lunedì 29 ottobre 2012

Altheo "profili": Cinzia Battagliola

Altheo people: Cinzia Battagliola.




Nata a Brescia nel 1961 e diplomata in ragioneria, da circa vent'anni ha capito che il suo posto è dietro la macchina fotografica.
Innamorata della versione analogica di questa pratica artistica e del rullino, in breve tempo si è appassionata alla manualità della camera oscura e alla stampa in bianco e nero, per poi passare alla digitalizzazione moderna.
Dopo diverse sperimentazioni Cinzia sembra aver bisogno di cercare ancora la sorpresa dello scatto fotografico, l'attesa dello sviluppo, tant'è che la Polaroid diventa compagna delle sue giornate e con essa coglie lo scorrere del tempo, quasi diventando voyeur di se stessa.
Spesso, infatti, Cinzia Battagliola è soggetto delle sue creazioni che ritroviamo quasi interamente divise in serie tematiche, come fossero piccoli racconti.






La fotografia ha un'anima propria che si trasforma in continuazione...”

Questo è quello che lei dice e vive ogni giorno con la sua macchina fotografica.
Mi sembra quasi di vederla, al mattino, dopo essersi svegliata, mentre scopre “una nuova Cinzia” davanti allo specchio, o mentre un nuovo pensiero le passa per la testa che si trasformerà in una idea per creare nuove opere.
I suoi scatti uniscono perfettamente la sua creatività alla sua naturale espressività femminile, mostrando al mondo la sua personalissima impronta.

Dalila Tossani


La fotografia è un istante che viene immortalato da un occhio vigile, un click è 'come un seme' che porta alla nascita, e non è così facile, ma Lei Cinzia trasforma quell'attimo con una naturalezza disarmante generata dal sentimento interiore che la distingue creando una immagine unica ed irripetibile ma che rispecchia la sua personalità.”
Ugo Cacace



Altheo "Incontri personali": Gli Stadio a Milano.

Altheo "Incontri personali": Gli Stadio a Milano.
30 anni di Stadio.
Martedì 30 ottobre 2012, ore 18.00.
Eventi Fnac. Via Torino. Milano


Nel trentennale della carriera, tornano con un album che riassume una storia fatta di canzoni memorabili, grandi collaborazioni e un affiatamento unico.
Incontriamo gi Stadio il giorno dell'uscita di "30 i nostri anni".
Il disco contiene tre inediti e una ventina di canzoni stioriche, registrate dagli Stadio con la Sanremo Festival Orchestra.
Non un vero e proprio best, non un vero e proprio live: di certo un disco che parla di amore, di ricordi, di storie che iniziano e che finiscono, e di storie che destinate a durare, proprio come la loro.




Estate 1982: Lucio Dalla stava fondando un nuovo gruppo musicale e premeva per la scelta del nome. Gaetano Curreri, voce e futuro leader, era fra i tanti che a Bologna, in via dei Mille, aspettava Stadio fresco di stampa. Tirava tardi per sapere le ultime sul Bologna, la Virtus e la Fortitudo e poi discuterne con gli amici. 
Fu proprio mentre l'edicolante gli porgeva il giornale che ebbe l'illuminazione: Stadio era il nome giusto. La copertina del primo fortunatissimo album del gruppo utilizzava lo stesso carattere della testata. 
Un omaggio a Bologna e al giornale che celebrava lo sport cittadino e nazionale. Con lo sport, storie e vicende di uomini che commuovono e appassionano. 
Proprio come fa la musica. (Dal Corriere dello Sport del 30/07/2005)





Altheo "proposte": Time Line, retrospettiva di Roberto Paci Dalò alla Marsèlleria.


Dal 5 novembre al 3 dicembre una mostra gratuita che ripercorre il lavoro dell'artista fra video, musica e luce.


Artista visivo, compositore/musicista e regista, Roberto Paci Dalò presenta alla Marsèlleria (via Paullo 12A), Time Line, una mostra retrospettiva arricchita da alcuni lavori inediti che inaugura lunedì 5 novembre per chiudere il 3 dicembre.
L'esposizione è allestita in modo tale da creare un'opera complessiva, “totale”, intimamente legata alla tipologia del luogo che la ospita. Attraverso luce, proiezione e suono gli spazi di Marsèlleria sono collegati tra loro, per creare un unico grande ambiente immersivo.
Durante la retrospettiva, inoltre, l'artista realizzerà tre performance nei giorni del 5, 12 e 19 novembre, a partire dalle 19:30.

Lunedì 5 l'inaugurazione con esibizione del musicologoRoberto Lucanero all'organetto solista. Lunedì 12 è la volta diEverydayjohncage Live, una ricomposizione di materiali di John Cage che vede Dalò in veste di musicista accompagnato da Andrea Felli insieme alle immagini curate da Leonardo Sonnoli.
Infine, il 19 novembre è The Shanghai Night, uno spazio fatto di immagini e suoni dedicato alla storia del Ghetto di Shanghai durante l’occupazione giapponese.
Paci Dalò realizza il suo lavoro a partire da suono e disegno, espandendoli in scultura, installazione, musica, film, performance. Utilizzatore assiduo di Internet e dell’integrazione tra tecnologie analogiche e digitali, il suo lavoro spazia dalla radiofonia alla psicoacustica, dalla cibernetica al soundscape.
La mostra, ad ingresso libero, è aperta in questi orari: lunedì-venerdì 10:00-13:00, 14:00-18:00; sabato e domenica su appuntamento allo 02 76394920.


domenica 28 ottobre 2012

Altheo "le foto che hanno fatto discutere": Robert Wilson, Loch Ness.


Le foto che hanno fatto discutere.
Robert Wilson: Loch Ness.

Tratto da Il supplemento di Altheo Magazine: Scientia Antiquitatis






La storia rimase però circoscritta fino al 1933, quando una nuova strada rese l'accesso al Loch più facile e rese il luogo ben visibile dalla riva settentrionale. Da allora in poi si susseguirono i resoconti di avvistamenti della misteriosa creatura.
Nel 1933 venne pubblicata l'immagine più famosa di Nessie, con il collo e la testa che affiorano dalle acque cupe del loch.
La foto, scattata da un rispettabile ginecologo, il colonnello Robert Wilson, rese il mostro una superstar mondiale.
Nel 1994 la stessa foto finì nuovamente sulle prime pagine dei giornali - quando un conoscente di Wilson, Christian Spurling, confessò in punto di morte che il soggetto era un pezzo di plastica attaccato a un sottomarino giocattolo.





La storia del mostro più famoso del mondo nasce nel lontano marzo del 1933, quando fra gli abitanti dei villaggi scozzesi comincia a circolare una leggenda tramandata fin dal 665 dopo Cristo. Eccola: nel Loch Ness (Loch, nell' antico dialetto locale gaelico, significa "lago") vive un essere enorme e misterioso.
Per scoprire se la storia è vera, qualche mese dopo il giornale inglese Daily Mail ingaggia un famoso esploratore, dallo stravagante nome di Marmaduke Wetherell.
Pieno di entusiasmo, il grand' uomo si precipita in Scozia e in poco tempo, praticamente nel giro di tre giorni, riesce in una straordinaria impresa: fotografare le orme del mostro! Si tratta di due impronte chiarissime, del diametro di una ventina di centimetri, che potrebbero essere state lasciate solo da un animale alto almeno sei metri.





E così, il 18 dicembre, il Daily Mail pubblica in prima pagina la grande notizia: "Il mostro di Loch Ness è un fatto, non una leggenda". Incauta affermazione! Neanche una settimana dopo, il Museo londinese di Storia Naturale, a cui erano stati inviati i calchi delle impronte, comunica che le suddette non hanno nulla a che vedere con mostri, ma sono state lasciate da zoccoli essiccati di ippopotamo (che ai quei tempi erano usati come sostegno per gli ombrelloni da spiaggia). Per Marmaduke è uno smacco terribile.
Ma la riabilitazione è vicina: tre mesi dopo un medico londinese, Robert Wilson, consegna al Daily Mail una prova inconfutabile: la storica foto in cui dalla superficie del lago emerge il collo lunghissimo di una specie di sauro preistorico.
L'ha scattata, dice, per caso. Per questo l'immagine non è molto chiara. Ma tanto basta per far nascere ufficialmente "Nessie".
Da quel giorno il lago non ha più avuto pace: curiosi e scienziati si sono avvicendati sulle sue rive per trovare altre prove dell' esistenza del mostro. Sonar e palombari, sommergibili e scandagli hanno percorso in lungo e in largo le acque misteriose, ma ogni volta Nessie si è fatto beffe dei suoi cacciatori e delle loro apparecchiature.
Sì, qualche volta è ancora apparso in qualche immagine poco nitida o è spuntato in mezzo al lago in una sera nebbiosa, ma nessuno è mai riuscito a mettergli il laccio al collo.
Né, probabilmente, mai ci riuscirà. Sì, perché l'ultimo discendente di Marmaduke, il figliastro Christian Spurling, scomparso novantenne nel novembre del 1993, prima di morire ha confessato che la famosa foto di Nessie era un trucco: il mostro altro non era che un sottomarino giocattolo a cui era stato incollato un collo serpentino fatto di pasta di legno! Lo scherzo era stato ideato da Marmaduke stesso per vendicarsi di coloro che avevano riso delle sue impronte.





Altheo "Fotografia del XX secolo": Werner Bischof.

Altheo "Fotografia del XX secolo": Werner Bischof.




Werner Bischof è uno dei fotoreporter di maggior spicco a livello internazionale del dopoguerra.
La sua carriera si sviluppa in aperto contrasto con la sua formazione: dal 1932 al 1936, studia infatti alla Scuola di arti applicate di Zurigo con il fotografo Hans Finsler legato alla nuova Oggettività, percorrendo quindi in un primo tempo, con grande precisione e perfezione, la strada della fotografia realistica e di moda.
Nel 1942, entra a far parte, come collaboratore fisso, della redazione della rivista svizzera "Du" per la quale svolge principalmente l'attività di fotografo di moda.
Nel 1945 intraprende un viaggio attraverso l'Europa per documentare i disastri della guerra.
In questo periodo incomincia, però, ad interessarsi di più alla stampa internazionale e, nel 1949, entra a far parte del gruppo Magnum.




Benchè dedicandosi al fotoreportage abbia dovuto modificare il suo modo di lavorare, non conta più infatti l'immagine preparata ed elaborata in studio, bensì il momento reale, che è impossibile programmare, il fotografo svizzero continua a conservare intatta la sua sensibilità per la perfezione tecnica, per la luce come elemento creativo e per la struttura formale delle immagini.
Nel 1951, per conto della rivista americana "Vogue" attraversa l'India settentrionale,  centrale e la provincia di Bihar devastata dalla carestia.






Con il reportage "Carestia in India" Bischof riscuote il primo successo internazionale.
Sebbene l'estrema povertà della popolazione indiana lo abbia scosso, in questi documenti l'artista svizzero rimane un osservatore distaccato che, anche nelle situazioni estreme, mantiene il senso della composizione.
In qualità di fotoreporter Bischof visita negli anni seguenti, tra gli altri, il Giappone, Hong Kong, l'Indocina e la Corea: come sempre nei suoi viaggi, lo affascinano i bambini che, segnati dalla povertà e dalla guerra, spesso rivelano una stupefacente autonomia.
A Pusan, in Corea, ritrae tre ragazzi vestiti di stracci che raggranellano qualche soldo alla stazione facendo i lustrascarpe.




Una delle sue fotografie più famose con i bambini per soggetto, è "Ragazzo che suona il flauto nei pressi di Cuzco, Perù": è un'opera che l'artista realizza proprio prima di morire in un incidente sulle Ande peruviane.






Altheo Profili: Gabriele Rofi


Altheo people: Gabriele Rofi.




In un’ epoca come la nostra, in cui sempre meno spazio affettivo viene dato 
alla percezione visiva del reale, l’artisticamente giovane Gabriele Rofi ha scelto coscientemente di narrare le proprie emozioni in perfetta coerenza con la propria geografia spirituale e in assoluta indipendenza da qualsiasi preconcetto stilistico.
Primeggiante nella sua arte la figura umana, centrale il senso del corpo, Rofi interviene sul soggetto con un'operazione di riscoperta, fa emergere l’anima che lo abita, spogliandosi di ogni sovrastruttura conoscitiva e culturale, per restituirci opere di limpida purezza. 
Figure che emanano nello stesso tempo forza ed energia, suggestive anche in ragione diretta del loro presentarsi in modo immediato, talvolta quasi perentorio, ma nel contempo sollecitare una lunga indagine affinchè se ne colga il pieno significato. 





Attraverso i volti degli uomini, delle donne, dei bambini ritratti, l’artista esprime momenti che appartengono alla sfera delle emozioni più recondite dell’animo umano.
Ogni elemento, pur radicato nella figurazione, risulta espresso sulla tela con capacità di sintesi, veloce il cammino della mano che con poche, decise pennellate delinea il soggetto in modo essenziale. 
E’ da osservare che la cifra pittorica di Rofi è, già all'esordio, sorprendentemente equilibrata e ricca anche di felici spunti cromatici. 
Nel colore egli ricerca la più compiuta espressione pittorica del proprio mondo interiore, per comunicare la variegata gamma delle più intime e sottili emozioni. 
Se è vero, come è stato detto, che il colore è lo sforzo della materia per divenire luce, in Rofi il colore è lo sforzo della materia per lasciar trasparire l’invisibile.




lI sogno di fermare l’ istante che scorre, un attimo della vita che non si può trattenere, appartiene da sempre al suo universo poetico, allo scavo che compie per portare alla luce quel frammento di eternità che ha il potere di affascinare e coinvolgere l’osservatore. 
Ed è forse, questo, l'istante della tregua, dell'occasione di percepire, attraverso un improvviso varco nel mondo empirico rappresentato, la montaliana "maglia rotta nella rete", la verità altra.
Nello scenario della nostra epoca post-moderna l'opera di Rofi si è incamminata ponendosi al centro tra la conservazione della più autentica tradizione pittorica e le nuove esigenze dell'arte contemporanea. 




Ci accompagna una convinzione: questa vicenda pittorica che, con umiltà, ma con genuino entusiasmo, ha appena avuto inizio, non mancherà di farci dono di sempre nuove e piacevoli sorprese.

Stefano Barbieri



domenica 14 ottobre 2012

Altheo "Mostre": "Dalla Russia all'Europa". Kandinsky a Pisa.




Dal 13 ottobre 2012, fino al 3 febbraio 2013, sarà possibile ammirare oltre 50 opere di Kandinsky al Palazzo d’arte e cultura di Pisa.I capolavori in mostra risalgono al lasso di tempo che va dal 1901 al 1921, anni in cui il pittore fu costretto ad abbandonare la Russia, e gli studi giuridici ed etnografici, per accettare l’incarico affidatogli da Walter Gropius: insegnare al Bauhaus accanto al pittore tedesco Paul Klee.
Le opere esposte alla mostra provengono per la maggior parte dal Museo di Stato di Sanpietroburgo, ma anche da altri musei russi, e porteranno lo spettatore inizialmente nell’atmosfera simbolista (che caratterizza le prime opere), per poi passare al periodo di Murnau, fino ad arrivare ai suo grandi capolavori del periodo finale russo.


La mostra è ideata e curata da Eugenia Petrova (direttrice aggiunta del Museo di Sanpietroburgo) con la collaborazione di Claudia Beltramo Ceppi, e rispetterà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 10:00 – 19:00; sabato e domenica ora 10:00 – 20:00.
Il costo del biglietto è di 10 euro per quanto riguarda la tariffa intera (audioguida compresa); 8,50 euro per visitatori oltre 65 anni e studenti che non hanno superato il 25esimo anno di età (audioguida compresa); 8 euro per dipendenti e clienti UniCredit, Soci Coop, Giunti Card, Soci Touring e per chi possiede la Tessera Blu (audioguida compresa); 7,5 euro per gruppi compresi tra minimo 10 e massimo 25 persone (ingresso omaggio per il capogruppo e prenotazione obbligatoria a pagamento); 4 euro per le scuole, con ingresso omaggio per due insegnanti (prenotazione e prevendite obbligatorie); ingresso omaggio per chi non supera il dodicesimo anno di età accompagnato da familiare, portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti iscritti all’albo e tesserati Icom.



mercoledì 3 ottobre 2012

Altheo "proposte": Mostra "1,618- Il Numero d'Oro di Ugo Nespolo a Cagliari.

La proporzione divina nel libro d'artista in mostra alla Galleria d'arte La Bacheca dal 5, inaugurazione alle 18, al 28 ottobre 2012.
All’inaugurazione sarà presente il Maestro Nespolo.



La Casa Editrice UTET e la galleria d’arte La Bacheca, via dei Pisani 1 a Cagliari, portano nel capoluogo
sardo uno dei più celebri ed eclettici artisti italiani contemporanei, Ugo Nespolo, proponendo dal 5 al 28 ottobre la mostra“1,618 - Il Numero d’Oro”.
Un evento espositivo di rilievo che ha per protagoniste le 20 opere del “libro d’artista” dedicato dal
Maestro alla celebre e affascinante cifra a cui, fin dall’antichità, vengono attribuiti i segreti della bellezza e dell’armonia.
Le proporzioni geometriche che esprime si ritrovano infatti nei grandi capolavori dell’arte e dell’architettura:
dal Partenone di Atene alla Venere del Botticelli, dalla Cattedrale di Notre Dame a Parigi alla Gioconda di Leonardo.
Come i grandi artisti del passato anche Ugo Nespolo non è sfuggito al fascino della cosiddetta “proporzione aurea” o “divina”, dando vita a questo libro-opera d’arte edito da UTET e che prosegue oggi la tradizione di grandi pittori dell’800 e del ‘900 come Dalì, Matisse o Chagall.
Un “volume d’artista” costituito da 20 serigrafie a colori in grande formato cm 45x70 riunite in un elegante cofanetto-scultura, che il pubblico cagliaritano potrà ammirare per la prima volta, esposte nelle sale della Galleria La Bacheca.




Altheo "Mostre": L'onda dell'intuito. Leonardo Pecoraro.

Leonardo Pecoraro.
L'onda dell'intuito al Castello di Montebello, Bellinzona (Svizzera).




"Un romantico, sensibile viag­giatore contemporaneo tra nord e sud".
Così Igor Nastic descrive Leo­nardo Pecoraro le cui opere sono esposte sino al 28 ottobre prossi­mo negli spazi del museo civico al castello di Montebello per inizia­tiva di Bellinzona Turismo.
Artista poliedrico, Leonardo Pecoraro ha frequentato l'Accademia di Belle Arti a Brera e la scuola di mosaico Albe Steiner a Ravenna. 
Vive tra Berna e Rancate e ha fatto delle sua passione il suo mestiere. 






Pittore, incisore e mosaicista, dal 1990 espone regolarmente in mostre personale e collettive.
Per la pri­ma volta i suoi lavori si possono ammirare anche a Bellinzona e per l'occasione è stato dato alle stam­pe il catalogo che prende il nome dalla mostra allestita al castello di mezzo:
«L'onda dell'intuito».
Con la prefazione di Dalmazio Ambro­sioni, un'intervista di Eleonora Ca­racciolo di Torchiarolo, e un sag­gio critico di Stefano Crespi, oltre alle opere esposte al castello di Montebello raccoglie anche altri lavori realizzati da Leonardo Pe­coraro. Dipinti, calcografie e mo­saici che, come detto si potranno ammirare tutti i giorni dalle 10 al­le 18 fino al 28 ottobre.
Nel giorno di chiusura dell'esposizione al ca­stello di Montebello, che cade nel fine settimana durante il quale si commemora l'ingresso dei tre ma­nieri e della cinta muraria cittadi­na nel patrimonio mondiale uni­sco, l'artista proporrà un'atelier di­mostrativo: ai visitatori, che po­tranno e anche essere coinvolti nella realizzazione dell'opera, mo­strerà la tecnica del taglio delle pie­tre e la composizione di un mosai­co già iniziato nel la sua bottega.

 



 
 
Con la mostra di Leonardo Peco­raro, Bellinzona Turismo prose­gue nel suo percorso di valorizza­zione del patrimonio monumen­tale cittadino rappresentano dai tre castelli. Per quel che attiene Montebello proseguono le tratta­tive con il Cantone, proprietario dei manieri bellinzonesi, affinché si rinnovino del tutto gli spazi espositivi che non soddisfano più le attuali esigenze.
Ancora di re­cente, come ha evidenziato la pre­sidente Flavia Marone, Bellinzo­na Turismo, ente gestore dei ca­stelli, ha contattato i direttori dei vari dipartimenti interessati dal progetto per la creazione di un moderno museo.
A breve si terran­no degli incontri durante i quali si conta di poter finalmente gettare le basi per concretizzare il proget­to del quale a Bellinzona si discu­te ormai da tempo". S.DB Fonte CdT
Orari di apertura: da lunedì a domenica 10.00 - 18.00. Informazioni: Bellinzona Turismo, Palazzo Civico 6500 Bellinzona, Tel. 091 825 21 31