mercoledì 31 agosto 2011

Altheo "gli speciali" : Rave East Village Artist Residency

rave   East Village Artist Residency
 


 




LA RAVE RESIDENCY

Si è da poco conclusa la prima parte della RAVE-East Village Artist Residency, ideata da Isabella e Tiziana Pers in collaborazione con Giovanni Marta: una residenza nella campagna friulana che permette ad un artista internazionale di trascorrere un mese tra le terre care a Pasolini per condurre la propria ricerca in affinità con i luoghi ed il territorio rurale.
 



La residenza si svolge in un antico cascinale  dove vivono animali che, attraverso delle azioni artistiche, sono stati sottratti all’industria alimentare, tolti dai meccanismi consumistici per essere accolti e accuditi in un contesto più naturale.

L’artista ospite per questa prima edizione 2011 è ADRIAN PACI.

Adrian Paci è un artista che impiega sia i media tradizionali che quelli più moderni, spaziando dalla pittura e la scultura fino al video, la fotografia e l’installazione.
Molte delle sue opere nascono da una riflessione sulla forza e sulla poesia del ricordo, sulla distanze fisiche e temporali che agiscono nel ridefinire l’identità dell’individuo o di un popolo, in un contesto mondiale in cui i processi migratori in atto mettono in discussione e cancellano ogni riferimento alla tradizione. I suoi video, in particolare, mettono in scena i grandi temi dell’esperienza umana e riflettono sulle conseguenze dei conflitti e sulle problematiche della cultura migrante.

I suoi lavori sono stati presentati all’interno di musei e istituzioni internazionali tra cui: Kunsthaus Zurich; CCA, Tel Aviv; Kunstverein Hannover; P.S.1, MOMA, New York; Moderna Museet, Stoccolma; Panoramica, Museo Tamayo, Messico;  48. e 51. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia; Quadriennale di Roma;  Tate Modern, Londra; Kunsthaus Graz.

Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche prestigiose tra cui Solomon Guggenheim Foundation, New York, Deutsche Bank, Frankfur, Museum of Modern Art, New York, Moderna Museet, Stockholm, Georges Pompidou, Paris,  Kunsthaus, Zurich, GAMeC, Bergamo, Fundacio “La Caixa”, Barcelona, MAXXI, Roma.




LE COLLABORAZIONI

Al contempo RAVE è anche una modalità per permettere all’artista in residenza di interagire con altri collaboratori. Ed è in quest’ottica che Adrian Paci ha potuto condurre la propria ricerca in interazione con Keti Stamo, Giovanni De Lazzari e Chiara Zocchi.



IL RAVE WORKSHOP

Il programma di residenza si è anche articolato in un workshop curato da Adrian Paci e rivolto a 14 artisti provenienti da tutta Europa,  selezionati da una commissione scientifica attraverso un bando pubblico.

LA GIURIA

La giuria – composta da  Adam Budak (curatore Contemporary Art Kunsthaus Graz e co-curatore di Manifesta7), Daniele Capra (curatore indipendente e giornalista Artribune e Gruppo Espresso), Giuliana Carbi (storico dell’arte, curatore e presidente Comitato Trieste Contemporanea), Isabella Pers (artista e cofondatore di RAVE), Antonio Riello (artista) e Julia Trolp (curatore indipendente e curatore per diversi anni al Mart-Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto) - ha selezionato i partecipanti al workshop tra le oltre  centoventi candidature pervenute da tutto il mondo.
Sei presenze sono state riservate agli artisti della Regione FVG.

GLI ARTISTI PARTECIPANTI

I partecipanti al RAVE workshop sono:
Enrico Bernardis (FVG/I), Rok Bogataj (SLO), Rita Coreddu (I-UK), Nicola Genovese (I), Pietro Mele (I), Ryts Monet (FVG/I), Laura Pozzar (FVG/I), Massimo Premuda (FVG/I), Nada Prlja (MK-UK), Marc Schmitz (D), Lara Trevisan (FVG/I-F), Leonardo Ulian (FVG/I-UK), Filip Van Dingenen (B), Aleksander Velišček (SLO).

Tutti gli artisti hanno condiviso il complesso rurale, e il laboratorio è stata occasione di confronto sui percorsi dei partecipanti nonché di interazione con il luogo, punto di partenza per nuove riflessioni e ricerche.



LA CONFERENZA STAMPA

Il RAVE program è stato presentato alla conferenza stampa che ha avuto luogo il 1 giugno nella cornice veneziana settecentesca del Cà Nigra Lagoon Resort, in concomitanza con l’inaugurazione della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.
Alla conferenza è seguito il launch party nel Giardino delle Rose sul Canal Grande.

 


IL FINAL TALK

Il 2 luglio ha avuto luogo l’incontro pubblico conclusivo della East Village Artist Residency 2011.
Il boschetto all'interno dell'antico cascinale ha ospitato il talk che ha visto protagonisti l'artista in residenza Adrian Paci, con Claudia Zanfi, direttore di aMAZElab, Milano, Tiziana Pers, artista e cofondatore di Rave, Alessandro Verona, presidente associazione Vicino/Lontano, Udine,
Giovanni Marta, di Altevie Technologies e cofondatore di Rave, e Daniele Capra, curatore indipendente.



L’ESPOSIZIONE

Completerà il progetto l'esposizione delle opere e dei progetti che gli artisti del workshop sono invitati a realizzare sulla base dell'esperienza condivisa.
L’esposizione avrà inizio il 24 settembre nel borgo storico di Clauiano nell'ambito dell'evento Immaginare il Tempo, a cura di Daniele Capra e Elena Tammaro.




LE PUBBLICAZIONI

Seguiranno le pubblicazioni di due volumi:
The Residency Book, una documentazione della residenza con Adrian Paci, e il catalogo con le opere degli artisti partecipanti al workshop.

 



CHI SIAMO

RAVE-East Village Artisti Residency, ideata da Isabella e Tiziana Pers in collaborazione con Giovanni Marta, è promossa da L’officina, e da Comitato Trieste Contemporanea-Dialoghi con l'Arte dell'Europa Centro Orientale; Associazione Culturale Etrarte e Associazione Culturale Hope.

Main Partner: Altevie Technologies.

Comitato organizzativo:
Giuliana Carbi, Daniele Capra, Isabella Pers, Tiziana Pers, Elena Tammaro, Gloria Deganutti


L’iniziativa, realizzata  in collaborazione con il Comune di Trivignano Udinese, Assessorato alla Cultura, e con il sostegno della Provincia di Udine,  gode del Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.





 

Altheo " design del XX Secolo" : Carlo Mollino

Carlo Mollino


Figlio di Eugenio Mollino, illustre architetto e ingegnere torinese, Carlo Mollino studiò ingegneria e storia dell'arte e poi si iscrisse alla Facoltà di architettura dell'Università di Torino, dove si laureò nel 1931. In seguito lavorò nello studio del padre e nel 1933 vinse il premio nel concorso per la sede della Federazione Agricoltori a Cuneo. Quell'anno progetto gli interni della sua abitazione, casa Miller, dove allestì uno studio fotografico per i suoi nudi erotici femminili. Nel 1937 progettò la Società Ippica di Torino, purtroppo demolita nel 1960, ritenuta il suo capolavoro architettonico.
Per i suoi interni Mollino disegnò anche i mobili, molto spesso biomorfi.
Il suo approccio altamente espressivo al design, ispirato al Futurismo e al surrealismo, fu definito "Barocco torinese" e interpretato come l'antitesi del Razionalismo affermatosi a Milano.
Tra il 1952 e il 1968 Mollino tenne anche un corso di storia dell'architettura alla Facoltà di architettura di Torino. Fu un designer stimato di auto da corsa: la sua Osca 1100 vinse la 24 ore di Le Man nel 1954.
Le esuberanti forme tipiche del Biomorfismo introdotto da Mollino ebbero una potente influenza sullo styling dell'Italia postbellica.




Altheo "Design del XX secolo": Cini Mariani Boeri
Altheo "Design del XX secolo": Sergio Asti.
Altheo "Design del XX secolo": Angelo Mangiarotti.
Altheo "Design del XX secolo": Stefano Giovannoni.
Altheo "Design del XX secolo": Alessandro Mendini.
Altheo "Design del XX secolo": Gae Aulenti.
Altheo "Design del XX secolo": Bruno Munari.
Altheo "Design del XX secolo": Paul Theodore Frankl
Altheo "Design del XX secolo": Eero Aarnio.
Altheo "design del XX secolo": Marcello Nizzoli.

Altheo "incontri di viaggio". Barbara Stretti

Incontri di viaggio. Barbara Stretti, l'artista chic.



Otto anni in Polinesia è il primo elemento che ti colpisce di Barbara. Lo cita sempre.
Basta comunicare una mezzoretta e ti accorgi immediatamente che la scienza e la tecnologia si fermano un istante per far spazio al pensiero, alla spiritualità, al buon senso.
Rallentare un attimo.
I suoi quadri li puoi vedere nei posti "giusti" perchè lei è sempre nei posti "giusti".
La sua camminata da modella e il suo portamento elogia e perfeziona un accostamento ideale anche in questo porticciolo un po' rincoglionito del Tigullio. Non passa innosservata ed io me la tiro...moderatamente ma me la tiro.
Portofino è solo una cornice ai suoi dipinti, dove traspare la luce in tutte le sue forme. Un cavallo bianco, una foglia, un mondo, un volo di farfalla. Tanta luce, la sua luce.
E' una persona solare ma non te lo rinfaccia, tutto è possibile ma deve avere uno stile, un perchè.
I suoi colori sono forti ma non ti violentano, ti abbracciano delicatamente in un viaggio incredibile senza formalismi, senza dogane e le sue opere vengono descritte nei minimi particolari senza frasi fatte.
Ascolti, osservi, ascolti, osservi, tutto con un ritmo tra il rock più duro e la new age più pallosa ma il tutto è raccontato in modo perfetto, preciso, chic.
Barbara è incredibile, la puoi incontrare dopo una settimana nel deserto che parla con i fennek, elegante, pulita, precisa, sempre in ordine, sempre presente, sempre attenta, sempre... .
Il pensiero non va oltre la dialettica...appunto.
Magari fra trent'anni ripasserò da queste parti o in una qualsiasi passeggiata al mare e non avrò difficoltà a riconoscerla. Elegante, raffinata, precisa. Perchè sarà, come è ora, un grande esempio di scelte di vita tra il cuore e l'istinto.
Un grande omaggio alla femminilità.

Gianluca




(Lo "speciale" completo e il servizio fotografico di Barbara Stretti sul N.2 di Altheo Magazine).
L'intervista di Barbara Stretti sul 2vol. di "Fortunatamente Italiani".
Si ringrazia Claudio Ciardi.




Altheo "redazionali". Settembre Milanese



Milano …. quante volte sentiamo nominare questo italico nome, quante frasi fatte, tante opinioni sulla città quante sono i suoi abitanti che ogni mattina si svegliano e passeggiano all’ombra della madonnina!
Io sono tra coloro che pensano che Milano, nonostante chiudano i locali, i cinema e le librerie storiche, nonostante tra poco il biglietto “ordinario urbano” aumenterà il suo prezzo, sia una città che vive una città che corre veloce, che se riesci a correre con lei ti darà tanto, così tanto da farti mancare sempre meno la città dalla quale sei arrivato sia Napoli, Udine o Busto Arsizio.
E così mi ritrovo a credere che Milano pensa …. sì pensa, come farebbe un uomo o meglio una donna.
Pensa ai suoi abitanti, e non solo, che a stento sopportano il mese di Settembre che come ogni anno ritorna e porta con se l’ecopas che riprende senza sconti, il traffico, la riapertura delle scuole degli uffici e delle fabbriche, insomma meno male che Milano c’è e ci sono i suoi eventi.

In ordine del tutto casuale partirei da “MITO”, quest’anno alla sua quinta edizione.
“MITO” è un evento culturale  dedicato in primo luogo alla produzione musicale ma anche a quella cinematografica e artistica,  che si svolge tra le città di Milano e Torino e ha come obbiettivi principali quelli di coinvolgere artisti di massimo livello che si esibiscano, in strade università e teatri, a prezzi “popolari” o gratuitamente.  Per fare un esempio il giorno 20 Settembre presso il politecnico di Milano ci sarà un incontro con il pianista Stefano Bollani. ( per info e prenotazioni www.mitosettembremusica.it ).

Di tutt’altro genere musicale è l’evento che per il quinto anno successivo  anima l’idroscalo. Il circolo Magnolia organizza nelle date 1,2,3 Settembre il “Magnolia Parade” dove la musica rock e elettronica fanno da padrone. La scorsa edizione ha visto la partecipazione di 20.000 persone in tre serate, quest’anno quanti saremo????Il circolo non dimentica le sue origini, propone così drink gratis per coloro che arrivano in bicicletta e bicchieri biodegradabili per TUTTI!  (www.circolomagnolia.it/parade2011)

A Milano l’8 Settembre e, per la prima volta a Roma il 18, ci sarà una nottata speciale all’insegna di eventi e shopping : Vogue Fashion night. "Sarà l'occasione per il mondo della moda di aprire le porte alla città, coinvolgendo per il terzo anno Milano e, per la prima volta Roma, in una grande festa, avvicinando il grande pubblico a stilisti, designer e celebrità"- Franca Sozzani - direttore di Vogue Italia. (http://vfno.vogue.it/milano/l-evento/2011/06/l-evento)
A proposito di negozi aperti, party, dj set, nella stessa sera vi consiglio di fare un salto presso Lomography Gallery Store di Via Mercato 3 in Brera dove, dalle 18 alle 22 si terrà l’evento dal nome “girls on film, una mostra lomografica di ritratti femminili”. ( milan@lomography.com o +39 02 36644254 ).
Per i giovani amanti della fotografia Il centro Forma ( piazza Tito Lucrezio Caro 1) propone l’ultima “Portfolionight”. Durante la serata, con dj set di  Simone Vimercati, tutti gli under 35 potranno far valutare il proprio portfolio da esperti  del settore. (www.formafoto.it)

9/18 Settembre 2011 Milano Film festival. Eccolo che ritorna, ricco, sociale, utile come ogni anno il festival del cinema di Milano torna a stupire con le sue infinite sezioni : cortometraggi, lungo metraggi, “colpe di stato”, l’italia di oggi raccontata al cinema, il cinema per le scuole, incroci tra cinema e arte, animazione e molto altro. 25 euro il ridotto per tutti i 10 giorni, 35/50 euro il prezzo pieno. (www.milanofilmfestival.it )

Milano a Settembre vive e ci fa dimenticare di non essere più in vacanza.

Emma Santamaria




lunedì 29 agosto 2011

Altheo "incontri musicali": Turkish Cafè

TURKISH CAFÉ




Si trovano a Bruxelles nel 2008, Julián Corradini (chitarra) e Veronica Punzo (voce). Partono dall'Italia ognuno per proprio conto per un Erasmus che gli cambierà la vita: è un lunedi pomeriggio, Julián suona tra le mura di Rue de la Limite 18, e Veronica, per caso, completa i ritmi, gli accordi, le melodie. I due s’intendono subito e l'esplosiva complicità li porta a creare un repertorio tra varie lingue, culture e deviazioni musicali. Trovano un'idea e creano il nome, connubio tra il quartiere turco nel quale vivono e un aneddoto che vede protagonista il fondo di un caffè. Si esibiscono per la prima volta in una domenica di maggio, nella grandiosa Grand Place: molti applausi, 63,10€ in monetine, cinque sigarette, una birra in bottiglia ed un peluche. Un successone. Poi, qualche locale e nuovamente la Grand Place.

Tornano in Italia e dedicano l'estate alla creazione e registrazione di brani propri. Nel dicembre 2008 conoscono Simone Giorgini, un contrabbasso che balla. Nasce un'amicizia e sintonia alchemica: perfezionano i pezzi, ne riarrangiano altri, ne creano di nuovi. Il progetto prende forma: le tre anime musicali s'intrecciano giungendo ad uno stile originale, frutto della sperimentazione e commistione acustica tra pop, blues, folk, jazz e rock, che li porta a suonare dapprima in molti locali e teatri delle Marche, ed in seguito sul territorio nazionale.

Semifinalisti nel 2009 al Festival di Castrocaro, vincitori nel 2010 del Premio Nazionale Poggio Bustone – dedicato a Battisti – con il brano "Amor Violaprofondo" e finalisti al concorso Risonanze Unplugged di Padova. Moltissimi live, tra cui le ultime due edizioni del MITO Fringe Festival di Milano, il meeting nazionale della FIOFA a Pisa, il MEI di Faenza. Il loro primo album, dal titolo “Turkish Café”, uscito a Luglio 2011, accompagna il loro TOURkish 2011. Dicono di avere i piedi fortemente ancorati sulle nuvole, e seguono un motto: a testa alta e sole in faccia!



foto: Silvia Gambini

domenica 28 agosto 2011

Altheo "design del XX secolo" : Cini Mariani Boeri



Mariani Cini Boeri studiò architettura al Politecnico di Milano laureandosi nel 1951. Dal 1952 al 1963 lavorò nello studio del designer Marco Zanuso, prima di aprirne uno suo. Dalla metà degli anni '60 progettò mobili petr la fabbrica italiana Arflex, fra cui la poltrona Bobo in schiuma di poliuretano (1967) e il divano a sezioni Serpentone (1971), in schiume poliuretaniche, che si poteva estendere indefinitamente con l'aggiunta di altre sezioni. Nel 1966 cominciò a sperimentare con la plastica e realizzò valigie in ABS stampato a iniezione per Franzi. I tavoli Lunario, progettati per Gavina nel 1970, furono poi prodotti da Knoll. Dal 1972 al 1983 progettò anche sale da esposizione per Knoll e nel 1976 l'azienda mise sul mercato le sue sedie Brigadier. Nel 1979 ricevette il premio Compasso d'Oro per le sedie e i letti Stips (1972) dalla copertura trapuntata che furono progettati insieme a Laura Griziotti. Dal 1980 al 1983 Boeri insegnò al Politecnico di Milano e all'Università della California di Berkery. Nel 1983 le fu commissionato il design di case prefabbricate dalla Misawa Company di Tokyo. Nel 1987 con Tomu Katayanagi progettò la sedia di vetro Ghost per Fiam. Realizzò anche design di luci per Artemide, Arteluce, Stilnovo e Venini.


Altheo "Design del XX secolo": Carlo Mollino.
Altheo "Design del XX secolo": Sergio Asti.
Altheo "Design del XX secolo": Angelo Mangiarotti.
Altheo "Design del XX secolo": Stefano Giovannoni.
Altheo "Design del XX secolo": Alessandro Mendini.
Altheo "Design del XX secolo": Gae Aulenti.
Altheo "Design del XX secolo": Bruno Munari.
Altheo "Design del XX secolo": Paul Theodore Frankl
Altheo "Design del XX secolo": Eero Aarnio.
Altheo "design del XX secolo": Marcello Nizzoli.

venerdì 26 agosto 2011

Altheo "moda": back stage "Paris"


Il back stage di "Paris". Libro fotografico in bianco e nero prodotto da Altheo in collaborazione con Chiariva.

giovedì 25 agosto 2011

Altheo: "letture in viaggio". agosto 2011

Leggo difficilmente romanzi, prediligo storie realmente accadute, amo la storia contemporanea raccontata dalle 2 sponde, quella dei buoni e dei cattivi. In viaggio leggo dove capita, in treno, in funivia, su una panchina, sotto un ombrellone che non è mai il mio, in spiaggia o in montagna, al nord come al sud.



Nel mese di agosto ho letto 5 libri, pochini ma intensi.
"Questo tempo è gravido di avvenimenti...non lo sprecate. Quando ci libereremo dalla superstizione, dai pregiudizi, quando trionferà la verità, il diritto, la ragione, la virtù se non adesso? Quando risorgerà l'amor della patria? Quando? Sarà morto per sempre? Non ci sarà speranza? Io parlo a voi... Ora è il tempo...O in questa generazione che nasce, o mai. Abbiatela per sacra, destatela a grandi cose, mostratele il suo destino, animatela."
Queste frasi Leopardiane dell'educare la gioventù italiana sono da introduzione al primo libro che ho letteralmente divorato in un andata con il Freccia Bianca da Milano a Udine. "Cosa tiene accese le stelle" di Mario Calabresi. Libro ispiratore di un famoso artista Italiano della musica, che man nella mano gli sussurra: Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò. Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò.... Cavolo! tutti possono crescere. Insomma, storie di Italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro.
Mario Calabresi non è solo il Direttore de la Stampa di Torino ma anche il figlio del "famoso"...purtroppo commissario. Non poteva mancare il suo secondo libro: Spingendo la notte più in là. ( storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo).




Quando 2 colpi di pistola uccisero, nel maggio del 1972, il commissario Calabresi, vennero profondamente mutati gli eventi pubblici ma anche e soprattutto quelli privati di una donna, che si ritrovò sola a crescere tre figli piccoli, e di questi tre bambini, orfani di un padre che non hanno fatto in tempo a conoscere. Un evento devastante, una voragine in cui si può sprofondare per sempre. O da cui invece si può ripartire raccogliendo le poche cose che restano, ricostruendo la propria memoria e la propria identità, ritrovando la voglia di vivere.
Spingendo la notte più in là.
La storia di una famiglia italiana ferita dal terrorismo. Una storia fatta di profondo dolore, ma anche di inattesa e spensierata allegria, in cui la voglia di vivere e l'amore per gli altri sono spesso riusciti a vincere l'odio e le divisioni che ancora oggi colpiscono il nostro paese.
Una vicenda privata che appartiene a tutti noi.




"Forse il più straordinario, il più onesto, il più accurato e infine anche il più commovente libro tra i tanti che sono stati scritti sull'avventura dell'uomo nello spazio". E' il commento autorevole del "New Yorker" all'edizione americana di: Se il sole muore di Oriana Fallaci che è la mia scelta per ferragosto, fuochi compresi.
La scrittrice-giornalista trascorre lunghi periodi in America, tra gli astronauti e i ricercatori di Cape Kennedy. Li osserva, li esamina, li interroga. Ne risulta il diario di una donna che vive i suoi tempi affrontando con curiosità ed entusiasmo le scoperte della scienza e della tecnologia, ma che guarda all'impresa spaziale con timore e molti dubbi.




Mi poteva mancare un libro sul caso Battisti? certo che no!.Per avere le idee molto chiare mi sono affidato allo scrittore Giuliano Turone. Mi aveva già convinto qualche tempo fa con." Il caffè di Sindona. Un finanziere d'avventura tra politica, Vaticano e mafia.," edito da Garzanti nel 2009. Non mi ha "tradito" neanche questa volta. Da decenni ormai il caso Battisti ritorna regolarmente sulle prime pagine dei giornali e suscita accesi dibattiti. Lo scrittore che per molti anni ha svolto l'attività di giudice istruttore impegnandosi in inchieste di criminalità mafiosa, economica ed eversiva mi ha decisamente schiarito le idee in modo semplice ma intenso...insomma sono sceso la fermata dopo.
Di questo caso comunque sono significative le parole del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al "Corriere della Sera" l'8 gennaio del 2011: " E' mancato qualcosa alla nostra cultura e alla nostra politica per trasmettere, e far capire davvero, il senso di ciò che accadde in quegli anni tormentosi del terrorismo. Non siamo riusciti a far comprendere anche a Paesi amici vicini e lontani che cosa hanno significato".





A questo punto vorrei concludere con la lettura di un libro più leggero. Niente affatto: Mario Moretti. Brigate Rosse. Mario Moretti è stato l'anima delle Brigate Rosse, il principale artefice del sequestro Moro, l'uomo che nei 55 giorni di prigionia è stato più vicino di tutti allo statista, colui che gli ha sparato. In carcere dal 1981, nell'estate del 1993 incontra per sei giorni Carla Mosca e Rossana Rossanda e risponde alle loro domande. Il risultato è un eccezionale libro-intervista che ripercorre la storia delle BR, dalla fabbrica alla clandestinità, la scelta della lotta armata, le prime colonna, la lotta contro lo Stato, il sequestro Moro, la fine. Un documento straordinario in cui Moretti riflette per la prima volta sul senso dell'esperienza terroristica, sul suo costo, sulla possibilità di scegliere un'altra strada per realizzare i sogni di un intera generazione.


A parte un saltino sulla luna le mie letture in questo mese mi hanno trasportato in anni (settanta) colorati e grigi. Anni terribili ma unici. Gli anni dei miei vent'anni.
Ma c'è una strada intelligente civile e dignitosa per arrivare a chiudere i conti con gli anni di piombo, nel pieno rispetto della sensibilità delle vittime e nell'interesse di tutti? Si c'è.
Il silenzio. Il silenzio più delle parole per il rispetto delle famiglie e per chi non ha smesso di soffrire.


Altheo

Altheo "tribute" : Tim Hetherington e Chris Hondros

L'addio ai due reporter scomparsi in Libia che ci hanno portato oltre la linea del fuoco con il loro sguardo.


Tim era di Liverpool ma viveva a Manhattan, Chris di New York, figlio di immigrati tedeschi e greci rifugiati in America dopo la I Guerra mondiale. Tim era nato d'inverno, a dicembre, Chris pure ma a marzo, a una settimana dalla primavera. Tim sembrava un attore. Chris aveva sguardo intenso e barba incolta. Tim ha studiato fotogiornalismo a Cardiff ed è cresciuto con i video di Bill Vola e film sperimentali di Chris Marker. Chris si è laureato in comunicazione visiva, amava gli scrittori inglesi e la campagna della North Carolina. Tim era membro dell'agenzia Panos, ha pubblicato libri, realizzato film e vinto il World Press Photo 2007. Chris era della Getty images, candidato al Pultzer, si è aggiudicato il premio Capa. Tim e Chris sono partiti insieme per la Libia ed entrambi sono stati uccisi da un colpo di mortaio a Misurata. Tim è morto quasi subito, Chris poche ore dopo in ospedale.

mercoledì 24 agosto 2011

Altheo "prima pagina": Merlana-Casablanca di Isabella Pers

Isabella Pers
MERLANA-CASABLANCA 
serie fotografica, 2009


La scritta sulle foto indica un luogo, un giorno e un’ora diversi dalla realtà.
Gli scatti sono stati realizzati con il cellulare, la kodak usa e getta e altri utensili da turista.
Merlana è il paese in cui vivo.
Isabella Pers


“Il work in progress intitolato Merlana-Casablanca indica una sorta di itinerario, per un viaggio dove il reale spostamento in diversi territori del mondo, in cui l’artista ha scattato le fotografie, subisce poi uno stravolgimento nella lettura geografica. Le immagini portano su se stesse il nome del luogo, la data e l’ora dello scatto, a indicare una modalità tecnologica di registrazione di eventi e di luoghi, come quando guardiamo le foto nella macchina digitale, come quando usiamo il navigatore satellitare. Ma il nome del luogo non corrisponde all’immagine e questo annulla la tecnologia che certifica l’orientamento, per aprire le strade di un altro viaggio. Quello di una percezione in cui la visione è plasmata e alterata da una memoria aggregante, condotta per via di sensazioni ed emozioni in cui perdersi per sentirsi altrove.”
Sabrina Zannier
dal catalogo TemperaturaEsterna, 2009






Isabella Pers. Artista visiva. Vive e lavora nella campagna friulana a Trivignano Udinese.
Co-fondatore del progetto RAVE East Village Artist Residency.
La sua ricerca indaga, attraverso diversi linguaggi, le stratificazioni delle situazioni sociali, culturali e percettive attuali. Le sue opere sono state esposte in spazi pubblici e privati tra cui ricordiamo:  New York Public Library, New York; The Promenade Gallery-Petro Marko Theather, Vlore;  Zentral Bibliothek, Zurich; evento collaterale 53. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia; Landesarchiv, Klagenfurt; Novosibirsk State Art Museum; Trieste Contemporanea, Trieste; Slovenski Etnografski Muzej, Ljubljana; Palazzo Reale di Napoli, PAN | Palazzo delle Arti Napoli;  National Library, Buenos Aires; Project Room Museo MADRE, Napoli;   Mestna Galerija Nova Gorica; Miami-Dade Public Library, Miami;  Whitechapel, Londra; 3g arte contemporanea, Udine;  Palazzo dei Diamanti, Ferrara; DFN Gallery, New York.

“Dall’inizio degli anni Novanta l’artista si è dedicata a un’intensa ricerca dalla quale è nata la sua singolarità linguistica e una poetica fondata sulle trasformazioni, sulle alterazioni e sui paradossi brulicanti nella vita quotidiana.
La realtà dell’esistenza, osservata in presa diretta e posta in relazione con i valori umani primordiali, che dettano il passo per una rinnovata valenza etica, rappresenta il filo rosso di tutto il suo lavoro. Incentrato sul protagonismo del corpo  dialogante fra natura e cultura, ossia aperto alla relazione con l’ambiente e con l’altro da sé, mette in scena la volontà di tradurre in immagine quella sensibilità femminea contemporanea che scorre lungo i sentieri della quotidianità, per affacciarsi nell’arte attraverso una sottile e acuta chiave critico-sociale, sempre accompagnata da una levità poetica tesa fra dramma e redenzione, fra sofferenza e rigenerazione.
I suoi cicli fotografici e i suoi video, nati da azioni e scenari performativi, sono stati esposti in mostre personali e in rassegne collettive in Italia e all’estero.”
Sabrina Zannier





Altheo "gli speciali" : Jasedo Onlus





Jasedo Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) è un organizzazione non profit nata nel 2008 con l'obiettivo di sostenere l'ospedale pediatrico e il centro di accoglienza per i minori di Kimbombo. Questa struttura, situata nella periferia di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, da oltre 20 anni fornisce gratuitamente assistenza sanitaria e protezione a migliaia di bambini. La mission di Jasedo Onlus è quella di garantire salute, protezione, istruzione e nutrizione ai minori ospiti dell'ospedale pediatrico e del centro di accoglienza di Kimbombo.




Napoli è come la vuoi fare apparire...Edoardo Bennato.