sabato 26 ottobre 2013

Altheo "Mostre": Andy Warhol a Milano.

Warhol a Milano, inserita nel più vasto progetto culturale Autunno americano. Un'occasione preziosa per esplorare uno dei gruppi di opere d'arte più emblematici del padre della pop art, provenienti dalla Brant Foundation, raccolte nelle decadi da un personaggio d'eccezione, Peter Brant, amico intimo di sempre dell'artista.



Andy Warhol a Palazzo Reale debutta oggi 24 ottobre 2013 con una mostra imperdibile. In scena nelle sale del museo meneghino ci sono niente meno che le opere d’arte più emblematiche ed importanti firmate dal pioniere della pop art statunitense. I capolavori di Warhol arrivano direttamente da una collezione speciale, quella della Brant Foundation, fondata da un personaggio d’eccezione, un amico intimo dell’artista, che negli anni ha raccolto i suoi lavori più significativi e preziosi.
Andy Wahrol in mostra a Milano in quest’esposizione in particolare è un’occasione rara da prendere al volo, in ballo c’è la possibilità di esplorare uno dei gruppi di capolavori del padre della pop art più importanti al mondo. La personale vanta un punto di vista unico, quello di Peter Brant, compagno di merende di Warhol sin dai primissimi anni sessanta, uomo, amico, e collega che ha condiviso con Andy le decadi artisticamente più vivaci e prolifiche di una New York ai tempi d’oro dei meravigliosi sixties e seventies, fucina ardente di cultura, arte e musica, a trecentosessanta gradi.


Peter Brant acquisisce la prima opera a firma Andy Wahrol nel 1967, quando il pioniere della pop art era agli albori di quello che poi si rivelò un enorme successo di fama globale. Il primo capolavoro della collezione privata di Brant era un disegno della famosa Campbell’s Soup, un’opera che ha decretato l’inizio di una tra le collezioni di arte contemporanea più prestigiose al mondo.


Andy Warhol torna così ancora una volta ad affascinare Milano, con una notevole monografica a Palazzo Reale, che per la prima volta ospita una mostra dell’artista statunitense. L’evento è al centro della programmazione dell’Autunno Americano, al via il 24 settembre con la mostra "Pollock e gli irascibili. la scuola di new York" . Anche quest’esposizione d’arte è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaborazione con Arthemisia Group.


La mostra di Wahrol a Milano è curata da Peter Brant in persona con il contributo del rinomato critico d’arte italiano Francesco Bonami. Il critico scrive:
La mostra è un’occasione rarissima per il pubblico di poter vedere uno dei gruppi di opere più importanti dell’artista Americano raccolto non da un semplice, per quanto appassionato, collezionista ma da un personaggio, Peter Brant, intimo amico di Warhol con il quale ha condiviso gli anni artisticamente e culturalmente più vivaci della New York degli anno ‘60 e ‘70.
In scena oltre 160 opere, dai primi disegni di Warhol fino alle Ultime Cene - presentate proprio a Milano nel 1987, in quella che fu l’ultima mostra di Warhol, poco prima della morte per una banale operazione. E ancora gli autoritratti, e le opere più iconiche come le Electric Chairs del 1964, l’incredibile ritratto di Mao, i fiori e uno dei più celebri capolavori in assoluto di Warhol la Blue Shot Marilyn (1964), il ritratto della Diva hollywoodiana, tela che in mezzo agli occhi della star immortale ha una cicatrice importante (restaurata), quella proprio quel proiettile che nel 1967 a Andy costò quasi la vita. Brant, appassionato d’arte decisamente visionario, lo comprò nel 1967 per una manciata di verdoni, circa 5000 dollari.
Dai divi del cinema alle bottiglie di Coca Cola, fino ad autentici capolavori come il Cenacolo di Leonardo da Vinci, Andy Warhol ha trattato democraticamente tutti i suoi soggetti con tecniche nuove prodotte dai linguaggi della contemporaneità, trasformando il suo lavoro di artista in un’officina di produzione di icone, destinate a segnare un’epoca ed entrare a pieno titolo nella storia dell’arte Per questo possiamo affermare che Warhol ha contribuito in modo determinante a definire e trasformare il moderno concetto di icona: ormai lontana dall’etimologia che lega in maniera indissolubile il sostantivo al mondo religioso, alla devozione e all’adorazione, l’accezione corrente di icona è laica, ed è ‘pop’. Proprio come la sua arte.
ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.
Quando un’opera d’arte, da semplice espressione del talento, della tecnica, della creatività di un artista, diventa un’icona? Perché la ripetizione di un’immagine, anche diversa e finanche trasfigurata, a volte persino snaturata, invece di sminuirlo ne aumenta in maniera esponenziale il potenziale iconico? Storici dell’arte, filosofi e artisti si sono spesso misurati con queste domande, ma quel che è certo è che Andy Warhol ne conosceva le risposte. Attraverso capolavori e opere altrettanto sorprendenti, ma meno conosciute, come una serie di Polaroid mai viste prima in Europa, la mostra della Collezione Brant non racconta semplicemente il Warhol star del mondo dell’arte e del mercato, ma anche il Warhol intimo, l’amico, l’uomo. Pur a distanza di anni e pure in una società profondamente cambiata, le opere che il visitatore potrà ammirare a Palazzo Reale, dimostrano come la grande arte non invecchi mai.
I grandi artisti possono avere periodo più o meno interessanti, ma nella loro produzione avranno sempre qualcosa che riesce a comunicare. Warhol parla dalla nostra società, oggi come allora.



Spiega Francesco Bonami. In conclusione quella di Warhol a Milano è un’altra delle mostre assolutamente da non perdere in quest’uggioso autunno meneghino. In seguito tutto le info, i prezzi, gli orari dell’esposizione a Palazzo Reale. Mentre dopo Milano la mostra proseguirà per il prestigioso museo LACMA di Los Angeles a conferma di come Palazzo Reale e Milano sono a pieno titolo al centro di un sempre più significativo circuito dell’arte moderna e contemporanea.