lunedì 22 settembre 2014

Altheo "Fotografia": Fotografia Hopperiana: Campigotto, Crewdson e Tuschman a Photology.


I realismi silenziosi e malinconici della solitudine della società, ispirano la lezione Hopperiana in mostra alla Photology Milano con i contributi fotografici di Campigotto, Crewdson e Tuschman, insieme a Daniele Galliano.



Nella Milano accessoriata dalla Settimana della Moda, che guarda all'Espò 2015 come una manna per chiunque, senza ignorare il contributo della fotografia e di un PHOTOSHOW 2015 votato ad innovazione, creatività e condivisione, le riflessioni sulla dimensione metropolitana fanno tesoro del complesso equilibrio pittorico di prospettive e percezioni raggiunto dal realismo di Edward Hopper (nel video con Hopper alla tela, Tom Waits alla voce graffiata e graffiante come il sound)
Compiono un viaggio nella solitudine alienata della modernità, arrivando nella gallery Photologydella città lombarda, con la lezione Hopperiana ispirata ai contributi fotografici di Luca Campigotto, Gregory Crewdson e Richard Tuschman, affiancati da quello pittorico di Daniele Galliano.


Una singolare incursione negli abissi di desolazione e isolamento della società fortemente individualistica, scovata dalle pennellate del pittore realista americano dietro le vetrine di un bar, quanto negli spazi di passaggio dei distributori di benzina, che a Milano torna tra i vicoli urbani con i racconti notturni dei Citiescapes di Luca Campigotto.
Si confronta con la sinistra normalità in agguato tra ombra e luce, attraverso gli elaborati set cinematografici delle inquietudini del quotidiano 'dirette' da Gregory Crewdson, e quel mondo alla ricerca dell'istante perfetto trasformato in documentario (Gregory Crewdson: Brief Encounters, USA / 2012, 78') da Ben Shapiro, che potete sbirciare nel trailer a seguire.
Guarda il paesaggio di esistenze urbane, attraverso donne vestite di meditazioni solitarie, inondate di luce delle finestre aperte dei diorami costruiti da Richard Tuschman operando una sorprendente sintesi di fotografia (Photoshop) disegno grafico, pittura e assemblaggio.


Tre punti di vista decisamente singolari, con molte cose in comune, quante sembrano averne con il contributo pittorico di Daniele Galliano
“Ho conosciuto l’America anche attraverso i dipinti di Hopper. Tramite la sua opera Hopper ha saputo trasmettere la condizione della solitudine come separazione, come desolazione e isolamento in una società fortemente individualistica.
Ma la solitudine che il suo lavoro magistralmente raffigura, è diventata al tempo stesso un paradigma estetico e simbolico della condizione primaria del viaggio delle anime sulla Terra.
Il mio quadro nasce in un Primo Maggio del 2012 da una passeggiata nel quartiere torinese di Barriera. Lì trovo un crogiolo di popoli, immagini di vita proletaria, un terreno culturale e sociale fervido. Il quartiere è animato, quasi tutti sono rimasti a casa. Alzo gli occhi e vedo la periferia di Torino, ma potrebbe essere quella di una qualsiasi metropoli industriale americana, o di chissà dove.
Le immagini di Hopper diventano così archetipo di questa estetica, al punto che diventa difficile determinare il confine tra lo sguardo dell’artista e l’interpretazione dei personaggi, attori del quotidiano” - Daniele Galliano
Hopperiana - Campigotto, Crewdson, Tuschman
Photology
Via moscava, 25, 20124 Milano
da mercoledì 1 ottobre,
dalle ore 19 alle 21
al 28 novembre 2014
da lunedì a venerdì, dalle ore 11 alle 19