giovedì 25 settembre 2014

Altheo"Design": Mobile architecture, Didier Fiuza Faustino.


MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.
Via Guido Reni 4 A, 00196 Roma




Un viaggio attraverso le molteplici declinazioni offerte dall’architettura mobile, uno stimolante campo progettuale, fondamentale per la sperimentazione di forme inedite, che ha origini nella storia ma è quanto mai attuale: è Mobile architecture.
Quattro incontri a cura di Emilia Giorgi che esaminano uno dei più interessanti temi del dibattito architettonico e artistico contemporaneo attraverso le esperienze di studi internazionali.
Un itinerario visivo, condotto dagli stessi architetti, che rivela le potenzialità di esempi unici, leggeri, trasportabili e adattabili ai più diversi contesti con estrema agilità.
martedì 2 ottobre, ore 20.00
Didier Fiuza Faustino
Piazza del MAXXI, Spazio YAP – ingresso libero
La ricerca di Didier Fiuza Faustino, che nel 2002 fonda a Parigi il Bureau des Mésarchitectures, esplora l’intima relazione tra corpo e spazio attraverso opere in costante equilibrio tra arte e architettura. Con intenti di denuncia etica e politica, Faustino crea progetti architettonici e installazioni temporanee liberi da codici prestabiliti e capaci di sovvertire l’esperienza dello spazio pubblico e privato, amplificando le sensazioni di chi li vive.
In questo caso il concetto di Mobile Architecture è portato all’estremo: lo spazio abitabile arriva ad adattarsi al corpo, lo segue nei suoi movimenti, come fosse indossabile.
introduce
Alexis Sornin responsabile delle mostre, delle edizioni e delle attività pedagogiche Accademia di Francia – Villa Medici
interviene
Didier Fiuza Faustino
modera
Emilia Giorgi Curatrice.


mercoledì 24 settembre 2014

Altheo "Mostre": Roma. Fluffer Magazine presenta RedHead@Bizzarro Festival 2014.





Titolo: RedHead
Artista: Anita Calà
A cura di: Fluffer Magazine
Location: Casa privata@Roma San Lorenzo - Bizzarro Festival
Data unica: Sabato 27 Settembre 
Orari: dalle 17.30 alle 21.00


Sabato 27 Settembre, all’interno del Bizzarro Festival 2014 Fluffer Magazine presenta la mostra fotografica RedHead di Anita Calà: settanta scatti di nudo realizzati con l’attrice Jane Alexander presentati da un video e una performance. 


RedHead è una serie fotografica realizzata dall’artista Anita Calà con l’attrice Jane Alexander, incentrata sulla solitudine come sentimento cercato, parte di una condizione intima universale e ineluttabile. Con RedHead Anita Calà racconta un erotismo quasi malato, disturbato, una compassionevole ricerca del proprio io in cui il corpo, materia plasmabile, è protagonista dello scorrere del tempo, ha un inizio e una fine come ogni cosa, invecchia e si consuma per lasciare posto all’anima. Il corpo è una marionetta, una maschera a scadenza, ma l’anima sopravvive.

Sarà una abitazione privata ad ospitare RedHead, in occasione della seconda edizione del Bizzarro Festival 2014 -festival diffuso di arti iper contemporanee organizzato dalla galleria Mondo Bizzarro all’interno del quartiere San Lorenzo- intitolato quest’anno “Privato non convenzionale”.

Un video, realizzato il giorno stesso della mostra, aprirà la performance di Jane Alexander: il visitatore, chiamato ad interagire con lo spazio dell’abitazione, sarà invitato a percorrere le stanze in silenzio, a invadere gli spazi intimi in un gioco voyeuristico, a rivivere in prima persona l’atmosfera dello shooting di RedHead.





Anita Calà nasce il 6 agosto 1971 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Dopo il diploma al Liceo artistico frequenta l’Accademia di moda e costume di Roma. Ha lavorato come costumista per più di quindici anni per il cinema, la televisione (LA7, MEDIASET, RAI Uno, RAI Due e RAI Fiction) ed il teatro (Agorà, Parioli, Olimpico). Coltiva da sempre la vena artistica, ma soltanto nel 2005 arrivata all’apice della sua carriera di costumista, decide di mettersi in gioco concentrandosi esclusivamente sulla sua crescita come artista, esprimendosi con vari mezzi, tra cui privilegia il video e la fotografia. Di recente ha ottenuto importanti riconoscimenti in rassegne e concorsi presso prestigiosi spazi istituzionali e gallerie, con mostre personali e collettive, come: MAXXI, CACT, CRAB, MACRO, Università di Toronto (CAN), ALT (BG), TRIENNALE di Milano, PERMANENTE di Milano, AAM, Arte Fiera, ARTVERONA, VIDEOYEARBOOK, CRANE ART (Philadelphia), MAMBA Museo di arte moderna e contemporanea di Buenos Aires, Museo del Novecento (Milano), Museo Tarii Crsurilor (Romania), GULAG Museum Mosca.

La mostra RedHead sarà inoltre corredata da una edizione speciale del magazine di fotografia erotica Fluffer.

RedHead @ Bizzarro Festival 2014
DATA UNICA: Sabato 27 Settembre 2014 dalle 17.30 alle 21.00

>> RedHead fa parte delle mostre del Bizzarro Festival 2014 - Ritirare la mappa della location c/o Mondo Bizzarro via degli Equi 18/A
https://www.facebook.com/events/490110791125305/

press office: fluffermagazine@gmail.com
http://fluffermagazine.tumblr.com/
ingresso libero.





Altheo "Mostre": Giochi di ruolo, personale Susy Manzo.






Inaugura mercoledì 1 ottobre alle ore 18.00, alla Galleria Francesco Zanuso, la prima personale a Milano dell’artista Susy Manzo. La mostra è una tappa riassuntiva di un progetto più ampio che l’artista milanese porta avanti dal 2012: i ruoli di genere. Maschile e femminile sono la grossolana spartizione che dai giochi infantili arriva alla caratterizzazione adulta.
Partendo dall’osservazione dei giochi dell’infanzia, Manzo racconta, questo mondo, in immagini nitide, esecutivamente perfette, ripulite in apparenza da ogni intromissione emotiva e, in particolare, recupera l’eco delle filastrocche tradizionali, così come si è impresso nell'inconscio individuale e collettivo.
L’artista tesse il racconto di come la memoria sepolta di queste sonorità indirizzano i complessi comportamenti individuali verso uno stereotipo di genere che esclude, rimuovendolo, il desiderio personale, che avvilito e colpevolizzato si cristallizza nella fisionomia del diverso. 

Diversità che, considerata inaccettabile per i canoni prescrittivi della società patriarcale, si incista patologicamente nell’animo come una colpa, sino a farci sentire estranei a noi stessi.
L’immagine di una donna giovane, ferma nell’età in cui ha raggiunto pienamente il suo valore e la sua forza, composta e consapevole della propria bellezza, della piena capacità di procreare, del suo potere di seduzione, è presente, sempre uguale a se stessa, nella serie dei lavori a olio, in cui il colore è trattato con levità e stesura sottile. Donne dai capelli ben pettinati, sfacciatamente rossi come a rilevare un’indomabilità a qualsiasi regola repressiva imposta, descrivono i ruoli con distacco e freddezza, talvolta ironizzando sottilmente con eleganza. Non c’è biografismo nelle immagini, o forse c'è, ma la scomposizione prismatica all’infinito di una figura femminile sempre uguale, di una bellezza regolare, è un gioco. Il gioco dei “ruoli di
genere” in cui è la società che attribuisce le parti.
La serie dei lavori a grafite e matite colorate su carta vellum, in cui il paper-cutting del cartoncino sovrapposto realizza un intaglio la cui perizia e delicatezza rimanda al ricamo antico, ci immergono nella dimensione delle favole, in un mondo di magia dove l’inquietudine e l’angoscia, dovute alla presenza dell’orco (che seppur non rappresentato è sempre in agguato), serpeggiano e si mimetizzano in una trina d’intreccio di fili sottili.
Un invito a perdersi nella bellezza di principesse dalle trecce ramate sinuose come serpenti, di “castelli in aria”, di torri, poggiati lievemente su zolle erbose che vagano nell’universo come mondi perduti.


Angela Di Lavore






Susy Manzo




Giochi di ruolo
opere di Susy Manzo
a cura di Angela Di Lavore
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - Milano
Opening
1° Ottobre 2014 ore 18.00
1 - 9 Ottobre 2014
da Lunedì a Venerdì 15.30 / 19.00 e al mattino su appuntamento
telefono +39 335 6379291 | www.galleriafrancescozanuso.com | francesco.zanuso@gmail.com
Ufficio stampa FLpress
Flavia Lanza | mobile +39 340 9245760 | ufficiostampaflpress@gmail.com

Altheo "Milano Fashion Week": Cividini, punta al minimale e al tailor made.





 Design minimale, decorazioni soft e ricercate lavorazioni artigianali. Sono questi i tre capisaldi su cui si regge la collezione estiva di Cividini. Il primo punto si traduce in forme allungate ad A, oppure squadrate 'a scatola', di tanto in tanto oversize. Il secondo si mostra in dettagli ad aerografo, acquerello, dipinti a mano o applicati con la termosaldatura. L'ultimo punto mette al centro l'artigianalità, in particolare un lavoro di giustapposizione della maglia con il tessuto su caban, bomber e persino sul k-way. Sempre sulla scia della vocazione handmade, prosegue poi il progetto 'fatto a mano' lanciato dalla maison, maglie realizzate su vecchie macchine di maglieria a mano, adesso proposte anche nella versione estiva del tricot, in filati tecnici ma dal peso piuma. La palette va dai colori decisi, come il blu Klein o il rosso tulipano, a quelli più tenui, azzurro, rosa, grigio e sabbia, passando per lampi d'oro, argento e canna di fucile.






Altheo "News": Expo, Padiglione Italia ha scelto: 5 opere d'arte in mostra per 6 mesi.


Pronto un posto per la Ebe di antonio Canova, La Vucciria di Renato Guttuso, due sculture di Demetra e il Trapezophoros, risalente al IV secolo a.C.




La partita dei Bronzi di Riace è ancora tutta da giocare. Ma i responsabili del Padiglione Italia hanno già deciso quali opere d’artesaranno ospitate in quello che si annuncia come lo spazio più visitato dell’intera Esposizione universale.
Sono cinque e verranno collocate all’interno diPalazzo Italia, cuore del Padiglione nazionale, lungo un percorso ideato dal responsabile del concept, Marco Balich. Le opere, selezionate in accordo col commissario generale di sezione Diana Bracco, sono laEbe di Antonio Canova - concessa in prestito dai Musei civici di Forlì -, la Vucciria di Renato Guttuso, di proprietà dell’Università di Palermo, e tre tesori dell’archeologia, testimonianza della grande stagione dell’arte classica. Precisamente, due sculture di Demetra, provenienti dagli Uffizi e dai Musei vaticani,e un sostegno di mensa, in marmo dipinto, risalente al IV secolo avanti Cristo. Opera, questa, «fortemente voluta non solo per il suo indiscutibile valore storico e artistico», precisa Rossella Vodret, ex Soprintendente del Lazio e componente della segreteria tecnica del Padiglione Italia. «Il trapezophoros, questo il nome dell’opera - spiega - è il simbolo di una delle attività di eccellenza del nostro Paese: quella del recupero dei capolavori dell’arte e dei reperti archeologici trafugati, svolta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico».
Trafugato negli anni Settanta, durante gli scavi nell’area archeologica di Ascoli Satriano, in Puglia, il sostegno di mensa raffigurante due grifi che mangiano una cerva è stato restituito nel 2007 dal Paul Getty Museum di Maibù, in seguito alle indagini avviate dall’Arma.


La scelta delle cinque opere da ospitare all’Expo 2015 è avvenuta secondo due criteri: la forte attinenza con i grandi temi della kermesse (dal concetto di alimentazione a quello di vivaio) e il significato iconico che ognuna delle opere potrà avere all’interno del progetto di mostra-percorso multisensoriale studiato, in veste di direttore artistico, da Balich. «La Vucciria - continua la Vodret - avrà una collocazione di assoluto spicco, originalissima e spettacolare. Con la sua esplosione di luci e colori violentissimi, il capolavoro di Guttuso offre un’intensa rappresentazione dello storico mercato palermitano. L’obiettivo del progetto è di affiancare all’emozione dell’esperienza visiva una cornice multimediale, capace di dare un senso tutto nuovo alla visita, enfatizzando tutto ciò che di bello ci arriva dall’arte».
Vicina all’idea di vivaio che è alla base del concept del Padiglione Italia, la Ebe del Canova. Incarnazione del tema dell’Expo le due sculture di Demetra. «Le cinque opere chiudono, in un cerchio perfetto, il progetto a cui abbiamo lavorato un anno intero», commenta la Vodret. E i Bronzi? «Conosco la Calabria, per essere stata soprintendente anche lì. Non credo che Reggio li lascerà partire. Dovessi sbagliarmi, ci organizzeremo per garantire alle due sculture uno spazio all’altezza».


Altheo "Milano Fashion Week": John Richmond ricami in pelle e abiti tattoo.




E' più pulita e meno provocante l'immagine della donna vestita da John Richmond, che racconta di aver cercato una linea più morbida e moderna, senza per questo rinunciare alla carica di sensualità che è la sua firma. Per farlo ha pescato anche lui negli anni Settanta, mandando in passerella una serie di abiti lunghi, vagamente hippy, con ricami in pelle, applicazioni di cristalli e spacchi vertiginosi.



Sul tubino nero i ricami sono in pelle bianca, la gonna lunga e stampata ha inserti in pizzo, l'abito tattoo ha sfumature tye and die, il vestito bustier ha il corpetto in pelle intrecciata, la blusa di pelle è tutta traforata a laser e si porta con gli shorts e le sneakers cariche di swarovsky.Il completo pantalone nero ha un decoro di catene di metallo, l'abito di pizzo è in un bel corallo, la camicia di seta con stampa a fiori e numeri si porta con il bomber di raso. La sera è in lungo: tulle nero con ricami, cristalli e frange o bianco con fiori di pelle. Guarda il video della sfilata di #JohnRichmond. 


Altheo: "Milano Fashion Week": Zeppe e fiori, sarà revival anni '70 Per la prossima primavera estate la tendenza è forte hippy chic, specchietti e gonnelloni.



Lasciate crescere i capelli e frugate nell'armadio: gli anni Settanta sono tornati o, meglio, torneranno la prossima estate, come indicano le collezioni per il 2015 presentate aMilano. Erano gli anni degli abiti a trapezio e dei pantaloni a zampa, delle gonne lunghe e delle frange, dei fiori e delle righe, delle zeppe e dei capelli con la riga in mezzo. Erano gli anni della contestazione e del flower power, degli hippies e del pacifismo. E non sono mai stati tanto attuali. In pochi, sulle passerelle di Milano, sono sfuggiti al richiamo dei Seventies. Forse interpretando una stanchezza generale che in strada fatica a trasformarsi in ribellione, ma che la moda sublima in contestazione à porter. Finita l'era delle donne seducenti e aggressive, spente le luci della ribalta, persa la fiducia nelle sorti magnifiche e progressive, la moda guarda al decennio della voglia di libertà. E ne ripesca look e atmosfere. Per chi c'era, l'effetto è un po' straniante, ma per chi non li ha vissuti i Settanta saranno una novità.



Era da tanto, infatti, che non si vedevano in passerella così tante gonne e abiti lunghi, anche lunghissimi, e una quantità tale di scarpe basse, sandali e ballerine rasoterra, ciabatte e zoccoli di legno. Non è mai stato tanto usato nemmeno il suede, che la prossima estate comparirà un po' ovunque sotto forma di abito, borsa, stivale. Insieme al camoscio torneranno anche le frange, a bordare l'orlo della gonna e quello del poncho, a decorare una scollatura e arricchire una borsa, ovviamente a tracolla. E poi fiori, tanti fiori, romantici o psichedelici, orientaleggianti o all'inglese, alternati o accoppiati a righe di ogni grandezza e colore. Proprio il colore sarà uno dei protagonisti dell'estate: abolito o quasi il nero, la palette è tipicamente Seventies e vede protagonisti il marrone, il burgundy, il giallo zafferano.



La parte più grafica e bon ton ha linee asciutte e pulite, quelle degli abiti ad A o a trapezio, a tinta unita o a blocchi di colore, degli chemisier al ginocchio con maniche lunghe e cinta in vita. E' l'altra faccia di una moda fluttuante e un po' fricchettona fatta di abiti di voile o chiffon lunghi fino ai piedi, con stampa all over o ricami preziosi, indossati con zeppe altissime o sandali rasoterra, di caftani decorati da specchietti e vestiti a crochet. Hippy chic anche i pantaloni: finita l'era dei leggings, torna il modello ampio sul fondo, persino a zampa, da abbinare a bluse 'flower power'. Quello del jeans non è un ritorno, perché non è mai uscito dagli armadi, ma raramente si vede in passerella così tanto denim: il nuovo jeans è vissuto o ricamato, couture o tecnologico, comunque onnipresente, anche in versione camicia, da mettere - ovviamente - con la gonna lunga. Non manca nemmeno il pizzo, meno sangallo e più macramé, effetto "fatto a mano". Una voglia di libertà accentuata dai capelli lunghi e anche un po' spettinati, sempre con la riga in mezzo, e dal trucco naturale, che vede la bocca nuda e gli occhi in primo piano, sottolineati da una riga di eye liner. Oggi come allora. 



lunedì 22 settembre 2014

Altheo "Fotografia": Post Atomic (non) Life #1;2 di Angelo Cattolico.




 
 
Nella prestigiosa galleria degli specchi dell' Alexander Museum Palace Hotel, ospiti del conte Nani Marcucci Pinoli, fino al 26 settembre 2014, si terrà la mostra fotografica di Angelo Cattolico “Post Atomic (non) Life #1;2”
Nel corso del tempo matura la sua consapevolezza ed attitudine, rivolta a quella che sarà poi il suo lavoro e canale di comunicazione: la fotografia. Le tematiche affrontate toccano aspetti intimi della persona; le problematiche ambientali e sociali sono interpretate per  rendere il dramma di un “apocalittica” realtà attraverso l’utilizzo dei tempi lunghi di esposizione.
Il progetto fotografico nasce dall 'idea di denunciare una realtà spinosa ed invalidante per una terra  viva e  ricca di possibilità .
In quest’area furono costruite come emblema dell'abusivismo più sfrenato centinaia di ville, dimore della cui “regalità” architettonica oggi rimane a testimoniarne un passato vivo, macerie e sbarre di ferro che con l'andare del tempo hanno sostituito senza misura la vegetazione naturale,






Tra anni  '70 e '80 è stata violata selvaggiamente la natura, alterandone il sistema e le regole vitali, uno scempio, troncato dalla stessa forza violata.  Oggi molti edifici sono stati distrutti dall'erosione, fenomeno che ha asportato gradualmente più di cinquecento metri di spiaggia dove sorgevano indisturbate le figlie grigie di un uomo privo di coscienza.
Le macerie arricchite da “fiori di ruggine e rigogliosi cumuli di immondizia” sono oggi la sola vita che riempie centinaia di metri di spiaggia dolorante .
Tra le pieghe di questo manto di surreale di terra troppi uomini,donne, bambini cercano quel centimetro di spazio dove fingere di trascorrere qualche ora al sole, dove indossando  forzatamente la maschera dell'indifferenza si adeguano al contesto.
Molte sono le associazioni che si sono adoperate per il recupero di questa zona, perché si potesse di nuovo parlare di possibilità e non più di apocalisse architettonica,ma ...siamo nella terra di nessuno e di tutti, dove ognuno urla per se ma chi può rimane a godersi lo spettacolo ripugnante del degrado.
L’utilizzo di tempi lunghissimi di esposizione, quasi eterni, intendono scandire i ritmi della natura che ad ogni momento concede e ad ogni momento riprende a se. In questi scorci di surreale verità, vi è costantemente rappresentato lo scontro tra l’uomo; fisso a se stesso e ai suoi bisogni, incoerente, incostante, codardo in un tacito silenzio dinanzi ai suoi scempi, e il mare; natura viva preda di un continuo moto rivoluzionario, disposto ad arrestare quest’essere egoista. Il campo di battaglia non rimane isolato al suo stato ma è soggetto allo scontro, ne subisce i colpi e ne porta le ferite come chi intende viverlo e salvarlo.
In ogni lavoro fotografico,tassello dell’intero progetto, è presente un uomo , rappresentato nella sua essenza maligna e distruttiva, percepibile attraverso un dato di spiccata sensibilità, individuabile tra le righe del dramma stesso.




Il bianco e il nero giocano un ruolo fondamentale, sono la scelta cromatica- non cromatica per dar voce e per tradurre il rinnovamento visto nel passaggio che va dalla distruzione alla realizzazione, prima ancora nel suo contrario.
Tutto il percorso è una porta aperta, un racconto, un’ antologia di verità e di menzogna, di egoismo e speranza dove l’eterna guerra tra ciò che è stato e ciò che sarà risulta più viva che mai, resa in una visione di surreale verità, ma esposta in termini di raffinata materia metafisica.
Grazia Nuzzi



 
Biografia
Angelo Cattolico nasce a Formia (LT) il 10/09/1977, successivamente alla maturità, si iscrive al Corso Universitario di Laurea in Informatica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’ “Università degli Studi” di Ferrara.
Le tematiche affrontate nel corso del tempo toccano aspetti intimi della persona e di quegli ambienti reali/irreali che vivono nell’ambito dello spettacolo, le problematiche ambientali e sociali anch’esse interpretate per  rendere il dramma di un “apocalittica” realtà.
Il suo studio e la sua formazione derivano dalla conoscenza dell’ambiente esterno globale , dall’Europa all’India, indaga scrupolosamente vissuti, sensazioni, anime, corpi per renderli poi manuale di studio per la sua foto del reale- introspettivo.
Angelo Cattolico, non scatta per immortalare, l’idea è rendere se stesso canale di comunicazione attraverso l’obiettivo fotografico che ne diviene prolungamento vitale.
Nei suoi lavori le atmosfere non sono mai rese nella loro umana concretezza, ma vengono rielaborate non per  snaturarle ma per sottolinearne l’originale identità, sono giochi, rielaborazioni fini esclusivamente alla resa dell’intimo del soggetto,mai alla sola resa visiva.
 
Premi, partecipazioni e pubblicazioni
2008 primo classificato al concorso nazionale “foto per il Litorale Domitio”, Formia
2009 collabora con la Provincia di Caserta per l’allestimento della mostra “Castelli di sabbia” (personale) e “La terra del bianco” (collettiva).
2009 entra nel circuito FIAF, raggiungendo più volte la fase finale di vari concorsi internazionali.
2011  Si specializza come fotografo di scena e lavora ad importanti manifestazioni nazionali come “Umbria Jazz”, “Neapolis”, “Campania Blues Festival”
2011  “Con il Sud” che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Repubblica Italiana, espone presso le Catacombe di S.Gennaro ( Napoli).
2011  vincitore “Marte live” Campania
2012 menzione d’onore “Ex Area”, con i progetti “Post Atomic vol.1”
2013 menzione d’onore “Ex Area”, con i progetti “Post Atomic vol. 2”
2008-2013 esposizioni, personali e collettive: Mondragone, Torino, Roma, Napoli,Londra, Praga, Vienna.
2014 fotografo ufficiale del “Campania Blues Festival” 2014
Ad oggi collabora con il trimestrale d’arte CONTEMPORART, come fotografo.




Altheo "Milano Fashion Week": Sfilano le torere sensuali di Dolce & Gabbana.




Chiusura scoppiettante e coloratissima per Milano Moda Donna coi big come Dolce & Gabbana e Salvatore Ferragamo e il nuovo vento della moda rappresentato dalle collezioni di due marchi giovani che piacciono tanto ai buyers che hanno bisogno di pizzicottare prodotti carini e dal prezzo accessibile e anche un po' fashion. Domani si chiude con i giovanissimi talenti e alcune proposte nel segno dei marchi emergenti come quello di Giulia Marani.



C'è Maurizio Cattelan seduto al defilè di MSGM, marchio in gran decollo ideato disegnato dal romagnolo Massimo Giorgetti che ha debuttato pochi anni fa a Firenze a Pitti Uomo e ora qui a Milano raccoglie molto apprezzamento per unire stile ironico e buon prodotto, sostenuto da un gruppo come Paoloni. In pedana abiti a stampe e ricami di uccellini, teneri ed evocativi. Altro fenomeno commerciale del momento la collezione di due giovani designer come Diego Marquez e Mirko Fontana che firmano un'altra etichetta che piace:Au Jour Le Jour, anche loro lanciati da Pitti Italics e ora sotto la lente d'ingrandimento del mercato internazionale qui a Milano.


Oggi però è stato il gran giorno di Dolce & Gabbana con le loro torere, anche fortemente erotiche come raccontano Domenico e Stefano dopo gli applausi. "E' la Sicilia spagnola, come già per la collezione maschile di giugno, che ci ha intrigato coi suoi ricami e i colori barocchi, i disegni di rose e garofani rossi (appuntati anche sui capelli delle modelle, ndr), i giochi di passamanerie nere, le camicie bianche super sartoria". Ed ecco il gran finale con 65 modelle (delle 80 usate per il defilè che ha per set un cubo di velluti e sete scarlatto) inmutandine toreador di raso rosso, camicia bianca, ballerine nere, come una fiammata di sensualità e di bellezza. "E' una collezione piena di amore e di gioia - raccontano Stefano Gabbana e Domenico Dolce - esplosiva come un vulcano. Basta con questa cappa bon ton che assedia la moda; la nostra passerella vuole che le donne si riprendano la loro bellezza e la loro libertà, anche quella di essere delle belle gnocche magari poco colte! E poi la moda deve essere un antidoto ai tempi buissimi che viviamo. Insomma la donna Dolce & Gabbana sta nell'arena della vita, si mette la sottoveste e il bustino a vista sulla gonna come abbiamo già fatto negli anni Novanta, sfoggia l'eleganza terrona del tailleur nero tipo 'Venga a prendere un caffè da noi' - continuano Stefano e Domenico - ma brilla con la blusa tempestata di Sacro Cuore, nascosto anche dentro il tacco tabernacolo delle scarpe".


E se si è visto Sangue & Arena qui a Milano Moda Donna c'è il racconto di ogni tipo di moda: come quella internazionale, ad alto tasso di artigianalità di Salvatore Ferragamo con il tocco stilistico del direttore creativo Massimiliano Giornetti. Che lavora sui pezzi unici, come le scarpe con la mitica zeppa anni Trenta disegnata dal Calzolaio delle Dive o come le frange che percorrono tutta la collezione. Chiude il defilè una radiosa Maria Carla Boscono in abito di maglia verde profilato intorno alla scollatura di pitone naturale.


Altheo "Fotografia": Fotografia Hopperiana: Campigotto, Crewdson e Tuschman a Photology.


I realismi silenziosi e malinconici della solitudine della società, ispirano la lezione Hopperiana in mostra alla Photology Milano con i contributi fotografici di Campigotto, Crewdson e Tuschman, insieme a Daniele Galliano.



Nella Milano accessoriata dalla Settimana della Moda, che guarda all'Espò 2015 come una manna per chiunque, senza ignorare il contributo della fotografia e di un PHOTOSHOW 2015 votato ad innovazione, creatività e condivisione, le riflessioni sulla dimensione metropolitana fanno tesoro del complesso equilibrio pittorico di prospettive e percezioni raggiunto dal realismo di Edward Hopper (nel video con Hopper alla tela, Tom Waits alla voce graffiata e graffiante come il sound)
Compiono un viaggio nella solitudine alienata della modernità, arrivando nella gallery Photologydella città lombarda, con la lezione Hopperiana ispirata ai contributi fotografici di Luca Campigotto, Gregory Crewdson e Richard Tuschman, affiancati da quello pittorico di Daniele Galliano.


Una singolare incursione negli abissi di desolazione e isolamento della società fortemente individualistica, scovata dalle pennellate del pittore realista americano dietro le vetrine di un bar, quanto negli spazi di passaggio dei distributori di benzina, che a Milano torna tra i vicoli urbani con i racconti notturni dei Citiescapes di Luca Campigotto.
Si confronta con la sinistra normalità in agguato tra ombra e luce, attraverso gli elaborati set cinematografici delle inquietudini del quotidiano 'dirette' da Gregory Crewdson, e quel mondo alla ricerca dell'istante perfetto trasformato in documentario (Gregory Crewdson: Brief Encounters, USA / 2012, 78') da Ben Shapiro, che potete sbirciare nel trailer a seguire.
Guarda il paesaggio di esistenze urbane, attraverso donne vestite di meditazioni solitarie, inondate di luce delle finestre aperte dei diorami costruiti da Richard Tuschman operando una sorprendente sintesi di fotografia (Photoshop) disegno grafico, pittura e assemblaggio.


Tre punti di vista decisamente singolari, con molte cose in comune, quante sembrano averne con il contributo pittorico di Daniele Galliano
“Ho conosciuto l’America anche attraverso i dipinti di Hopper. Tramite la sua opera Hopper ha saputo trasmettere la condizione della solitudine come separazione, come desolazione e isolamento in una società fortemente individualistica.
Ma la solitudine che il suo lavoro magistralmente raffigura, è diventata al tempo stesso un paradigma estetico e simbolico della condizione primaria del viaggio delle anime sulla Terra.
Il mio quadro nasce in un Primo Maggio del 2012 da una passeggiata nel quartiere torinese di Barriera. Lì trovo un crogiolo di popoli, immagini di vita proletaria, un terreno culturale e sociale fervido. Il quartiere è animato, quasi tutti sono rimasti a casa. Alzo gli occhi e vedo la periferia di Torino, ma potrebbe essere quella di una qualsiasi metropoli industriale americana, o di chissà dove.
Le immagini di Hopper diventano così archetipo di questa estetica, al punto che diventa difficile determinare il confine tra lo sguardo dell’artista e l’interpretazione dei personaggi, attori del quotidiano” - Daniele Galliano
Hopperiana - Campigotto, Crewdson, Tuschman
Photology
Via moscava, 25, 20124 Milano
da mercoledì 1 ottobre,
dalle ore 19 alle 21
al 28 novembre 2014
da lunedì a venerdì, dalle ore 11 alle 19

Altheo "Incontri Musicali": Musica e concerti alla Sapienza.



Dal 14 ottobre la 70esima stagione della Iuc: trentasei appuntamenti con nomi di prestigio.



Settant'anni, ma non li dimostra. L'Istituzione Universitaria dei Concerti, più semplicemente conosciuta come Iuc, si prepara a tagliare il traguardo del settimo decennio della sua storia con una stagione ricca di ospiti internazionali. Beniamini della classica e non solo, dal pianista Alexander Lonquich al mandolinista Avi Avital, dalle ricercatezze dell'Hilliard Ensemble alle istrioniche perfomance di Peppe Barra. Trentasei gli appuntamenti, dal 14 ottobre al 26 maggio all'Aula Magna dell'Università Sapienza, con forti riduzioni per i giovani e gli ambienti universitari in generale.

L'inaugurazione riporta "in cattedra" Alexander Lonquich nella duplice veste di direttore e solista dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia per una serata all'insegna del classicismo con concerti di Haydn e Mozart. Molti i ritorni eccellenti. Viktoria Mullova proporrà i Concerti per violino di Bach con l'Accademia Bizantina diretta Ottavio Dantone, Andrea Lucchesini spazierà dalle "Scene infantili" di Schumann alle "Children's songs" di Chick Corea, Fazil Say alternerà Sonate per pianoforte di Mozart a pezzi di sua composizione, il violoncellista Lynn Harrel sarà in trio con Julian Rachlin al violino e Zhang Zuo al pianoforte, Rinaldo Alessandrini dirigerà il suo Concerto Italiano in madrigali e sinfonie di Claudio Monteverdi. Ben rappresentata anche la vocalità con The Tallis Scholars e The Hilliard Ensemble alla sua tournée d'addio.





Fuori dagli schemi per definizione sono i "folli" Igudesman & Joo e la loro fusione tra comicità e virtuosismo, l'alternanza tra Bach, Arvo Pärt e musica klezmer confezionata da Avi Avital con David Greilsammer al pianoforte, Gilad Harel al clarinetto e la Geneva Camerata Soloists, e il quartetto capitanato da Giovanni Sollima formato da due violoncelli e due pianoforti. Serate speciali sono anche "Il jazz visto dalla luna" con Luigi Cinque, il Balanescu Quartet e Maria Pia De Vito, il progetto Stravinkij/Messiaen con Peppe Servillo, Antonio Ballista e il Berlin Ensemble, l'atteso ritorno dopo 15 anni delle Percussions de Strasbourg, e il film "La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin con

 musica originale dal vivo eseguita dall'Orchestra Italiana del Cinema diretta da Timothy Brock. Chiude il 26 maggio "Vurria addeventare", il nuovo spettacolo di Peppe Barra.
La Sapienza Piazzale Aldo Moro 5, dal 14 ottobre al 26 maggio, tel. 063610051.