martedì 6 ottobre 2015

Altheo "Profili": Lorena Ulpiani.





Lorena Ulpiani nasce a Montefiore dell’Aso (Ap) il 9 agosto 1959; cresciuta a Cupramarittima (Ap), negli anni ’80 si trasferisce a Padova, dove risiede tuttora. Figlia di una pittrice, studia lettere con indirizzo artistico, laureandosi all’Università di Verona. Giornalista professionista, lavora come cronista per oltre 20 anni, occupandosi di politica, economia e cronaca, in testate locali e nazionali ma non abbandona mai l’arte. Viaggia molto. Appassionata di locomotive a vapore, pubblica testi storici e percorre linee fuori dai circuiti turistici, entrando così in contatto anche con la creatività più isolata, più autentica, di quei luoghi: dai Paesi dell’Est, alla Grecia dell’entroterra, al Portogallo.




Il suo interesse per i diritti umani, negli anni ’90, la portano a lavorare per un periodo, come giornalista, per i Cree, autoctoni del Nord del Quebec: poche penne, perline o turismo etnico e molta finanza, ambiente e nuove tecnologie.
Affascinata da sempre dal linguaggio geometrico, nei loro villaggi e sulle loro terre ne studia gli aspetti legati al colore. Così come li studia in tanta arte sacra, dall’Europa alla Cina, al Tibet, cercando quella luce che è pace, meditazione, immersione in una dimensione diversa. Energia liberata nei giochi geometrici che nelle sue opere, viene percepita anche da chi, normalmente, è lontano dal mondo dell’arte non figurativa. Conquistata dalla fisica quantistica, ha avviato uno studio sull’interazione delle energie a partire dal colore.




La svolta, da una pittura intesa come dialogo con se stessa, all’ingresso nel mercato, arriva nel 2011 con la prima personale, a Cortina d’Ampezzo (Bl): “Shanti”, 35 opere, olio su tela, esposte per un mese nello storico Miramonti Majestic Grand Hotel, nella sala del Caminetto, quella stessa che nel 1962 ospitò le riprese del celebre film "The Pink Panther" (La Pantera Rosa) con Peter Sellers nei panni del mitico ispettore.
Nel 2012, l’ingresso nella piattaforma del Metaformismo, di Giulia Sillato e sul Catalogo d’Arte Moderna – Mondadori con le prime quotazioni: è il momento di importanti amicizie con Maestri di fama internazionale che la aiutano a tenere, da subito, le distanze dall’inconsistenza di curatori affitta-pareti e di critici in “offerta”.


In tre anni espone, con personali o in collettiva, da Londra a New York, da Vienna a Parigi, da Montecarlo a Roma, a Barcellona. Le sue opere entrano in collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero.
E nel 2014, la decisione più impegnativa: la sospensione dell’attività giornalistica, per dedicarsi l’arte.
Il 2015 è l’anno della produzione e delle personali, a partire da quelle nella sua regione d’origine, le Marche. E’ l’anno delle geometrie che si sbizzarriscono anche con la tela, facendole assumere le forme più diverse: nascono così le opere triangolari, i rettangoli “a colonna” o quelle a trapezio. L’anno di geometrie che, con lo studio dell’affresco (Scuola internazionale di Vico Calabro') e del mosaico, si allargano alla parete e agli elementi architettonici.