martedì 3 marzo 2015

Altheo "Profili": Cristiana Zamboni.




Nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo e scopre di avere nette affinità con l'arte classica e neoclassica. Diplomata frequenta per un anno il corso di laurea lettere antiche con specializzazione in archeologia.
Frequenta contemporaneamente l'istituto d'arti grafiche e figurative San Calimero a Milano. Collabora con alcuni studi per la progettazione e realizzazione di quadri d’ arredamento che le danno una notevole impronta portandola a prediligere grandi dimensioni intersecandoli ed armonizzandoli con l’ambiente circostante.








Ama molto usare la tridimensionalità nelle sue opere tanto da inserire elementi in gesso o creta su tela. Predilige la tecnica mista,sulla tela usa qualsiasi tecnica e materiale che siano atti a dare la sensazione e l’effetto che per quell’opera cerca. Crea opere interattive,lo spettatore oltre ad emozionarsi con la vista, deve poter entrare a far parte del quadro,in ogni opera ci sono elementi tattili....sia morbidi che duri a cui lo spettatore può accedere col tatto.
 Si specializza nella creazione di quadri d’arredo cercando di studiare lo spazio in cui si inseriranno  creando un’armonia tridimensionale tra le geometrie ambientali e le forme morbide e sinuose dei suoi quadri. Ogni ambiente ha il quadro giusto con la grandezza giusta ed il colore giusto e per trovarlo deve essere creata una sinergia di forme,colori e grandezze giuste.
Comincia da pochissimo ad interfacciarsi anche col desing sperimentando l’uso di materiali nuovi come polistirolo compresso,polistirolo semplice,alluminio,compensato,balsa,gesso,in cui inserire le proprie opere in una funzione armonica dello spazio e del colore. Il quadro non è solo composto dall’immagine che cerca di vivere attraverso la sua tela, ma si estende nello spazio attraverso materiali che nascono dal retro della tela e dalla tela stessa riflettendo la luce e diventando ,attraverso i colori cangianti e perlati, luce stessa.






Per lei le sue opere sono la rappresentazione materiale delle emozioni che ogni individuo vive a diverse intensità ma le vive sicuramente. Ogni essere umano è costituito da emozioni così com’è costituito d’acqua e attraverso immagini che lo possono colpire senza bisogno di violentare la tela e la mente dello spettatore, possono farlo ritornare alle origini di una sensibilità ormai quasi perduta. Secondo l’artista ci ritroviamo in una società in cui l’individualismo e la mancata volontà/capacità d’interfacciarsi con l’ascolto compreso sono caratteristiche rarissime tanto da diventare pregi. Conosciamo,parliamo,guardiamole persone,a volte anche con attenzione negli occhi ,ma non le conosciamo davvero. 
La vita ormai è intreccio di vite che s’incontrano, si toccano,si parlano ma in realtà restiamo chiusi nel nostro giardino avendo magari solo il coraggio,e non sempre,d’allungare una flebile mano fuori dal nostro cancello per provare a sentire un vento diverso dalla nostra quotidianità.