giovedì 5 marzo 2015

Altheo "Moda": Massimo Rebecchi si racconta: "Io, Viareggio e la moda" Lo stilista di Torre del Lago parla di sé, della città e del suo marchio all'indomani della sfilata alla Settimana della moda a Milano.







Il rosa pastello, il bianco, il richiamo alla pittura e alla tavolozza dei colori, i materiali tecnologici. Sono questi i quattro punti fermi della collezione autunno-inverno 2015-2016 che Massimo Rebecchi, torrelaghese doc, stilista accreditato nel mondo della moda italiana, ha presentato domenica mattina alle 9.30 al palazzo del Senato a Milano nel corso della Settimana della Moda italiana.
Rebecchi anticipa le novità dei capi che vedremo nelle vetrine dei suoi negozi a fine estate: abiti e accessori che suscitano gli appetiti di tanti compratori sia italiani che stranieri, ma soprattutto quelli russi che in genere siamo abituati a pensare relegati a Forte dei Marmi ma che invece numerosi nella stagione estiva si riversano negli stores Rebecchi di Viareggio, molti di più di quelli che si potrebbe immaginare. A loro e ai fedeli di un marchio che da anni è protagonista sulle passerelle della moda Rebecchi propone per l’inverno prossimo un guardaroba che si divide tra la dolcezza dei colori pastello (i rosa, gli azzurri, i camel) e la grintosa seduzione dei neri, senza dimenticare il bianco totale.
Quali novità per il prossimo autunno nella sfilata milanese di domenica scorsa?
«Numerose, come sempre. Quest’anno abbiamo suddiviso la sfilata in quattro parti ben identificate tra loro: una sezione è stata incentrata sul tema del colore e quello predominante sarà il rosa pastello in tutte le sue versioni: all over, check, in pattern ovvero accostato ai bruciati e ai celesti proposti in versione accesa. Un’altra sezione è stata quella caratterizzata dalle fantasie geometriche, quadri a contrasto su tessuti tweed e tinta unita. Una terza parte è stata dedicata al "total white" con i maxi gilet in shearling a pelo lungo rigorosamente bianchi. A seguire la parte dedicata all'arte con stampe su jacquard presentati come macchie colorate come se fossero state schizzate da un pittore e per finire i materiali tecnologici, il jersey tecno double face in nero per una donna grintosa, ma pur sempre femminile».
Che aria si respira nella Milano dell'Expo: si sentono i venti della sospirata e annunciata ripresa economica?
«Direi di sì. Qui a Milano, anche in questa occasione della Settimana della Moda, si avverte un minimo di positività. Del resto il settore della moda è e resta un patrimonio italiano che va salvaguardato e rappresenta una parte dell'economia della nostra nazione che ha retto alla crisi e ha tenuto alto il nome dell'Italia all'estero, restando un punto fermo della nostra economia».
E la sua azienda avverte una sorta di ripartenza?
«Sì, devo dire di sì, un minimo di ripresa l'abbiamo avvertita e l'avvertiamo anche noi, e ciò fa pensare che finalmente, dopo tanto tempo di buio, il peggio sia passato. Stiamo vendendo un po' di più nei vari mercati, sia in Italia che all’estero, e questo genera speranza per il futuro».
Forti anche di questo clima positivo, ha in programma aperture di nuovi punti vendita in Italia e all'estero?
«Sì, proprio tra un paio di settimane, il 15 marzo, inauguriamo un nuovo store a Torino e a seguire un negozio in una città della Cina, paese dove siamo già presenti con altri punti vendita».
E il mercato russo come va?
«Meno bene del previsto: al momento è quello che preoccupa di più per una serie di problematiche interne al paese, in primis il fatto che il rublo sia triplicato. Stiamo un po' alla finestra a vedere cosa succederà di qui a qualche tempo poi decideremo il da farsi»
Un problema che può riflettersi anche in Versilia vista la notevole presenza di russi?
«Noi ci auguriamo che ciò non avvenga anche perché a Viareggio, dove siamo presenti con cinque negozi (più uno a Forte dei Marmi), registriamo in estate un numero insospettato di turisti e compratori stranieri, in gran parte russi. Molti di più di quelli che possiamo immaginare».
Una Viareggio che, come ben saprà, non gode di ottima salute…
«La speranza è che la città si attrezzi al più presto per rimettersi sul mercato, che interrompa questa fase negativa e avvii presto una ripartenza. Credo che ci sia consapevolezza da parte di tutti di questa situazione e che l'unica strada da perseguire per tirar su le sorti della politica e dell'economia passi dalla necessità di fare squadra».
Lei, che vive e respira l'aria delle grandi città, ha una ricetta per Viareggio…
«Io credo che sia arrivato il momento che le categorie economiche, dal commercio al turismo, si mettano intorno ad un tavolo insieme alle istituzioni e tirino le fila dei problemi cercando soluzioni concrete».
A maggio si voterà per una nuova amministrazione: che cosa si augura?
«Mi auguro che chiunque si candiderà ed eventualmente vincerà le elezioni amministrative riformuli un'idea precisa di Viareggio, una sorta di progetto per ricreare un'identità definita della città. Il sindaco che verrà dovrà essere consapevole di quello che trova e non nascondersi come in genere si tende a fare dietro le magagne causate dalle giunte precedenti, scaricando sempre le colpe sugli altri».
Anche il Viareggio Calcio a cui lei è legato rispecchia lo status della città…
«Credo che su questo fronte ci siano tante persone da ringraziare per quello che hanno fatto e fanno. E' una realtà che dobbiamo sostenere».