domenica 4 ottobre 2015

Altheo Profili: Alberto Zambelli.






Alberto Zambelli nasce a Mestre (VE) l’8 aprile 1980. All’inizio del 2009 per una serie di “coincidenze cercate” incontra nel suo cammino il Maestro Veneziano Giorgio Zambelli. Il Maestro, anche se non esercita più da tempo, riesce a infondere in Alberto le basi per impossessarsi delle tecniche che gli appartenevano.
 Il 26 giugno 2011 viene inaugurata presso la galleria Melori&Rosenberg di Venezia, situata nella fascinosa e storica cornice del Campo del Ghetto Nuovo, la mostra personale di Zambelli intitolata “Il silenzio del senso” introdotta sul piano critico dall'’architetto Marianna Accerboni, curatrice dell’allestimento. 




Nel 2012 alcune opere vengono esposte nel centro storico di Udine presso l'Osteria "La Ciacarade" e a seguire presso il "Centro studi Aglaia" di Treviso. Il 15 Ottobre 2013 presso il teatro del Centro Culturale Candiani di Mestre va in scena la serata Music Painting. Sulle note dell'opera musicale "Quadri di un'esposizione" di M. Mussorgsky interpretate da Riccardo Levorato al pianoforte, le opere di Zambelli esposte in scena e proiettate si intrecciano alla musica interpretando un messaggio visivo e sonoro. 




Il 19 Ottobre 2013, con il patrocinio del comune di Venezia, viene inaugurata presso il monumento medievale "La Torre di Mestre" la mostra di Zambelli "Spettro della coscienza". Partendo da alcune opere del precedente lavoro, l’esposizione personale intitolata “Il Silenzio del Senso” (2011), dedicata al disagio dei giovani alla continua ricerca di una identità, Zambelli ci porta in un affascinate viaggio fra gli stati della coscienza, così come visti dall’artista. 
A Maggio del 2015 su richiesta del comune di Venezia  viene riproposta la mostra sempre presso “la Torre di Mestre”.




Scrive Zambelli: 
“Mi piace pensare alla coscienza come ad uno spettro continuo di livelli energetici di frequenza e intensità diverse. Così come per radiazione elettromagnetica riusciamo a percepire e interpretare solo la luce visibile, così la nostra mente elabora una parte più o meno ampia ma comunque ristretta di uno spettro infinito. A partire da quello che di per sé è un insieme continuo privo di distinzioni ed uniforme, il pensiero, i nostri sensi creano per noi, seguendo un movimento e ignorando quell’altro, un mondo pieno di contrasti, di accenti acuti, di improvvisi cambiamenti, di luci e ombre pittoresche. 




Noi avvertiamo soltanto quelle sensazioni che sono per noi segnali di cose . E’ solo a causa di un’attenzione abitualmente ristretta che il pensiero crea l’illusione convincente di un mondo come insieme di cose separate e indipendenti. Cosicché la ricerca di un’identità, diviene un processo di divisione e di separazione della coscienza. 
Nella pittura i colori si fondono assieme per creare una nuova forma, in questi momenti riesco a toccare una dimensione senza tempo dove la realtà esiste: “Il presente”. 

I pensieri divengono silenziosi, non c’è separazione alcuna, nessuna identità, tutto fluisce a creare qualcosa alla quale non potevo pensare.