venerdì 2 agosto 2013

Altheo "incontri": testimonianza per Davide Leoni.




Secondo la tradizione neoplatonica, l’occhio è considerato e definito “l’occhio dell’anima”. In questo contesto, sulla simultaneità della visione, attraverso temi intersecanti, Davide Leoni persegue il suo sguardo interiore nel processo della realtà. Una tematica intimistica fuori dalle regole e dalle consuetudini. Certamente desueta non per eccesso o ritrosia d’indipendenza, piuttosto per fede calvinista al proprio vedere e al suo immaginario. Ogni soggetto di Leoni, ricco di linguaggio tecnico e materico e nello stesso tempo composito, si distingue in modo del tutto personale. Davide si propone in questo modo; Ricomporre e riordinare una realtà rarefatta e confusa in un ordine visivo interiorizzato. Le composizioni, le varie tematiche si fondono per citazioni e suggerimenti. La realtà viene riscattata in uno spazio interiore e si estende nella fantasia. Sono valicati i confini del visibile per raggiungere quelli del percettibile. La lettura è sovente accompagnata, resa fruibile da indicazioni e citazioni per renderla adesiva e convincente. Questo interloquio rappresenta quasi una norma nella attualità espressiva. Un filo corrente, perseguito e raccolto in ogni opera di Leoni, determina quasi sempre un motivo di riflessione profonda; e nonostante la sua espressività tenda ad interiorizzarsi, riesce comunque a comunicare un indirizzo, un percorso, un raggiungimento. L’opera comunica, ti fa riflettere e nel contempo ti eccita per la sua originalità. Si evidenziano note di contemporaneità se non altro per il loro indirizzo concettuale che tramuta la realtà in un’idea, in una concezione. Leoni non tende ad esibirsi ma spiega la sua visione, conferendo uno status ad un caos del mondo e dell’universo altrimenti destinato alla dimenticanza e alla dissolvenza. Certamente esiste un disagio, anche il disagio della contemporaneità, ma la compiutezza del suo pensiero espressivo va oltre l’attualità e si definisce nella sua modernità: quella modernità che fa l’arte di ogni tempo, sicura, definita, compiuta. Dico che Leoni è ricco di sentimento e di quella fede di natura religiosa che la rende attendibile per il suo significato profondamente intimistico. Sensibile a quello spazio interiore che non ha mai tradito e dimenticato.

Franco Fiorucci