mercoledì 24 settembre 2014

Altheo: "Milano Fashion Week": Zeppe e fiori, sarà revival anni '70 Per la prossima primavera estate la tendenza è forte hippy chic, specchietti e gonnelloni.



Lasciate crescere i capelli e frugate nell'armadio: gli anni Settanta sono tornati o, meglio, torneranno la prossima estate, come indicano le collezioni per il 2015 presentate aMilano. Erano gli anni degli abiti a trapezio e dei pantaloni a zampa, delle gonne lunghe e delle frange, dei fiori e delle righe, delle zeppe e dei capelli con la riga in mezzo. Erano gli anni della contestazione e del flower power, degli hippies e del pacifismo. E non sono mai stati tanto attuali. In pochi, sulle passerelle di Milano, sono sfuggiti al richiamo dei Seventies. Forse interpretando una stanchezza generale che in strada fatica a trasformarsi in ribellione, ma che la moda sublima in contestazione à porter. Finita l'era delle donne seducenti e aggressive, spente le luci della ribalta, persa la fiducia nelle sorti magnifiche e progressive, la moda guarda al decennio della voglia di libertà. E ne ripesca look e atmosfere. Per chi c'era, l'effetto è un po' straniante, ma per chi non li ha vissuti i Settanta saranno una novità.



Era da tanto, infatti, che non si vedevano in passerella così tante gonne e abiti lunghi, anche lunghissimi, e una quantità tale di scarpe basse, sandali e ballerine rasoterra, ciabatte e zoccoli di legno. Non è mai stato tanto usato nemmeno il suede, che la prossima estate comparirà un po' ovunque sotto forma di abito, borsa, stivale. Insieme al camoscio torneranno anche le frange, a bordare l'orlo della gonna e quello del poncho, a decorare una scollatura e arricchire una borsa, ovviamente a tracolla. E poi fiori, tanti fiori, romantici o psichedelici, orientaleggianti o all'inglese, alternati o accoppiati a righe di ogni grandezza e colore. Proprio il colore sarà uno dei protagonisti dell'estate: abolito o quasi il nero, la palette è tipicamente Seventies e vede protagonisti il marrone, il burgundy, il giallo zafferano.



La parte più grafica e bon ton ha linee asciutte e pulite, quelle degli abiti ad A o a trapezio, a tinta unita o a blocchi di colore, degli chemisier al ginocchio con maniche lunghe e cinta in vita. E' l'altra faccia di una moda fluttuante e un po' fricchettona fatta di abiti di voile o chiffon lunghi fino ai piedi, con stampa all over o ricami preziosi, indossati con zeppe altissime o sandali rasoterra, di caftani decorati da specchietti e vestiti a crochet. Hippy chic anche i pantaloni: finita l'era dei leggings, torna il modello ampio sul fondo, persino a zampa, da abbinare a bluse 'flower power'. Quello del jeans non è un ritorno, perché non è mai uscito dagli armadi, ma raramente si vede in passerella così tanto denim: il nuovo jeans è vissuto o ricamato, couture o tecnologico, comunque onnipresente, anche in versione camicia, da mettere - ovviamente - con la gonna lunga. Non manca nemmeno il pizzo, meno sangallo e più macramé, effetto "fatto a mano". Una voglia di libertà accentuata dai capelli lunghi e anche un po' spettinati, sempre con la riga in mezzo, e dal trucco naturale, che vede la bocca nuda e gli occhi in primo piano, sottolineati da una riga di eye liner. Oggi come allora.