domenica 17 aprile 2016

Altheo "Design": Fuorisalone 2016, i distretti: qui Brera, il design brinda a bollicine.



 Lo scorso anno oltre200mila persone si erano messe in coda per partecipare ad almeno uno dei 138 eventi in programma, e sui social network avevano pubblicato 3.232 cinguettii su Twitter e oltre 4.200 immagini su Instragram. Numeri che gli organizzatori del Brera Design District, il quartiere della creatività vecchia Milano, scommettono di bissare anche in questa settima edizione. Forte del fascino dei vicoli la sera, della combinazione di negozi di lusso e di atelier creativi, di boutique ricercate e di insegne di sperimentazione, la vicinanza al centro e quel brulichio di turisti che è congenito a uno dei quartieri più caratteristici della città, Brera si è imposto fin dall’inizio come il polo alternativo a Tortona, quello più signorile, più snob, dove c’è meno birra nei bicchieri di plastica e più flute di spumante (quest’anno, complice qualche segnale di ripresa, anche di miglior qualità).



Quest'anno il filo rosso che accompagna le mostre di showroom e atelier è «Progettare è ascoltare», una riflessione sull’ispirazione che la città porta a chi inventa, costruisce, crea. I marchi in prima fila sono tanti: Beacon Helsinki , Bulthaup, CasaVitra, Marimekko e Panasonic, tra gli altri. Ma sono soprattutto le grandi firme a fare la differenza di questo quartiere, dove si trovano installazioni di Aldo Cibic per Slow Wood, Daniel Libeskind per Loloey, Matteo Thun e Antonio Rodriguez per Fantini, Migliore+Servetto Architects per space&interiors; Nendo, Jasper Morrison, Fabio Novembre e Mac Stopa per Cappellini, Patricia Urquiola e Federico Pepe per Spazio Pontaccio e Philippe Nigro per Novamobili. Un viaggio, quindi, nel design più spinto, anche attraverso il premio «Lezioni di design», che per quest’anno è andato a Giorgia Lupi, information designer italiana che da anni opera a New York. Fondatrice di Accurat, la professionista rappresenta la nuova generazione di designer che superano il concetto classico di design del prodotto concentrandosi su temi «immateriali». A Brera Design District la Lupi presenta la mostra «Dear Data», un lavoro analogico di «disegno dei dati», sotto forma di cartoline che per un intero anno, una alla settimana, Giorgia spediva all’amica Stefanie Posavec (anch’essa information designer) e viceversa.


Firma «The Sound of City» l’artista sonora Chiara Luzzana, che si è occupata di creare la colonna sonora di ogni città a partire dai suoni caratteristici di ciascuna di esse. Il progetto ha inizio nel 2015 con la composizione della colonna sonora di Shanghai, città nella quale l’artista ha vissuto in seguito alla vittoria di una residenza artistica al Swatch Art Peace Hotel, e per la città di Milano, l’artista ha scelto il quartiere di Brera come anima sonora che possa descrivere al meglio passato e presente della città. In via Palermo Piùarch presenta un orto cinetico, dedicato all’arte, mentre nell’Orto botanico la rivista «Interni» ha inserito alcune delle sue maxi-installazioni.