domenica 28 ottobre 2012

Altheo Profili: Gabriele Rofi


Altheo people: Gabriele Rofi.




In un’ epoca come la nostra, in cui sempre meno spazio affettivo viene dato 
alla percezione visiva del reale, l’artisticamente giovane Gabriele Rofi ha scelto coscientemente di narrare le proprie emozioni in perfetta coerenza con la propria geografia spirituale e in assoluta indipendenza da qualsiasi preconcetto stilistico.
Primeggiante nella sua arte la figura umana, centrale il senso del corpo, Rofi interviene sul soggetto con un'operazione di riscoperta, fa emergere l’anima che lo abita, spogliandosi di ogni sovrastruttura conoscitiva e culturale, per restituirci opere di limpida purezza. 
Figure che emanano nello stesso tempo forza ed energia, suggestive anche in ragione diretta del loro presentarsi in modo immediato, talvolta quasi perentorio, ma nel contempo sollecitare una lunga indagine affinchè se ne colga il pieno significato. 





Attraverso i volti degli uomini, delle donne, dei bambini ritratti, l’artista esprime momenti che appartengono alla sfera delle emozioni più recondite dell’animo umano.
Ogni elemento, pur radicato nella figurazione, risulta espresso sulla tela con capacità di sintesi, veloce il cammino della mano che con poche, decise pennellate delinea il soggetto in modo essenziale. 
E’ da osservare che la cifra pittorica di Rofi è, già all'esordio, sorprendentemente equilibrata e ricca anche di felici spunti cromatici. 
Nel colore egli ricerca la più compiuta espressione pittorica del proprio mondo interiore, per comunicare la variegata gamma delle più intime e sottili emozioni. 
Se è vero, come è stato detto, che il colore è lo sforzo della materia per divenire luce, in Rofi il colore è lo sforzo della materia per lasciar trasparire l’invisibile.




lI sogno di fermare l’ istante che scorre, un attimo della vita che non si può trattenere, appartiene da sempre al suo universo poetico, allo scavo che compie per portare alla luce quel frammento di eternità che ha il potere di affascinare e coinvolgere l’osservatore. 
Ed è forse, questo, l'istante della tregua, dell'occasione di percepire, attraverso un improvviso varco nel mondo empirico rappresentato, la montaliana "maglia rotta nella rete", la verità altra.
Nello scenario della nostra epoca post-moderna l'opera di Rofi si è incamminata ponendosi al centro tra la conservazione della più autentica tradizione pittorica e le nuove esigenze dell'arte contemporanea. 




Ci accompagna una convinzione: questa vicenda pittorica che, con umiltà, ma con genuino entusiasmo, ha appena avuto inizio, non mancherà di farci dono di sempre nuove e piacevoli sorprese.

Stefano Barbieri