mercoledì 24 settembre 2014

Altheo "News": Expo, Padiglione Italia ha scelto: 5 opere d'arte in mostra per 6 mesi.


Pronto un posto per la Ebe di antonio Canova, La Vucciria di Renato Guttuso, due sculture di Demetra e il Trapezophoros, risalente al IV secolo a.C.




La partita dei Bronzi di Riace è ancora tutta da giocare. Ma i responsabili del Padiglione Italia hanno già deciso quali opere d’artesaranno ospitate in quello che si annuncia come lo spazio più visitato dell’intera Esposizione universale.
Sono cinque e verranno collocate all’interno diPalazzo Italia, cuore del Padiglione nazionale, lungo un percorso ideato dal responsabile del concept, Marco Balich. Le opere, selezionate in accordo col commissario generale di sezione Diana Bracco, sono laEbe di Antonio Canova - concessa in prestito dai Musei civici di Forlì -, la Vucciria di Renato Guttuso, di proprietà dell’Università di Palermo, e tre tesori dell’archeologia, testimonianza della grande stagione dell’arte classica. Precisamente, due sculture di Demetra, provenienti dagli Uffizi e dai Musei vaticani,e un sostegno di mensa, in marmo dipinto, risalente al IV secolo avanti Cristo. Opera, questa, «fortemente voluta non solo per il suo indiscutibile valore storico e artistico», precisa Rossella Vodret, ex Soprintendente del Lazio e componente della segreteria tecnica del Padiglione Italia. «Il trapezophoros, questo il nome dell’opera - spiega - è il simbolo di una delle attività di eccellenza del nostro Paese: quella del recupero dei capolavori dell’arte e dei reperti archeologici trafugati, svolta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico».
Trafugato negli anni Settanta, durante gli scavi nell’area archeologica di Ascoli Satriano, in Puglia, il sostegno di mensa raffigurante due grifi che mangiano una cerva è stato restituito nel 2007 dal Paul Getty Museum di Maibù, in seguito alle indagini avviate dall’Arma.


La scelta delle cinque opere da ospitare all’Expo 2015 è avvenuta secondo due criteri: la forte attinenza con i grandi temi della kermesse (dal concetto di alimentazione a quello di vivaio) e il significato iconico che ognuna delle opere potrà avere all’interno del progetto di mostra-percorso multisensoriale studiato, in veste di direttore artistico, da Balich. «La Vucciria - continua la Vodret - avrà una collocazione di assoluto spicco, originalissima e spettacolare. Con la sua esplosione di luci e colori violentissimi, il capolavoro di Guttuso offre un’intensa rappresentazione dello storico mercato palermitano. L’obiettivo del progetto è di affiancare all’emozione dell’esperienza visiva una cornice multimediale, capace di dare un senso tutto nuovo alla visita, enfatizzando tutto ciò che di bello ci arriva dall’arte».
Vicina all’idea di vivaio che è alla base del concept del Padiglione Italia, la Ebe del Canova. Incarnazione del tema dell’Expo le due sculture di Demetra. «Le cinque opere chiudono, in un cerchio perfetto, il progetto a cui abbiamo lavorato un anno intero», commenta la Vodret. E i Bronzi? «Conosco la Calabria, per essere stata soprintendente anche lì. Non credo che Reggio li lascerà partire. Dovessi sbagliarmi, ci organizzeremo per garantire alle due sculture uno spazio all’altezza».