lunedì 28 ottobre 2013

Altheo "profili": Elena Arzani.




Elena Arzani è una designer, nata nel 1974, ha perseguito i suoi studi Universitari presso il Central St. Martin's di Londra, acquisendo una formazione culturale piuttosto eterogenea.
La passione per la fotografia nasce in tempi remoti, quando da bambina inizia a ritrarre scene di vita quotidiana e la ruralità della campagna che la circonda, ma è soprattutto in Inghilterra, che il contatto con etnie diverse ed un panorama artistico frizzante, alimentano il suo desiderio di trovare un linguaggio in grado di oltrepassare le barriere multiculturali.
Linguaggio che lei rintraccia nell'uso dei simboli, pertanto i soggetti del mondo fotografato diventano "pretesti metaforici" per esprimere un concetto, un'emozione, nel tentativo di universalizzarne il contenuto.




I suoi progetti coprono lunghi lassi temporali, diventando talvolta compagni di un viaggio che attraversa lo spirito di  luoghi e persone diverse.
"Pathos" riflette la visione del credo spirituale e filosofico, ed esprime il senso di attesa ed aspettativa verso sè stessi ed il ruolo delicato e precario che si riveste all'interno della vita.
‘Ladies and Folks of London’ focalizza l'osservazione di una metropoli indaffarata, che vive in bilico tra tradizioni culturali semplici e complessi messaggi dei media, mantenendo un'identità e bellezza quasi femminile.
"Loss" indaga invece lo sconvolgimento emotivo derivante da lutto, dalla morte reale o da quella percepita di un sentimento. La chiusura dell'animo che si flette, piegandosi su sè stesso fino all'esasperazione dell'introversione. L'annegamento nell'elemento dell'acqua, simbolo opposto di vita e nascita. Un progetto articolato in più immagini a formare quasi un percorso narrativo simile allo story-telling.




Molti altri sono i progetti "in corso di divenire", perchè come sottolinea Elena: "I pensieri sono in continuo movimento, così come lo sono la vita e lo spirito. Tutto muta, si completa e trasforma, ogni qualvolta entra in contatto con una nuove identità od esperienze. La magia del tempo, che fuso con note musicali dona la musica, dona colori nuovi al flusso della coscienza, arricchendola di contenuti che come uno specchio, trovano nel mondo esterno la loro collocazione e rappresentazione. Tutto ciò che occorre è lo sguardo, un filtro del cuore che richiede la paziente abnegazione di restare umile e pulito, per essere in grado di cogliere i dettagli senza imporre su di loro un fuorviante giudizio e senza contaminarli con le ebbrezze dell'arrogante ego".




Difficilmente ci sarà dato di conoscere molti dettagli della vita di Elena, che preferisce lasciare intuire e narrare dai suoi scatti a tratti autobiografici.