mercoledì 30 novembre 2011

Altheo "Mostre": Pensieri preziosi, Gioielli d'Italia. Padova.

Pensieri preziosi: Gioielli d'Italia. Fino al 22 gennaio 2012. Padova. Orario e informazioni generali
orario: 9.30-12.30/15.30-19,
chiuso: lunedì non festivi chiuso, 25, 26 dicembre 2011 e 1 gennaio 2012





Le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia continueranno fino al 22 gennaio. Data in cui si concluderà l'esposizione, di recente inaugurata a Padova, "Gioielli "d'Italia. linguaggi e tendenze nel gioiello contemporaneo italiano", all'interno della 7a edizione di "Pensieri Preziosi", rassegna internazionale ormai diventata un punto di riferimento per la gioielleria d'arte europea. In mostra lavori, a metà tra vere e proprie opere d'arte e originali bijoux, di 15 artisti che consentono di conoscere le nuove tendenze del gioiello contemporaneo. Per quanto riguarda i materiali si va da quelli classici (oro e argento) ad altri meno comuni (acciaio, ottone, rame, ferro), fino ad arrivare a materiali davvero inusuali per dei gioielli, come plexiglas, vetro, legno, caucciù, terra e cioccolato. Tra gli artisti presenti, invece, segnaliamo: Betto, Bloomard, Franzin, Stagni, Uderzo e Zanini. 15 artisti, 15 diverse interpretazioni, 15 linguaggi, accomunati da una costante ricerca per la creazione di opere d’arte da indossare.
I materiali impiegati dai 15 artisti presenti, ciascuno dei quali presenta otto opere, di cui tre recenti, sono i più disparati: dai metalli classici dei gioielli tradizionali come oro e argento, a metalli meno usuali e pregiati quali acciaio, ottone, rame, ferro; accanto corallo, smalti, zirconi, perle, ma anche plexiglas, poliuretano espanso, vetro, silicone, pigmenti, cuoio, materiale plastico, tessuti fino ad arrivare all’utilizzo di objet trouvé quali nidi di vespe, legno, caucciù, terra e persino una pianta grassa e il cioccolato.
L'iniziativa è inserita nel programma culturale autunnale RAM Padova 2011. L'arte ci ri/guarda".



 

Altheo "profili". Roberta Serenani.

Altheo people. Roberta Serenani.




Nata a Bologna, vive e lavora a Sasso Marconi (BO)
Autodidatta, ha iniziato giovanissima, con l’incoraggiamento del prof. Italo Cinti, ad accostarsi alla pittura ad olio, avendo come maestra la bella pittura” dei grandi musei del mondo.
Con l’insegnamento del prof. Cesare Pacitti apprende la tecnica incisoria dell’acquaforte, da cui trae la capacità per il rigore del “segno” e il valore delle “sfumature” nel bianco-nero delle innumerevoli morsure.



Continua, con passione e tenacia, la personale ricerca tecnica ed espressiva della pittura ad olio e lo studio del colore, rivisitando con un gusto attuale venato di intenso intimismo, la più pura linea realistico-magica del primo Novecento italiano.
Attraverso l'atmosfera onirica della stagione metafica e surrealista, il suo percorso pittorico si esprime in maniera personalissima rimanendo strettamente legato al mondo della fiaba e dell’infanzia come a quello del sogno.





 

martedì 29 novembre 2011

Altheo "gallerie": Casa Museo Boschi Di Stefano.

Le gallerie consigliate da Altheo
Casa Museo Boschi Di Stefano.






Dal 5 febbraio 2003 in via Giorgio Jan n. 15 è aperta al pubblico la Casa-Museo Boschi Di Stefano, che espone – nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) – una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974.
La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo – comprendente pitture, sculture e disegni – dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.
La Casa-Museo è collocata in una palazzina realizzata all’inizio degli anni Trenta del Novecento dall’Architetto Piero Portaluppi. Gli ambienti, ripristinati dal Comune di Milano, sono stati allestiti ed arredati a cura della Fondazione Boschi Di Stefano, costituita nel 1998.
Nei dieci spazi espositivi, le opere sono state distribuite adottando un criterio di successione cronologica e di selezione qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio ex Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano, con arredi scelti per la loro consonanza storica, come la sala da pranzo ideata da Mario Sironi nel 1936.




Nei dieci spazi espositivi della Casa-Museo Boschi Di Stefano sono riunite circa trecento delle oltre duemila opere raccolte da Antonio e Marieda Boschi Di Stefano, distribuite adottando un criterio di successione cronologica e di selezione qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio ex Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano.
All’ingresso si trovano i ritratti dedicati ai coniugi Boschi e le ceramiche della stessa Marieda, indi attraverso un corridoio con tele di Severini e di Boccioni si raggiunge la “sala del Novecento italiano” con opere di Funi, Marussig, Tozzi, Carrà e Casorati. Nella “sala Sironi”, interamente dedicata all’artista, sono presenti sculture di Arturo Martini. Il successivo ambiente comprende il Gruppo di Corrente, sette Morandi e sei De Pisis. In un piccolo corridoio sono riuniti i Chiaristi, mentre proseguendo la visita si giunge nella sala degli “Italiens de Paris”: Campigli, Paresce, Savinio con L’Annunciazione (1932) e de Chirico con La scuola dei gladiatori (1928). La “sala Fontana” propone un prezioso insieme di ventitré lavori, mentre le ultime due stanze sono riservate ai postcubisti picassiani, agli spazialisti, ai nucleari e ai pittori informali, fra cui Piero Manzoni con i celebri Achrome.





La Fondazione Boschi Di Stefano nasce nel 1998 a superamento di una vertenza giudiziaria insorta fra gli eredi Boschi e il Comune di Milano per assicurare l’adempimento, voluto nel testamento dell’Ingegnere Boschi, di ricollocare nella casa dove aveva vissuto con la moglie una selezione delle opere della collezione. In collaborazione con Philippe Daverio, allora Assessore Comunale alla Cultura, si pervenne all’accordo di dar vita a una Fondazione che fosse amministrata in modo paritario da rappresentanti del Comune e da rappresentanti della famiglia; affiancati dal Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte, all’epoca Dottoressa Maria Teresa Fiorio, realizzatrice dell’attuale selezione e ordinamento espositivo della collezione.
La Fondazione ha provveduto alla dotazione d’impianti di sicurezza e al restauro della casa, curato dall’Architetto Cristiana Vannini; nonché all’acquisto di arredi (con la consulenza di Marco Arosio), consonanti con lo stile dell’edificio e con le diverse epoche artistiche ivi riunite.
Fra gli scopi della Fondazione, il promuovere iniziative culturali orientate allo studio e alla diffusione del collezionismo d’arte e al recupero d’archivi storici; la comunicazione e l’organizzazione di manifestazioni, oltre ad un servizio di consulenza per studenti universitari e studiosi.




Le “serate musicali” offerte dai coniugi Boschi nella loro casa sono rimaste nella memoria. Così è nata l’idea della Fondazione Boschi Di Stefano di riproporre quel “clima” ai giorni nostri con alcuni concerti: da un lato con lo scopo di far vivere la casa, come se fosse ancora abitata dai due collezionisti; dall’altro suggerire maggiori relazioni e corrispondenze fra musica e arti figurative nel periodo in cui la collezione si è formata, attraverso musiche da camera del Novecento di diversa provenienza e generi. I cinque concerti, di cui rimane una testimonianza nel quaderno della Fondazione L'aria della sera, sono stati organizzati dal compianto Professor Francesco Degrada nel 2003. Il “lucido Bechstein” – che per i Boschi non era solo un pianoforte utilizzato come ornamento borghese ma elemento importante nella vita della casa – ha ripreso il suo ruolo!

Altheo "Mostre": Massimo Catalani.

La galleria Artsinergy è lieta di annunciare la mostra personale di Massimo Catalani.
Galleria Artsinergy. Via XX Settembre 34.
San Benedetto del Tronto





A cura di Mirella Di Peco

Contemplare significa rivolgere lo sguardo verso una cosa, che desta meraviglia o riverenza e fissarla in modo prolungato ed intenso: cosi accade di fronte ai quadri di Massimo Catalani, ammirando l’eloquente silenzio della sua pittura restiamo incantati nelle "contemplAzioni". ...

La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista con opere che evidenziano un singolare linguaggio figurativo fatto di semplici suggestioni visive: nature morte, paesaggi, figure femminili convivono tra le pareti della galleria in una perfetta coerenza linguistica. Massimo Catalani ha studiato negli anni i generi tradizionali e li ha indagati con un metodo scientifico, proprio di un architetto. Egli rappresenta il soggetto reale in una trasposizione quasi fotografica e lo riduce a forma e colore sul piano bidimensionale della tela: “A me non interessa il naturalismo dell’illustratore. Se c’è somiglianza con il reale, non la nego né la confermo. Quello che cerco è la forza evocativa della pittura”(M.Catalani). Nel campo aperto della figurazione inizia il gioco alla semplificazione delle forme, all’ingrandimento dei volumi, alla costruzione di composizioni inedite ed inquadrature dirette: un gioco che si svolge con un’esibita innocenza che rivela complicità con le strategie concettuali.




Catalani interpreta il mondo con logica classificatoria ed attraverso i suoi elementi costitutivi: terra e mare, entrambi protagonisti di contemplAzioni. Tra le opere esposte, "Veteran Boat" raffigura una barca con una grande vela che cela i volti dei componenti dell’equipaggio, dei quali possiamo solo immaginare la concentrazione dipinta sul volto. Altre imbarcazioni navigano mari meno tempestosi o sono impegnate in lunghe traversate: forse proprio nella circumnavigazione del continente sudamericano, raffigurato con evidenza cartografica in "South Atlantic Ocean". Dal mare alla terra, attraversata da paesaggi misteriosi, con una flora rigogliosa e seducente, popolata da donne misteriose che volgono lo sguardo altrove; e dalla terra alla luna, che "non è ancora vaga di mirar queste valli" e trascorre l’esistenza "contemplando" la terra.

 


Massimo Catalani (1960, Roma-vive e lavora a Roma) esordisce con quadri che raffigurano alimenti, in particolare pastasciutta, frutta e verdura, dipinti a partire dal 1998 ed esposti nella mostra L.I.F.E a New York (galleria PescePalla, 2000): un viaggio in Italia attraverso la pittura dei suoi alimenti tipici. Durante la "Giornata Mondiale della Gioventù" a Roma nel chiostro dei SS. Quattro Incoronati presenta la mostra "Simboli Sacri" con un pane, un vino, due pesci, tutti di dimensioni colossali. Essendo anche architetto, riproduce su tela paesaggi urbani che espone nelle mostre "La mia Roma" (studio Freyrie &Pestalozza,Milano, 2003 ) e "My Urbanity" (New York , 2004). Catalani s’ afferma in Asia con un’importante antologica in Corea (a Seul nel 2004) ed in Giappone con la mostra itinerante "Radici del Vino Italiano" (2007). Partecipa alle campagne di Greenpeace contro l'uso di ogm nel Parmigiano Reggiano e con il lavoro "Terra Nuclearizzata" (2009). I suoi lavori sono presenti nel cinema di Pupi Avati, Cristina Comencini, Alessandro Benvenuti.

Altheo "incontri personali": Antonello Venditti

Altheo "incontri personali": Antonello Venditti.
martedì 29 novembre 2011, ore 18.00.
Fnac Milano: Via Torino ang. Via della Palla.






Autore di brani indimenticabili, ha fatto la storia della canzone italiana ed è un autentico simbolo della scuola romana.
Incontriamo Antonello Venditti in occasione dell'uscita del suo nuovo albun di inediti, Unica.
A quattro anni dalla pubblicazione di Dalla pelle al cuore, arriva Unica, il nuovo disco di inediti di Antonello Venditti, anticipato in radio dal singolo omonimo.
Ancora una volta Venditti riesce a intraprendere con una sensibilità unica, sogni, realtà e sentimenti della gente.
In questo disco, soprattutto delle donne.
L'accesso alla signing session è riservato ai possessori del cd.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.




lunedì 28 novembre 2011

Altheo " I capolavori del design": Lampadari Stilnovo.


Altheo "i capolavori del design": Lampadari Stilnovo.








"Stilnovo" :  Grandi lampadari commissionati dalla Stazione centrale di Milano a Stilnovo per sala ricevimenti ( arch. M. BEGA ) 1958. struttura ferro. pendenti perspex  ( cm. 120 x singolo cilindro). Dimensioni: diametro 180 cm (max), h. tot 300 cm.





Stilnovo, azienda fondata a Lainate (Milano) nel 1946 da Bruno Gatta per produrre lampade per uso civile e industriale.
Nel 1949 partecipa alla Grande Esposizione di Parigi,riscontrando un successo che si è consolidato nel corso degli anni con interventi di L.Castiglioni,G.Aulenti (loro i faretti orientabili 6021 e la lampada da tavolo 61030,1971-'72) E.D'Alto (sue le lampade Glass e Pinguina,1963-'64) per giungere al riconoscimento del Moma di New York che ospita, nella collezione permanente ,la lampada Periscopio di D.e C.Aroldi nel 1968.
Dal 1988 il marchio Stilnovo appartiene al gruppo Venini.
Fra i prodotti più recenti, Alfa Binario di A.Fraser, presentata a Euroluce 90, che s'inserisce nel sistema dell'illuminazione modulare.

I lampadari Stilnovo sono visibili alla Galleria Robertaebasta in zona Brera a Milano.


Altheo "I capolavori del design": Poltrona Atlantis, Mark Brazier-Jones.

Altheo "vinile". Hair (1968)

Altheo "vinile": I 100 LP che hanno fatto la storia della musica.
Hair: 1968.




Il 1968 è stato per molti versi un anno particolare, nel quale grandi movimenti di massa socialmente disomogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) e formati per aggregazione spesso spontanea, attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa, sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. La portata della partecipazione popolare e la sua notorietà, oltre allo svolgersi degli eventi in un tempo relativamente concentrato ed intenso, contribuirono ad identificare col nome dell'anno il movimento, il Sessantotto appunto.
Il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico ancora oggi controverso: molti sostengono che sia stato il movimento che ci ha portato ad un mondo "utopicamente" migliore e molti altri sostengono invece il contrario ovvero che sia stato un movimento che ha spaccato e distrutto la moralità e la stabilità politica mondiale








Sotto molti aspetti il 1968 fu anche l'anno in cui la cultura rock degli anni '60 venne alla luce del sole.
Se il 1967 era esploso con autentiche espressioni di rivolta culturale come San Francisco e Sgt Pepper, il 1968 è il momento in cui gli effetti che ne derivarono raggiunsero il mercato di massa.
Il musical di Brodway Hair, dall'enorme successo, offrì al pubblico un resoconto drammattizzato, in un certo senso dal taglio gazzettistico della scena hippy. A onor del vero, la storia e le canzoni di George Ragni, James Rado e Gualt McDemott affrontano temi scomodi ed impegnativi ( il razzismo, il gap generazionale, il cambiamento dei costumi sessuali), ma l'opera era, dopotutto, una rappresentazione teatrale, l'antitesi dello stile ampiamente basato sull'improvvisazione della nuova cultura.




Cio nonostante l'album con il cast originale di Hair si trovò in sintonia con il gusto del pubblico, permanendo nella classifica di Billboard per 151 settimane, 13 delle quali al numero uno.
Inoltre la colonna sonora dell'orientamento pop contemporaneo dello show generò quattro cover di successo nel 1969.

Altheo


 Video. Hair, Acquarius









Altheo "profili". Paola Ruggieri.

Altheo people: Paola Ruggeri.




Sono nata a Correggio in provincia di Reggio Emilia dove risiedo e lavoro tutt’ora.
Mi sono diplomata al Liceo d’Arte Paolo Toschi di Parma, dopo il diploma ho lavorato in diverse realtà del mondo della grafica pubblicitaria e della comunicazione. Attualmente sono Art Director e socia di Be&Partners,agenzia di comunicazione di Reggio Emilia.
Le mie più grandi passioni sono sempre state la pittura e l’arte. L'intensità dell'uomo è ciò che ricerco con la mia pittura, intensa semplicità fatta di gesti quotidiani, volti comuni, personaggi "normali”, eppure straordinari. Ricerco nel quotidiano e nell'ordinario quelle piccole scintille di straordinario che a volte si nascondono in un gesto casuale, in una ruga o in uno sguardo rubato.







Scelgo la luminosità della pittura ad olio che si fonde con l'utilizzo di tecniche diverse, dal colore acrilico agli smalti, fino all'applicazione di carte, oggetti, foglie.
La figura, sempre umana e quasi sempre solitaria, è ritratta in primo piano, su sfondi indefiniti. Proprio l'assenza di un contesto preciso, di una localizzazione spazio temporale, estremizza l'importanza del soggetto, quasi a voler rivendicare o forse solo sottolineare, la centralità dell'uomo nell'universo, e nel microcosmo del dipinto.
È l'intensità che pervade ogni espressione ed ogni gesto, trasformando il normale in speciale e il comune in straordinario, o meglio cogliendo lo straordinario che si cela in ogni persona.

Paola Ruggeri



domenica 27 novembre 2011

Altheo "proposte": "L'arte dell'anima". I Graffialisti.

Altheo "proposte": "L'arte dell'anima", più cuore che mani. 15 dicembre 2011.
Grande Albergo Miramare, Formia (Latina).




« Ogni Artista è dotato di una sensibilità tale da non riuscire a restare impassibile innanzi a tanta sofferenza, e, quindi, sente l’esigenza di intervenire, di partecipare, di agire: lo fa mettendo a disposizione sé stesso e tutto il suo “dire” attraverso l’Arte », questa è la chiave del pensiero espresso dall’artista Antonella Magliozzi, Presidente dell’Associazione Artistica e Culturale de “I Graffialisti” che nasce con il precipuo scopo di diffondere la cultura e l’arte di ogni genere nel mondo, di sostenere il rispetto dell’ambiente, osservando e studiando la natura al fine di trarre insegnamenti utili e di favorire la sensibilità artistica attraverso contatti fra persone, Enti e Associazioni.
E’ questo il motivo principe che ha spinto i Graffialisti a scendere in campo per cercare di contribuire fattivamente in situazioni difficili e dolorose come quelle che hanno recentemente colpito alcuni piccoli comuni delle Regioni Toscana e Liguria (tra cui, si ricordano: Borghetto Vara, Cassana, Rocchetta Vara, Vernazza, Monterosso, Pignone, Brugnato, Carrodano, Levanto, Corniglia, Villafranca, Pontremoli, Zeri), oltreché il capoluogo Ligure.
Giovedì 15 dicembre 2011, dalle ore 17:00, presso le sale del prestigioso Grande Albergo Miramare di Formia, in provincia di Latina, I Graffialisti propongono l’Asta Benefica d’Arte Contemporanea, dal titolo “L’Arte dell’Anima”, in cui verranno esposte e battute opere realizzate da vari artisti, famosi ed emergenti.
Il ricavato della vendita delle opere d’arte presentate sarà interamente devoluto in favore delle popolazioni alluvionate delle Regioni Toscana e Liguria, andando a costruire una sorta di “ponte immaginario”, in un’epoca di crisi, non solo economica ma anche di valori.
“ ... Una goccia nel mare i cui cerchi concentrici si spera arrivino fin’alle più lontane spiagge ...”






Asta Benefica d’Arte Contemporanea “L’Arte dell’Anima”
Promotore: Associazione Artistica e Culturale de “I Graffialisti” Sede dell’evento: Formia (LT), Grande Albergo Miramare, via Appia Lato Napoli n° 44 Giorno dell’evento: giovedì 15 dicembre 2011 Orario: dalle ore 17:00 Info e contatti: tel. 0771.1830029 – mobile 340.7259725; e.mail: graffialisti@libero.it
Ingresso libero



Altheo "profili": Eleonora Manca


Altheo People: Eleonora Manca





Eleonora Manca nasce a Lucca nel 1978. Dopo una formazione in Storia dell'Arte (Pisa, 2002) si laurea con il massimo dei voti e dignità di stampa) in Teatro e Arti della Scena presso il DAMS di Torino (2007). La tesi (Icona e scena. 
Teatro e arti figurative nelle avanguardie russe) è stata premiata come miglior tesi del corso di laurea nel 2008. Si è occupata di critica e saggistica teatrale, ha tenuto lezioni di Storia del Cinema e Storia del Teatro presso enti pubblici e privati e (dal 2005 al 2007) nell'ambito degli insegnamenti di Storia della Scenografia e Storia del Teatro Russo presso il DAMS di Torino. 




Ha collaborato alle attività del Centro Studi di Fenomenologia della Rappresentazione del DAMS di Torinodal 2004 al 2008. 
Mediante una ricerca artistica (principalmente di“poesia visiva” - dove la poesia è sempre il risultato di libereversioni da vari poeti incorporate a scritti personali), che ruota attorno l’idea di dare origine a “percorsi alternativi all’esistenza”, queste opere approdano a un universo nel quale emerge la conoscenza diun senso più intimo e immaginario.




Dedali, labirinti nei quali entrare,uscire, perdersi fanno sì che si vengano a creare reticoli checonducono ogni fenomenologia della rappresentazione ad un’unica originaria sorgente la quale, in questo modo, diviene archetipica o,
più semplicemente, come è. Si tratta di lavorare sui rapporti semantici e cognitivi che intercorrono tra immagine, spazio, parola e osservatore. Da sondare è lo spazio che occuperà l’opera; lavorare, esplorare tutti i possibili incastri. In questo modo l’opera non rimarrà relegata a mero abbellimento dello spazio ma si fonderà con esso mediante uno scambio di significati e significanti.
La riflessione sullo spazio – esterno e/o interno – è parte integrante dell’opera d’arte stessa. L’opera d’arte partecipa della dilatazione dello spazio e al contempo lo spazio diviene dilatazione dell’opera. 




La dialettica fuori/dentro diviene quindi un unicum, diviene il percorso per raggiungere una determinata meta (fisica, emozionale). Si tratta di installare sullo stesso piano realtà oggettive, soggettive e la loro narrazionefenomenologica:indagare i rapporti testo-immagine-spazio-gesto significa esporre, isolare, sottolineare i molteplici approcci percettivi. 




Nell’avvicinarsi all’opera l’osservatore si trova come all’ interno di un unico “neurone specchio” e il fatto che le opere si
rivolgano direttamente a uno spazio pubblico e privato (un privato che diviene pubblico - archetipico, universale - e al contempo foriero di una relazione percepibile tramite l’esperienza sensoriale resa da de-costruzioni di strutture già preesistenti, di segni che connotano lo spazio e le sue suddivisioni, approfondite, sviscerate) fa sì che ogni applicazione d’atmosfera di spazi su carta (e/o altri materiali) divenga riempimento dello spazio, funzionalizzazione all’epifania dell’
emozione nel contesto che la suscita.





Altheo "incontri musicali": Klezmatics & Joshua Nelson.

Altheo "incontri musicali": domenica 4 dicembre 2011, ore 11.
Aperitivo in concerto: Klezmatics & Joshua Nelson Brothers Moses Smote the Waters









Quando il grande gospel incontra la tradizione ebraica: un gruppo trascinante e celeberrimo come i Klezmatics, fra i più significativi e popolari interpreti della tradizione musicale yiddish, si presenta assieme ad un supremo interprete del gospel afroamericano, il cantante Joshua Nelson, erede della leggendaria Mahalia Jackson.
Uno spettacolo di eccezzionale teatralità, che rilegge la religionità ebraica e quella neroamericana alla luce di un profondo coinvolgimento emotivo e spettacolare.
 
 


venerdì 25 novembre 2011

Altheo "profili". Alberto Antonio Foresta.

Altheo people: Alberto Antonio Foresta.




Alberto Antonio Foresta nato a Caltanissetta il 12 dicembre del 1990, vive e studia a Palermo nell'accademia di belle arti, sessione di didattica dell'arte.
Formatosi nell'età adolescenziale grazie alle influenze del padre pittore, da cui prenderà le distanze dallo stile forse troppo accademico, negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di sperimentazione stilistica, in cui prevale la percezione iniziale data dall'accentuata cromaticità e dal dinamismo frenetico delle forme.
Le immagini sono nitide ma non definite, i profili si perdono in uno sfondo fatto di pennellate ed effetti cromatici che stabiliscono nessi visivamente congruenti con le forme informi.
Con una grande capacità meditativa esalta la cromaticità che gioca sempre di contrasto tra tono e tono; dove l'eleganza, forza, armonia e colore si fondano.
I soggetti lasciano all'osservatore un anelito di calma o caos apparente sopraffatto da un senso di smarrimento e di mistero.




L'approccio è prettamente espressionista, si può riscontrare soggettività e tensione, protese alla ricerca di una verità liberatoria.
Unisce il soggettivismo interiore alla tecnica, creando un dialogo strettamente emotivo con la superficie pittorica e l'ossrvatore. Sono riccorrenti i soggetti di donne incorniciate dalla vegetazione floreale, che assume connotazioni differenti per ogni opera, rispecchiando lo stato d'animo dell' artista e dei soggetti trattati.





Nel tempo diventa sempre più ossessivo l'utilizzo di un colore freddo contrapposto ad un colore caldo, assumendo il ruolo significativo di rappresentare la serenità o la disperazione, la novità o la decadenza.
Rifugiandosi in una tecnica che consente la formazione e la rappresentazione delle sue emozioni attraverso il croma e la forza d'esecuzione le sue opere sono una sintesi di originalità e passione che trovano un connubbio con i termini di estetica e decorazione.



Altheo "proposte": Piero della Francesca: Piccolo ritratto di giovane con cappello rosso. Milano

Altheo "proposte": Piero della Francesca: Piccolo ritratto di giovane con cappello rosso.
A cura di Vittorio Sgarbi.
Inaugurazione, mercoledì 7 dicembre, ore 17.30.
Milano, Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67.




Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di ospitare il prestigioso dipinto "Piccolo ritratto di giovane con cappello rosso", del Maestro d'Arte del '400 Piero della Francesca, verrà esposto in mostra dal 7 al 22 dicembre 2011, con inaugurazione in data mercoledì 7 alla presenza del Prof. Vittorio Sgarbi, alle ore 17.30.
La Mostra, organizzata da Agenzia Promoter di Salvo Nugnes, e curata dal Prof. Sgarbi, fa seguito all'esposizione dell'Opera, avvenuta durante la Biennale di Venezia.
E' proprio durante la conferenza stampa inaugurale della Biennale è stata svelata e rilevata la paternità dell'Opera da parte del Professore.
Il ritratto rinascimentale è collocato all'interno di un quadro-cornice, appositamente realizzato dall'artista aretino Franco Fedeli. Questa cornice, dipinta a olio su tavola, genera un'armonica composizione tra Antico e Contemporaneo.
Infatti, il Maestro d'Arte Piero della Francesca e l'artista contemporaneo Franco Fedeli entrano in contatto e in relazione virtuale oltrepassando i simbolici limiti spazio-temporali.
Questo originale connubbio celebra l'Arte con una sorta di provocazione surreale, unica nel suo genere.
Fedeli scrisse infatti che "l'installazione si nutre di poesia, e come un sogno incredibile, irreale e allo stesso tempo irrepetibile, l'arte è alla portata di tutti e crea un sussulto interiore, l'idea stravolge l'immaginario, il mondo si capovolge, la realtà è assorbita dal sogno".

foto: @ 2011 Pierluigi Siena

Altheo " Design del XX secolo": Kenneth Grange.

Altheo " Design del XX secolo": Kenneth Grange.





Kenneth Grange nasce a Londra nel 1929.
Sino al 1947 la sua formazione è prevalentemente improntata sull'illustrazione. Nel 1958 apre il suo primo studio di design e nel 1969 è nominato Royal Designer for Industry.
Dai primi anni settanta fino al suo recente ritiro dall'attività, Kennet Grange è stato membro dello studio di consulenza Pentagram. Grange è noto per il suo lavoro di design di mobili da cucina ideati per la Kenwood e per la progettazione del treno ad alta velocità disegnato per la British Rail.
ha realizzato inoltre una vasta serie di altri progetti per B&W, Kodak, Parker, Ronson e , negli ultimi anni, per diverse società giapponesi, tra cui  SHisheido e Inax.
grange è uno dei designer europei più prolifici, e deve la sua reputazione a oggetti semplici e funzionali, concepiti con minimi elementi ornamentali, alla capacità di combinare armonicamente forma e colore e alla risoluzione dei dettagli tecnici del progetto.




Scrivendo a proposito dei suoi rapporti con i consumatori, Grange spiega che "nessuna delle nostre discussioni e revisioni, nonchè delle ansie che lo accompagnano, saranno mai note al cliente; tuttavia, quando un prodotto è eccellente, lo sforzo che è posto in esso si può percepire, e la sua valutazione è dunque manifestata dalla cura con il quale viene usato".







Altheo "Design del XX secolo": Marcello Nizzoli.
Altheo "Design del XX secolo":Eero Aarnio.
Altheo "Design del XX secolo": Paul Theodore Frankl.
Altheo "Design del XX secolo": Bruno Munari.
Altheo "Design del XX secolo": Gae Aulenti.
altheo "Design del XX secolo": Alessandro Mendini.
Altheo "Design del XX secolo": Stefano Giovannoni.
Altheo "Design del XX secolo":Angelo Mangiarotti.
Altheo "Design del XX secolo": Sergio Asti.
Altheo "Design del XX secolo": Carlo Mollino.
Altheo "Design del XX secolo": Cini Mariani Boeri.

Altheo " I Grandi artisti del Naviglio" Giulio Picelli.

Altheo "I Grandi artisti del Naviglio".




Prima parte.: Giulio Picelli.
Raccontato da : Alda Merini, Daniela Ruggi, J. Pierre Jouvert. 




La gioia dell'artista è sempre stata quella di realizzare il suo pensiero, sia in parole, sia in musica, sia in colore.
Il pittore sa che la magia del colore si piega a tutti gli effetti, come il poeta sa che la parola può essere distrutta e riedificata.
Lo spirito che vibra nelle opere del Picelli è appunto quel vago sentore di sapienza e di ritmo che porta all'invenzione della parola.
Ogni quadro quindi è la chiusura ermetica, una poesia compiuta, come ogni poesia è un quadro a se stante, qualche cosa di irripetibile che lascia nell'animo un chiaro ricordo del metafisico.
La pittura si intende anche, talvolta, come bacio della fortuna, di questa Dea magnifica che lsscia spesso gli artisti nella rinuncia.
Ma c'è mai stata la rinuncia nell'artista?
Il Picelli nei suoi dipinti ci parla di magnificenza e fasti di larga immaginazione.
Non credo che la riva sinistra del naviglio abbia influenzato la sua opera: egli ha sostato da noi come un colombo che si posa momentaneamente su un ramo.
Ma la realtà nostra, di tutti gli artisti, non è panorama circostante, ma nel gaudio che promana da noi stessi.

Alda Merini





La pittura di Picelli non è definibile con etichette di appartenenza e correnti artistiche canonizzate dai dettami storiografici.
La compenetrazione dinamica dei piani; il gesto pittorico spigliato e veloce; la ricostruzione dell'oggetto in scansioni essenziali; la lirica trasfigurazione del ricordo, fanno di questo artista un interprete serenamente disincantato di tradizioni figurative precedenti che si rissorbono modificandosi fino allo stravolgimento.
Egli mantiene autonomia comunicativa anche nelle composizioni più propriamente informali che ricostruiscono oggetti o astrazioni per mezzo di scomposizioni segnico-cromatiche.
Infatti ciò che informa queste opere, dipinte per sognare un mondo prospetticamente costruito sulla fantasia, è la tecnica, che da modo a questo raffinato "traduttore", di creare immagini dalle linee modulate, dominate dal flusso dell'idea.

Daniela Ruggi





Ancorato saldamente alle linee fondamentali della figurazione emblematica, con un rapporto diretto tanto con l'interno dei soggetti quanto con l'esterno che definisce di ciascuno di essi il significato compositivo, egli dilata e stravolge il senso oggettivo dei contenuti con una reinvenzione formale stupefacente, in cui il grottesco-allegorico si carica di mistero.
A prima vista può sembrare che l'intento illustrativo assolva a una funzione peculiare del codice artistico picelliano; ma poi, a un esame più attento e minuzioso di ogni opera, si scopre che ciascuna documenta una temetica precisa e nessun in particolare del suo insieme è pretestuoso, banale, superfluo.
Giulio Picelli non ricorre ad espedienti deteriori, a finzioni.
Ogni cosa che dipinge ha il valore di una frase, di un verso, come se egli scrivesse un racconto o una poesia.

J. Pierre Jouvert





Giulio Picelli ha il suo studio ancora sui navigli.
Mi dice sempre che oramai è circondato da ristoranti e locali dove i ragazzi arrivano numerosi per l'aperitivo. Quel ramo del naviglio che ama tanto, lui però, non lo lascierà mai.

Giulio Picelli: I Grandi artisti dei Navigli.
Nella seconda parte: Anna Blasi.