lunedì 10 ottobre 2016

Altheo "Libri": Maria Rosa Di Fazio. Mangiar bene per sconfiggere il male.






“L’esplosione dei tumori ha avuto un’impennata negli ultimi trent’anni, e continua purtroppo ad averla, da quando la nostra alimentazione, da ‘povera’ che era, è diventata via via più ricca. Ma ricca di che cosa? Bisognerebbe cominciare a chiederselo”, dice la dottoressa Maria Rosa Di Fazio, oncologa milanese che da un anno è la responsabile del Servizio di Oncologia del Centro SH Health Service della Repubblica di San Marino, dove è stata scelta da un luminare come il professore francese Philippe Lagarde per portare avanti il suo particolarissimo metodo di cura soft dei tumori. “Proprio per questo - aggiunge - per dare una risposta a questa e a tante altre domande, per arginare a scopo preventivo una marea di madornali errori che commettiamo ogni giorno a tavola, ma anche per sostenere in modo sinergico le terapie farmacologiche di chi purtroppo è già ammalato, ho voluto raccogliere in un libro la mia esperienza ultraventennale di medico che alle chemioterapie affianca sempre, come irrinunciabile arma integrata nella lotta contro il cancro, anche regimi alimentari corretti e tagliati su misura di ogni singolo paziente”.




Questa esperienza quotidiana su un fronte così difficile è diventata appunto da poche settimane un libro intitolato “Mangiare bene per sconfiggere il male” (Mind Edizioni, 160 pagine, 14 euro), disponibile in tutte le principali librerie italiane oltre che sulle maggiori piattaforme online, da Amazon a Hoepli, da quella della Feltrinelli a quella della Mondadori. “Ippocrate, il padre della scienza medica, raccomandava di fare del cibo la nostra prima medicina. E i nostri vecchi dicevano saggiamente, pur se inconsapevolmente, che siamo quello che mangiamo. Bene, direi che noi oggi dobbiamo senz’altro fare tesoro di quelle parole, ma andando oltre a quel siamo - prosegue l’oncologa -. Perché oggi, in quest’epoca di cibi sempre più industriali, manipolati, prodotti con materie prime modificate geneticamente e impostici dalla pubblicità e dal marketing, noi dobbiamo ricordarci che stiamo in base a che cosa mangiamo o non mangiamo. Non solo: perché la nostra salute e quella dei nostri figli dipendono dal quando consumiamo un determinato alimento, dal come lo cuciniamo, senza sottovalutare mai insieme a che cosa lo abbiniamo e lo portiamo in tavola”. 

Non si tratta di un libro noioso o difficile, da addetti ai lavori. Tutt’altro: è una miniera di informazioni fondamentali, ma esposte in modo quasi narrativo, con diversi esempi concreti. È insomma un manuale pratico allo stare bene e alla prevenzione più naturale, più facile e perfino più economica delle peggiori malattie. Pagina dopo pagina la dottoressa Di Fazio, che per lavoro si divide ormai tra il centro SH di San Marino e Milano, ci invita per prima cosa a essere protagonisti di un’autentica rivoluzione, quella che inizia dal carrello della spesa, insegnandoci innanzitutto quali prodotti non debbano proprio mai più entrare nelle nostre case. Dando però a ogni suo “NO” sia la spiegazione medico scientifica, sia degli alternativi “SÌ”. 

Scopriamo così i benefici di alimenti “poveri”, eppure ricchi di contributi preziosi, che avevamo dimenticato o che ci erano stati fatti dimenticare proprio in quanto “poveri”; comprendiamo quali siano gli effetti nocivi di altri, anch’essi magari naturali e considerati da tutti noi come irrinunciabili, ma ormai contaminati da processi produttivi o, nella migliore delle ipotesi, impoveriti di quelli che erano i loro antichi pregi; e impariamo infine a dimenticare il ruolo di “icone alimentari” erroneamente e pericolosamente attribuito a prodotti che invece un simile ruolo non lo meritano affatto. Anzi.  


“So che quanto ho scritto potrà dare fastidio a più di qualcuno, ma io sono un medico e sarei un pessimo medico se mi fossi posta come freno psicologico la salute economica di un settore o di una azienda. Io ho giurato di tutelare unicamente quella dei miei simili e dico che dobbiamo decidere se vogliamo continuare a essere azionisti occulti, inconsapevoli e senza nemmeno diritto di voto di qualche corporation, o piuttosto ridiventare i ben informati unici proprietari della nostra, di salute, ovvero del più importante patrimonio di cui disponiamo - gratuitamente, per dono divino - fin dalla nascita”.