domenica 4 ottobre 2015

Altheo Eventi: Una città a misura di mostra Ecco la Biennale di Fotografia Industriale.


L’iniziativa organizzata da Isabella Seràgnoli al Mast e in 14 mostre location simboliche della città.




Con l’inaugurazione della seconda edizione della Biennale di Fotografia Industriale, Isabella Seràgnoli offre alla città uno sguardo dagli ampi orizzonti, una visione assolutamente internazionale alla sua città. Spettacolare in mattinata, con i saluti delle autorità locali e gli interventi dei curatori e poi dell’imprenditrice bolognese, l’avvio in una Sala del Podestà stipata e attenta. Nelle prime cinque file c’era tutta la Bologna che conta, quindi gli artisti e gli ospiti, molti dei quali arrivati dall’estero. Tutti attentissimi per capire cosa da lì a poco avrebbero ammirato e per assistere a un passaggio importante della città: una lenta ma tangibile osmosi fra privato e pubblico, il sano rapporto fra possibilità economiche e capacità di fare cultura, e più in generale il coinvolgimento di una comunità.







Bologna che si apre, che si concede, che collabora, che dialoga, grazie a un’idea (e un investimento) forte di un’imprenditrice. D’altronde la proposta della Seràgnoli – 14 mostre in altrettanto location simboliche della città, tutte appartenenti a soggetti diversi – non poteva essere rifiutata e così si è creata questa incredibile rete di collaborazioni e disponibilità. Una trama espositiva che si riassume nell’applauso finale rivolto alla regista di questa operazione, che ha dato vita a un nuovo centro culturale e di produzione, il Mast, e messo in piedi una squadra di studiosi, ricercatori, curatori, artisti da cui Bologna non può che trarre benefici. Biennale speciale quella di F/I 2015, i visitatori se ne accorgeranno. 
Una manifestazione salutata con soddisfazione dal sindaco Merola, felicissimo per l’obbiettivo che la Seràgnoli (cosa che pochi possono permettersi di annunciare) si è prefissata ovvero far diventare Bologna l’hub mondiale della fotografia industriale. Pensieri e parole di grande positività da parte anche di Froncois Hèbel, curatore di F/I, e di Urs Sthael, curatore delle mostre Mast e del concorso GD4Photoart 2015 che si conclude in serata in via della Speranza: ottimismo non solo per il successo che potranno riscuotere le 14 esposizioni, ma anche per la risposta e la bellezza di una città che ha tutte le carte per affermarsi a livello internazionale. Dunque, saluti mattutini, a seguire pranzo regale sempre nel salone del Podestà, quindi tour nelle 14 location che ospitano le mostre insieme a quasi tutti gli artisti: Hong Hao al Mambo, Winston Link a Casa Saraceni Luca Campigotto e Neal Slavin a Spazio Carbonesi, Gonnard in Santa Maria della Vita, Berengo Gardin a Palazzo Paltroni, Kathy Ryan al Museo della Musica, Sangik Noh a Villa delle Rose, Hein Gorny al Museo della Città, Léon Gimpel a Palazzo Poggi e gli assenti La Chapelle e Burtynsky alla Pinacoteca e a Palazzo Pepoli Campogrande. 





Mostre che stupiranno i visitatori, che allargano il concetto di fotografia industriale e di lavoro semplicemente perché (ma questo è anche merito delle scelte dei curatori) il mondo sta cambiando e quindi anche gli sguardi, le immagini, le foto. E dopo il tour, che fra l’altro ha svelato luoghi incantevoli e poco conosciuti (o frequentati) anche dai bolognesi, la giornata inaugurale della Biennale si conclude al Mast, con la visione dell’ultima mostra e il cocktail finale. In regalo alla città, un mese di mostre tutte gratuite. Se ne faccia buon uso.