenti che esplora, non importa che siano pretesti carichi di significati o, al contrario, banali oggetti del nostro tempo. L’autore romano osserva ogni cosa nel profondo dei significati con l’intento di percepirne le specificità e l’obiettivo di stimolare l’osservatore.




Il portfolio argomenta su concettualizzazioni visive e su visualizzazioni concettuali in un contesto fantastico nel quale esse conversano tra loro in un moto armonioso di percezioni emotive che si alternano in una trama surreale di Visioni indefinite, ironiche, allusive, forti, visivamente aggressive, spesso corrosive.
SFP crea e si diverte, esprime concetti e sembra che giochi a raccontare e a interpretare l’immaginario.
Le sue immagini disegnano un puzzle polisemantico, un mondo di sogni, accattivante, ambiguo, suggestivo, in una dimensione altra che proietta un universo parallelo che corre, in silenzio e ovattato nel nulla, lungo il reale in un confronto continuo.
Un mondo che intriga, magico, fatto di immagini straordinarie, di speranze, di Visioni. 


martedì 24 gennaio 2012

Altheo "istanti": Oded Balilty. Una contro mille. 2007.

Altheo "istanti":
Le foto vincitrici del Premio Pulitzer.
Oded Balilty. Una contro mille. 2007.




La conflittualità non era nuova per Oded Balilty, il quale, in due anni come fotografo dell'Associated Press a Gerusalemme, aveva spesso seguito gli scontri tra Israele e Palestinesi.
Il 1 febbraio 2006, nella cittadina cisgiordana di Amona, a poca distanza da Ramallah, la situazione era un po' diversa: gli Israeliani affrontavano altri Israeliani.
I coloni di Amona avevano costruito case sulla terra palestinese e i tribunali d'Israele le avevano dichiarate illegali ordinandone l'evacuazione.
Le forze di sicurezza Israeliane furono incaricate di sovrintendere all'evacuazione.
Lo scontro era certo, i coloni avrebbero opposto resistenza, e Balilty e altri fotografi si trovavano sulla scena per immortalare qualunque cosa accadesse.
Ben presto la situazione divenne caotica. Le forze di sicurezza avanzarono verso l'insediamento mentre i coloni cominciavano a lanciare pietre.




"Vidi la giovane donna esitare un attimo e la fila di agenti avanzare, e non feci altro che afferrare la mia fotocamera", ricordò Balilty in seguito.
La contestatrice solitaria si mise davanti alle forze di sicurezza, ma essi caricarono a testa bassa quel fragile ostacolo.
Balilty scattò la sua fotografia: una giovane con una gonna lunga che da sola cerca di fermare le forze in tenuta antisommossa e armate di manganelli.
Gli agenti la gettarono a terra, la colpirono con i manganelli, la strattonarono per i capelli e proseguirono verso il loro obiettivo.
L'immagine era nella classica tradizione di Davide contro Golia (sebbene in questo caso, qualcuno commentò in seguito, Davide sia stato sconfitto), e fu ampiamente pubblicata in tutto il mondo.
La ragazza della fotografia, che si presentò come Nili, era una quindicenne abitante di Amona.
Definì lo scatto un disonore per Israele perchè mostrava le forze di sicurezza attaccare la popolazione anzichè difenderla.





"Sapevo di avere un ottima immagine", affermò Balilty, "ma non avevo mai pensato al Premio Pulitzer".
Disse che quando gli fu comunicata la notizia della vittoria si era sentito "come se avessi toccato il cielo con un dito". L'immagine scatenò reazioni diverse.
Alcuni sostenevano che il governo israeliano faceva finalmente qualcosa per la questione degli insediamenti; altri credevano che il governo avesse agito con scarsa saggezza e che fosse stato immortalato un uso non necessario della mano pesante contro la comunità.
Balilty commentò a proposito di queste reazioni contraddittorie: "Secondo alcuni la fotografia rifletteva idee di sinistra, per altri era in favore della destra.
E' la bellezza di questo scatto: entrambi le parti pensavano di aver ragione. Gli uni dicevano: Guarda stanno resistendo, gli altri: bene, stanno evacuando i coloni".
Oltre al Pulitzer, lo scatto si aggiudicò molti altri premi internazionali.
Balilty, che è nato a Gerusalemme e ha imparato a fotografare nell'esercito israeliano, ha lavorato per un giornale e un'agenzia di stampa prima di entrare all'Associated Press.
Balilty ha anche fatto parte della squadra di fotografi dell'Associated Press che realizzò il fotoreportage della battaglia tra Israele e Hezbollah in Libano classificandosi secondo al Premio Pulitzer del 2007.



Altheo "istanti": Kevin Carter. La bambina e l'avvoltoio.

sabato 21 gennaio 2012

Altheo "scultura": La scultura di Domenico Colanzi.

Altheo "scultura": La scultura di Domenico Colanzi.
Raccontato da Pedro Fiori.




Lo conosco bene. Domenico Colanzi è un uomo silenzioso.
Parla poco. Sente e pensa molto. E' nel profondo un emotivo: Una persona viscerale.
Tutto il suo universo creativo, il senso che ha dato alla sua vita di artista, è sintetizzato nelle sue immagini plastiche: stilizzate fino alla metafora figurale, allusive fino alla coralità del simbolo.
Scultore come dimensioni metaforiche di voli della materia e della forma con quelle "illuminazioni" interattive tra spazi pieni e spazi vuoti.
Una "circolarità del segno", la sua, che avvolge in un movimento emblematizzante tutto il volume: è un modulo enucleante della sua scultura.
Immagini che quindi vivono come una ritualità della sua fantasia. Come uno scavare della sua emotività nelle sensazioni che lo nutrono.
Sono rivelazioni di quella sua "poesia della pietra (della Maiella), del marmo (rosa e nero), del bronzo".
Simboli che lui fa nascere dalla materia mediante il processo epifanico delle forme.




Agli inzi degli anni 80, scrivendo del mondo immaginativo colanziano, a Milano (le sue sculture e i suoi dipinti) chiamano infatti Colanzi "un originale artista del nostro tempo": Da allora a oggi il cammino di Colanzi, nato ad Archi (Chieti), ha seguito il proprio destino.
Posso affermare che da tempo, una sua dimensione all'interno dei valori dell'attuale panorama della scultura italiana: come proposta e problematica di quella tendenza che, anche in ambito internazionale, ho definito "Scultura simbolica".
Scultore di razza, creatore di sensazioni emozionali, nelle sue opere si sentono i battiti dell'intuizione e le riflessioni dell'intelligenza.









Seguo con attenzione la ricerca formale e semantica che nutre l'espressività di questo maestro abruzzese trapiantato a Milano.
Lui ha continuato ad estendere, e ricercare i temi che gli stanno a cuore, che gli permettono, infine, di liberare, in modo catartico, i suoi sentimenti e tradurli, poi, in un linguaggio plastico moderno suggestivo nei suoi pregnanti significati: quel labirinto dell'inconscio che ci portiamo dentro come una ferita.
Ha saputo sempre rinnovarsi nel suo stile senza perdere mai la propria identità riflessiva. Come fanno i veri artisti.
Le sue opere sono state esposte in diverse città d'Italia e dell'estero (in altre d' Europa, negli Stati Uniti, nel Canada, In Australia e in Sudafrica.
Numerose personali e partecipazioni a rassegne, biennali, fiere internzionali.
Colanzi è un disegnatore nato è la capitale meneghina è appunto il suo nucleo di proiezione: la città del Futurismo di Marinetti e dello spazialismo di Fontana.
E', a mio avviso, uno degli scultori più significativi della sua generazione.
I suoi lavori lo confermano.


Altheo "Fotografia del XX secolo": Dorothea Lange.

Altheo "Fotografia del XX secolo": Dorothea Lange.




"Giù le mani! Non infastidisco quello che fotografo, non ci metto niente di mio, non preparo niente".
Questo è uno dei principi della fotografa americana Dorothea Lange, che con la sua opera ha fornito un contributo tra i più vivaci alla fotografia impegnata e socio-documentarista del XX secolo.
Dopo aver frequentato la Columbia University di New York con Clarence H. White, dal 1917 al 1919 Dorothea Lange lavora inizialmente come fotografa freelance a San Francisco.
sconcertata dal numero di persone senza tetto e in cerca di un lavoro durante gli anni della depressione, decide di ritrarre l'uomo della strada per attirare l'attenzione sulla sua miseria mediante le sue fotografie.
Nel 1935, entra al servizio della Farm Security Administration (FSA) e realizza un reportage sulle condizioni di vita nelle zone rurali degli USA.
Documenta in modo spietato la dolorosa povertà dei lavoratori e delle loro famiglie che si spostano di luogo in luogo in cerca di lavoro.
Con le sue fotografie Dorothea Lange documenta non solo l'avvilimento e la disperazione, ma coglie al tempo stesso anche l'orgoglio e la dignità con cui queste persone sopportano il proprio destino.
Una delle fotografie più famose e più pubblicate dell'intero progetto FSA è "Madre senza Patria", ritratto di una lavoratrice californiana che peregrina di paese in paese con i suoi tre bambini.




Il volto della giovane donna è segnato dalle rughe e il suo sguardo si perde preoccupato in lontananza.
A destra e a sinistra i due bambini più grandi si sono appoggiati alle sue spalle cercando protezione e nascondono timidi il volto davanti all'obiettivo, mentre il piccolo in grembo alla mamma è addormentato.
Con questa immagine di estrema concentrazione e compattezza, Dorothea Lange ha creato un icona della fotografia dell'impegno sociale.





Altheo "Fotografia del XX secolo": Irving Penn.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Gordon Parks.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Gregory Colbert.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Alfred Cheney Johston.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Peter H. Furst.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Franco Fontana.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Cohen Serge Moreno.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Elsken Ed van der.
Altheo "Fotografia del XX secolo": Margaret Bourke-White.

Altheo "gli speciali": Le opere di Gloria Guidi Nobile.

Altheo people: Gloria Guidi Nobile.





Sono nata in Friuli a Martignacco in provincia di Udine, da ragazzina ho messo le radici in Svizzera a Lugano.
Dal mese di settembre 2010, per motivi di lavoro di mio marito, abito a Klosters fra le belle montagne grigionesi.
In questo periodo non ho un stile ben preciso, semplicemente continuo a provare cose nuove, con un certo eclettismo e con una preferenza per i colori vivaci.
Amo spaziare, saggiare parecchie tecniche e questo percorso mi ha portata ad esprimermi oltre ai classici lavori ad olio anche con opere astratte e materiche, ottenendo particolari risultati mediante l'impiego di materiali eterogenei come la carta pesta, la lana, sabbie diverse, cortecce, stoffe; passando da una tecnica all'altra, a detta di alcuni, con la stessa facilità.


Il filo della vita.



Olio, Tela, 70x50cm, 2011
Note sull'opera:
un eroico guerriero con il coraggio di dire basta



Il diritto a un'infanzia sicura di emozioni e scoperte, all'istruzione, alle cure, alle medicine.



Olio, Tela, 50x40cm, 2009
Note sull'opera:


Da una recensione di Salvatore Russo

In quest’opera Gloria ci mette di fronte ad un problema, quello legato alla crescita dei bimbi africani, che ormai da anni è l’oggetto di discussione per eccellenza da parte di O.N.U. e F.A.O.
L’artista ritrae il volto di un bimbo Masai. In quegli occhi si può notare tutta la tristezza di chi è consapevole del proprio destino. Quasi un sorta di rassegnazione sul suo futuro.
A squarciare però questo buio ci pensa una luce che avvolge interamente gli occhi del bimbo.
Si tratta di una luce di salvezza, una possibile via di fuga che viene data alla persona oggetto della sua rappresentazione.
Gloria nel dipinto decide di rappresentare anche una mano che accarezza il viso del bimbo, quasi a dargli quella sicurezza tanto desiderata.
Una dicotomia concettuale che porta l’opera ad avere un alone di mistero.
Un’infanzia dunque che va protetta. Un’infanzia che non deve più essere ricordata per la povertà, ma per i progetti futuri.



Rajastan, portatrice d'acqua.

Olio, Tela, 80x50cm, 2010
Note sull'opera:
i colori del Rajasthan

giovedì 19 gennaio 2012

Altheo "Design Gran Bretagna": Wells Coates. Designer di mobili e product designer.

Altheo "Design Gran Bretagna": Wells Coates.
Designer di mobili e product designer.





Wells Coates face parte del più importante gruppo di architetti e designer d'avanguardia che operarono in Gran Bretagna nel periodo tra le due guerre, ma i suoi progetti furono così innovativi da continuare a suscitare interesse ed ammirazione, ciò che è dimostrato dai prezzi cui sono state vendute in recenti aste.
Le sue realizzazioni comprendono complessi residenziali in stile modernista, tra cui vanno ricordati i "blocks" di Lawn Road a Hampstead a nord di Londra e la Embassy Court di Brighton, la facciata e gli interni dei negozi Cresta Silk, gli interni della BBC Broadcasting House, la "Minimum Kitchen" esposta nella Dorland hall a Londra, oltre a un sorprendente apparecchio radio rotondo, in bachelite, realizzato dalla Ekco.
Quest'ultimo ha contribuito a mantenere alta la reputazione di Coates fino ai nostri giorni e ne ha fatto uno dei pionieri del design inglese moderno.




Canadese di nascita e cresciuto in Giappone, Coates studiò ingegneria a Londra, furono i suoi studi di ingegneria ad affinare la predisposizione per il product design.
Fu un designer prolifico, e nella sua seppur breve carriera lavorò a una gamma di prodotti molto estesa.
Grande appassionato di sport, disegnò un catamarano per suo uso personale.
Come abbiamo già ricordato il suo lavoro per la Ekco fu estremamente radicale, e contribuì a trasformare la radio dal "mobile" che era, a piccolo elettrodomestico.
Le radio e le stufe elettriche di Coates sono caratterizzate da un purismo nella linea che rimanda al razionalismo europeo e che le fa associare al modernismo piuttosto che alla tendenza tutta americana a realizzare prodotti dalla linea affusolata.
Ricordato come uno dei pionieri del design britannico, negli ultimi anni della sua vita Coates lasciò l'Inghilterra per gli Stati Uniti, dove fu chiamato a insegnare design ad Harvard.


Vita.

1895. Nasce in Giappone, con cittadinanza canadese.
1919. Studia a Londra.
1925. Inviato speciale alla Exposition Internationale des Arts decoratifs di Parigi.
1928. Allestimenti per la catena di negozi Cresta Silks.
1931. Fonda lacon Jack Pritchard la ditta Isokon.
1944. E' proclamato Royal Designer for Industry.
1958. Muore negli States.

Prodotti.

1931. Arredamento per la BBC Broadcasting House, Londra.
1933. Arreda la Minimum Kitchen nella Dorland Hall di Londra.
1934. Radio AD65 per Ekco.
1947. Radio Princess Handbag per Ekco.





Altheo "Design Gran Bretagna": Laura Ashley. Stilista.
Altheo "Design Gran Bretagna": Vaughan Oliver. Grafico.
Altheo "Design Gran Bretagna": Roy Fleetwood. Product Designer.
Altheo "Design Gran Bretagna": Jamie Reid. Grafico.

Altheo "Mostre": Arte Fiera 2012. Il meglio dell'arte contemporanea invade Bologna.

Altheo "Mostre": Arte Fiera 2012. Il meglio dell'arte contemporanea invade Bologna
Dal 27 al 30 gennaio 2012 alla Fiera e nel centro storico di Bologna.






Il meglio che il mercato internazionale dell’arte contemporanea ha da offrire si appresta nuovamente a invadere Bologna per trasformare la città di Bologna in un vero e proprio museo a cielo aperto, dove l’arte si respira nell’aria.
Si svolgerà infatti dal 27 al 30 gennaio presso la Fiera di Bologna e in tantissime altre location sparse per la città la 36esima edizione di Arte Fiera – Art First, la tradizionale rassegna dedicata ai migliori artisti in circolazione organizzata da Bologna Fiere in collaborazione con il Comune di Bologna, la Fondazione Carisbo, la Camera di Commercio di Bologna e Confcommercio Ascom Bologna.
Il vernissage dell’edizione 2012 si aprirà giovedì 26 gennaio alle 17 con gli artisti del Teatro Comunale sulle note delle splendide arie della “Turandot”, opera che verrà messa in scena nei giorni seguenti sullo storico palco cittadino, mentre nella giornata di venerdì 27, dopo gli eventi dedicati gli anni scorsi a Bill Viola e Marina Abramovic, alle 21 alla Sala Borsa il protagonista sarà Luigi Ontani, artista di fama internazionale che si produrrà in un confronto a tre con Renato Barilli, docente al Dams dell’Università di Bologna, e lo scrittore Aldo Busi.




Luigi Ontani

All’interno della Fiera si potrà ammirare oltre un secolo di ricerca artistica rappresentata dai suoi massimi esponenti grazie alle proposte di 150 gallerie fra le principali in Italia e all’estero, attentamente selezionate da un comitato internazionale: il padiglione 16 ospiterà la sezione più storicizzata con opere dei grandi maestri italiani e internazionali dall’inizio del XX secolo fino agli anni ’50, mentre i padiglioni 21 e 22 saranno invece dedicati alle gallerie che espongono artisti di fama mondiale con un innovativo layout che avvicinerà i capolavori riconosciuti dell’arte moderna alle opere delle nuove generazioni e la possibilità di trovare, in un momento storico in cui l’arte sta tornando a essere una forma di investimento sicuro, opere dai prezzi accessibili anche per chi dispone di budget limitati o per chi si avvicina da novizio al mondo del collezionismo.
Tra le novità il progetto “On the spot” ideato dal curatore spagnolo Paolo Barragàn, all’interno del quale ogni giorno verrà realizzata una mostra istantanea firmata da quattro curatori di fama internazionale mentre nello spazio Art Talks e all’Art Café si susseguiranno incontri, presentazioni e dibattiti con la presenza di artisti, critici, direttori di musei, curatori e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura.
Sabato 28 gennaio, nello spazio Art Talks, verranno proclamati i vincitori dei premi collegati alla manifestazione come il Premio Euromobil Under 30, il Premio Internazionale di Arte Partecipativa promosso dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e il Premio Videoinsight ®, mentre domenica 29 l’Osservatorio sul Mercato dei Beni Artistici di Nomisma presenterà il suo rapporto annuale.





E saranno più di cento gli eventi sparsi per tutta la città, realizzati grazie anche alla collaborazione delle varie Istituzioni e associazioni di categoria e culturali: al Mambo, a partire dal 26 gennaio, sarà aperta la mostra “Marcel Broodthaers. L’espace de l’écriture” e verrà inoltre presentata una selezione delle più recenti acquisizioni e donazioni, mentre sabato 28 debutterà “Contrappunti C”, l’opera recentemente donata al museo dall’artista Marco Gastini.
Al Museo Morandi, accanto alla mostra temporanea di Hollan, sarà possibile ammirare quattro capolavori del maestro di Grizzana provenienti dalla collezione privata di Luciano Pavarotti e, nell’ambito del progetto Bologna si Rivela, la Fondazione Carisbo aprirà a Palazzo Pepoli le porte del Museo della Storia di Bologna e a Palazzo Fava due importanti mostre di pittura e stampa.
Ancora la Fondazione del Monte ospiterà nei locali di via delle Donzelle una mostra antologica di Luciano Minguzzi e all’Oratorio dei Filippini, sabato 28, una performance dell’artista Valeria Magli intitolata “La fantasmatica di Man”, e infine la Cineteca di Bologna proseguirà nel programma della sua rassegna Cinevino, curata dal documentarista-sommelier Jonathan Nossiter, cui si affiancheranno un omaggio al video poeta Enzo Minarelli e una mostra di ritratti d’artista del grande fotografo Antonio Masotti.






Fra le iniziative in città Bologna Art First, il progetto in collaborazione con il Comune giunto alla settima edizione e che trasformerà la città in un affascinante scenario con installazioni e interventi site specific, e ovviamente Arte Fiera Off con i suoi appuntamenti: al Palazzo del Podestà, dal 28 gennaio al 12 febbraio, “Da 0 a 100.
Le nuove età della vita. Arte e scienza, due occhi su noi stessi”, mostra a cura della Fondazione Marino Golinelli, a Villa delle Rose “The eye of the collector”, special guest event a cura di Julia Draganovic e Claudia Loeffelholz con opere di video art dalla Collezione Manuel De Santaren, allo spazio Twin Mind la mostra dedicata a Julia Zastava ed Emiliano Maggi a cura di Daria Khan, mentre a Reggio Emilia la Collezione Maramotti presenterà una selezione di oltre duecento opere dagli anni ’50 a oggi acquisite dal grande imprenditore e collezionista nonché la personale di Alessandro Pessoli.
Infine per i più goderecci la serata di sabato 28 gennaio, come ormai da prassi consolidata, diventerà Art White Night, la notte bianca dell’arte contemporanea: musei, installazioni, gallerie d’arte e negozi del centro storico di Bologna rimarranno aperti fino a tarda ora, con il consueto corollario di eventi, iniziative e party, mentre al Mambo ci sarà spazio per i più piccini con la Notte Bianca dell’Arte dei Bambini, un programma che dalle 19 proporrà numerose attività in un interessante percorso plurisensoriale.
E per concludere, altra importante novità, il biglietto d’ingresso della manifestazione darà diritto, per tutta la durata della stessa, all’ingresso gratuito anche al Mambo-Museo d’Arte Moderna di Bologna, al Museo Morandi, alle nuove sale dei musei della città del circuito Fondazione Carisbo e a tutti i musei civici cittadini come il Museo Civico Archeologico, i Musei Civici d’Arte Antica, il Museo della Musica e il Museo del Patrimonio Industriale.






martedì 17 gennaio 2012

Altheo "proposte" : Alla scoperta del segno Inciso. Luana Raia.

Altheo "proposte" : Alla scoperta del segno Inciso. Luana Raia.




“Alla scoperta del segno inciso”, laboratorio di arte incisa con l’artista internazionale Luana Raia.
Da giovedì 19 gennaio, il Comune di Casnigo propone a tutti gli appassionati di arte (ma non solo) un evento davvero imperdibile: “Alla scoperta del segno inciso”.
Un laboratorio avvincente e appassionante sulla stampa d’arte e sulle antiche tecniche d’incisione, sotto l’eccezionale guida dell’artista Luana Raia.
Lo straordinario percorso didattico condurrà i partecipanti a conoscere a grandi linee la storia della stampa d’arte, con particolare attenzione all’incisione su rame e alla tecnica dell’acquaforte (tra le più antiche in assoluto), utilizzate dai grandi artisti del passato ma anche dell’arte contemporanea.
Mostrare quali e quanti piccoli segreti, abbia una delle prime tecniche di stampa, offrendo una conoscenza pratica e adeguata alle capacità e all’età ogni singolo allievo, nonché, alle esigenze del lavoro stesso.
Offrire una conoscenza della tecnica in sintesi, tale da rendere quasi del tutto autonoma la realizzazione di un elaborato finale, senza trascurare la creatività dell’apprendente.
Il percorso didattico prevede 4 lezioni (2 ore ciascuna) a partire da giovedì 19 gennaio, all’oratorio del Comune di Casnigo con mostra finale degli elaborati.
Gli iscritti saranno suddivisi in gruppi da 20, per ogni ciclo. La precedenza sarà stabilita in base alla data di iscrizione. A seconda del numero delle richieste, si effettueranno diversi cicli con le stesse modalità. Il laboratorio è aperto a tutte le fasce di età.
Gli incontri si svolgeranno tutti i Giovedì, dalle 14.30 alle 16.30. Quota d’iscrizione 40 euro.

Altheo "profili": Luana Raia.

Altheo "proposte": Palazzo Morando Costume Moda Immagine. Milano.

Altheo "proposte": Palazzo Morando Costume Moda Immagine. Milano.





Cambia integralmente l’allestimento al primo piano di Palazzo Morando Costume Moda Immagine.
In omaggio al Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia gli abiti esposti sinora, che seguivano la periodizzazione delle Sale della Pinacoteca di Palazzo Morando, dalla fine del Seicento agli inizi del Novecento, vengono ora sostituiti con una nuova serie di diciotto abiti femminili, restaurati grazie a Baccarat, che si avvicendano nelle sale della Pinacoteca e dell’appartamento Morando.
Gli abiti, selezionati e descritti da Alessia Schiavi e Elisabetta Chiodini, illustrano i mutamenti di stile delle signore milanesi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, mostrando uno spaccato dell’immagine della società milanese a cavallo di due secoli.
L’esposizione illustra come le signore della buona borghesia milanese postunitaria si dovessero presentare in pubblico rafinate ed eleganti e indossassero, perciò, rigidi busti, che conferivano loro i classici “vitini da vespa”, e le crinoline, costituite da cerchi di ferro (le cercine) che gonfiavano a dismisura le gonne.



Gli abiti avevano corpetti molto aderenti, accollati, talvolta resi civettuoli da collaretti e preziosi camicini ricamati. Le dame si presentavano con abbigliamenti sfarzosi e le gonne sembravano corolle di fiori capovolti.
I colori dei vestiti erano armonici, soprattutto nella scelta dei colori da abbinare e non meno accurata e armoniosa doveva essere la combinazione di tutti gli accessori: cappelli, scarpe, guanti e anche ombrellini dovevano essere tutti rigorosamente in tinta e indossati a seconda delle opportunità e delle occasioni.
Nell’ultimo trentennio dell’Ottocento la moda femminile non subì, in genere, radicali mutamenti, con un’unica ma significativa innovazione: la forma delle gonne.





Queste, infatti, che fino alla fine degli anni sessanta sembravano aver raggiunto le forme e le dimensioni di enormi palloni, ora venivano a cadere pressoché diritte sul davanti per gonfiarsi, spesso oltre misura, nella parte alta del didietro: dalla donna a forma di “campana” si passò alla donna a forma di “tulipano”.
Sul finire del XIX secolo, gonne e corsetti apparivano completamente trasformati.
Le prime, abbandonato ogni rigonfiamento, cadevano dritte e morbide ai piedi, i secondi rinserravano in modo assai ridotto ed attillato i busti.
Cappelli sempre più ampi, simili a parasoli, sostituirono i copricapo che dagli anni settanta si erano progressivamente rimpiccioliti.
All’inizio del XX secolo le donne milanesi e italiane, similmente a quanto accadeva nel resto dell’Europa, parvero rinunciare alla stravaganza nel vestire e a ricercare, viceversa, razionalità e semplicità.
Manifestazione questa sempre più evidente della spinta verso l’emancipazione di una donna che si vedeva non più come oggetto ma come soggetto, in famiglia, in società e anche in politica.





 

Altheo "vinile": Eric Clapton, Unplugged 1992.

Altheo "vinile": I 100 LP che hanno fatto la storia della musica.
Eric Clapton, Unplugged 1992.




Caduto il "Muro", abbiamo visto la riunificazione tedesca nel 1990, nel 1991 la disgregazione sovietica, e in questo 1992 la sua accelerazione.
Non essendoci più un centro politico ideologico, che controlla il Paese, ogni nazione riprende in mano la vecchia cartina e la ripropone con il suo antico nazionalismo davanti a tutti, con la forza, a volte anche impari.
Il "terremoto" Tangentopoli, pur appena all'inizio, causa immediate ripercussioni nella politica delle elezioni del 5 aprile, con effetti devastanti in alcuni partiti, ma di inaspettato aiuto in altre compagini emergenti, che hanno approfittato del disordine e del caos.
Si dimette il "centesimo" governo Andreotti e il Presidente Cossiga annuncia le sue dimissioni. Sembra tutto molto strano ma vi assicuro che è vero.
L'anno delle stragi: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Salvo Lima, sono la causa inaspettata e forse tardiva della prima manifestazione a Palermo contro la mafia. Centinaia di migliaia di persone hanno deciso di dire basta,
mentre il leghista Miglio propone di staccare la Sicilia dall'Italia.
Bella idea, ero curioso di vedere come cazzo si stacca un isola.
Mah! anche questo è il mio paese.





Negli anni '90 la serie di concerti dal vivo eseguiti negli studi di MTV, chiamati Unplugged, sfociò in una serie di dischi molto interessanti, ma non vi è dubbio alcuno che quello di Eric Clapton fu tra i migliori e il più venduto.
Nell'album Clapton ritorna alle sue origini blues, riproponendo una nuova versione dei suoi pezzi più noti insieme agli standard tipici del blues.
Clapton lavora con una band molto ristretta, basso, batteria, poche tastiere, il che dà grande enfasi alla voce e alla chitarra di "Slow Hands".
L'album si apre con la strumentale Signe dal gusto latino, prima di passare ad una versione di Before You Accuse Me di Bo Diddley.
Clapton mostra la profondità della sua passione per il blues rivisitando pezzi come Nobody Knows You When You're Down And Out di Jimmy Cox, Walkin' Blues di Jesse Fuller.
Ma il materiale originale di Clapton che fa di Unplugged uno dei suoi album più grandi: l'artista da un nuovo respiro a Layla aggiundendovi un ritmo ragtime, mentre la struggente Tears in Heaven è dedicata a Conor, il figlio morto prematuramente.
Unplugged vinse cinque Grammy e arrivò al numero uno della classifica Billboard.

Altheo


Video: Eric Clapton Unplugged: Tears in Heaven.




Altheo "vinile": Queen. News of the World.1977.
Altheo "vinile": Coldplay. Viva la vida. 2008.
Altheo "vinile": Santana. Santana. 1969.
Altheo "vinile": Nirvana. Nevermind. 1991.
Altheo "vinile": Dire Straits. Love Over Gold. 1982
Altheo "vinile": Deep Purple. Made in Japan. 1972.
Altheo "vinile": Hair. 1968

Altheo "proposte": Tra corpo e mente. Barletta.

Barletta: Tra corpo e mente.
Mostra Collettiva d’arte contemporanea dal titolo Tra corpo e mente - Centro Culturale Zerouno
Collettiva d’arte contemporanea
16 – 30 gennaio 2012
Cura e Testi: Anna Soricaro
Espongono: Luciana Adami, Laura Ferretti, Francesca Gallusi, Nikolinka Nikolova
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Ingresso Libero.




Comunicare attraverso l’arte è il metodo più antico del mondo, ma l’evoluzione dei tempi unitamente alle differenti libere espressioni danno vita a creazioni inconsuete, diversificate create sotto lo stesso segno affettivo nei confronti dell’arte.
Ma non basta, ogni tratto è frutto di un ricordo o di una emozione e poi diviene prodotto della gestualità divenendo poi nome che consente di individuare il senso dell’opera.
Luciana Adami predilige la pittura dei mandala per esprimere la mediazione tra corpo e mente.
Un viaggio di studio e riflessione reso tra luce e ombra, vuoti e pieni, con una energica pittura che diviene criterio di liberazione.




Laura Ferretti delimita infiniti spazi saturi di colore, ora ideali paesaggi dai toni ravvicinati ora misteriose distese in cui le onde di colore si allargano.
Francesca Gallusi dichiara i propri stati d’animo attraverso una pittura gestuale e corposa, visione dell’interiorità ma anche reazione al mondo esterno che suscita pulsioni e azioni forti. Nikolinka Nikolova attua un grande dinamismo dai toni leggiadri rompe gli equilibri formali, in un rigore calibrato e meditato dove i toni sono i veri protagonisti.
Le sue sono esplosioni di colore che partono da un punto per propagarsi ed espandersi nel resto della tela.


Altheo "Mostre": Adolfo Wildt.

Altheo "Mostre": Adolfo Wildt.
Forlì, omaggio all'arte dimenticata.
Forlì ospita una grande mostra dedicata ad Adolfo Wildt, artista tra i più sofisticati del Novecento.





Non bisogna necessariamente visitare le grandi metropoli o le città più battute dal turismo di massa per vedere grandi mostre che ospitano interessanti opere d’arte: spesso sono le realtà più piccole a proporre al meglio esposizioni di artisti che rischierebbero di essere dimenticati. E’ il caso di Forlì, in Emilia Romagna, l’antica Forum Livii fondata dai Romani nel II secolo a.C. lungo la Via Emilia.
Oggi la città è la capitale della Romagna di mezzo, quella zona circondata dalle terre dei Malatesta che arrivano fino al mare e da quelle che portano all’Appennino. Piazza Aurelio Staffi è una delle più grandi d’Italia: il Palazzo Comunale, quello delle Poste e la Basilica-Abbazia di San Mercuriale rincorrono diverse epoche storiche.

San Mercuriale è il monumento più insigne di Forli con la sua facciata in mattoni, il portale marmoreo, e il campanile romanico. Il centro è un insieme di vicoli, porticati e piazze che svelano architetture rinascimentali, barocche e neoclassiche.
Per chi ama l'arte e la cultura
una tappa indispensabile è il Museo di san Domenico,  che dal 28 gennaio al 17 giugno ospita una mostra dedicata adAdolf Wildt, genio dimenticato del Novecento italiano.




Si è voluto scommettere su questo personaggio, tra i più sofisticati e colti del secolo scorso, per cercare di restituirgli la popolarità che merita grazie ad un’esposizione completa e di grande qualità.
La grande arte di Wildt viene messa a confronto con i capolavori di maestri del passato che per lui furono sicure fonti di ispirazione come Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambagia, Bernini, Canova, e con i moderni con cui si è originalmente confrontato tra cui Previati, Mazzocutelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Fontana, Melotti.
La più grande retrospettiva mai realizzata su Wildt offre quindi richiami e confronti puntuali, diretti ed evidenti ed è anche una sequenza di capolavori mozzafiato.

I temi del mito e della maschera sono quelli da lui privilegiati, che gli consentirono di dialogare anche con la musica e la letteratura contemporanea, da D’Annunzio a Pirandello. Tra i capolavori più famosi i magnifici busti colossali di Mussolini, Vittorio Emanuele III, Pio XI e tanti eroi di quegli anni.
Estraneo al mondo delle avanguardie ed anticonformista, capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico, Wildt è un caso unico nell’arte, con la sua incredibile eccellenza tecnica, lo straordinario eclettismo, le scelte formali caratterizzate da richiami gotici ed espressionisti estranei alla tradizione mediterranea.