venerdì 10 febbraio 2012

Altheo "Mostre": Da Klimt a Wagner al '900 Usa, il 2012 dell'arte a Venezia.

Un anno di mostre nel segno di Gustav Klimt nel 150esimo della nascita, dalla Secessione viennese, alla sua influenza sui maestri italiani, come Zecchin e Chini.
Omaggi al vedutismo del Guardi, mostre dossier e progetti di sinergie col Louvre e National Gallery di Londra




Un anno d'arte nel segno di Klimt, del vedutismo settecentesco, delle grandi feste dei Dogi, delle signore della moda, di Wagner come ispiratore per le arti visive italiane nell'Ottocento.
Tasselli di un programma espositivo per il 2012 confezionato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia sotto la guida di Gabriella Belli, fresca di nomina dopo una lunga e felice gestione del Mart di Rovereto.
Un'annata che sposa illustri anniversari, come il 150esimo dalla nascita di Gustrav Klimt (1862-2012), che viene festeggiato al Museo Correr dal 24 marzo con l'evento "Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione", frutto di una coproduzione con il Museo Belvedere di Vienna sotto la cura di Alfred Weidinger, uno dei massimi esperti dell'artista austriaco.




"La mostra proporrà un ciclo eccezionale di dipinti, rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche ricostruzioni e documenti storici, a indagare la genesi e l'evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell'opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese, soprattutto l'amico di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann", dice la Belli. In sinergia strategica, a Cà Pesaro verranno esposti lavori a testimonianza dell'influenza di Klimt sull'arte italiana: "Come il grande ciclo decorativo di Vittorio Zecchin, Le mille e una notte, annuncia la Belli, e l'altrettanto straordinaria Primavera di Galileo Chini, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma, opere che bene raccontano di questa visionaria affinità elettiva" (dal 31 marzo all'8 luglio).




Dal 28 settembre sempre al Correr una grande retrospettiva su Francesco Guardi, nel trecentesimo dalla nascita: "Un omaggio all'ultimo grande vedutista settecentesco, dice la Belli, che vuole svelare la sua complessa produzione artistica, dalle meno note opere giovanili di figura fino alle scene d'interno nel gusto di Pietro Longhi, per concludersi con le splendide vedute di Venezia e i fantastici capricci, risalenti agli anni della maturità e della vecchiaia".
Inoltre il Museo Correr verrà riallestito secondo il progetto storico dell'architetto Carlo Scarpa con le opportune innovazioni tecnologiche.
A Palazzo Ducale sfileranno tre mostre dossier, realizzate con opere provenienti dai vasti e articolati fondi artistici e bibliografici della Fondazione. La prima, dal 24 febbraio, è dedicata alle Feste ducali con le preziose stampe disegnate da Canaletto e incise da Giambattista Brustolon, i cui soggetti, in gran parte ambientati a Palazzo Ducale, potranno essere letti anche attraverso le originali matrici in rame.



Il Museo Fortuny accoglie dal 10 marzo la prima grande mostra dedicata alla straordinaria e complessa figura di Diana Vreeland (Parigi 1903 - New York 1989), che tra abiti storici, documento e oggetti restituisce il "magnifico incedere" con cui Diana Vreeland ha attraversato la moda del Novecento, prima negli anni di "Harper's Bazaar" e "Vogue", poi nel suo ruolo di Special Consultant per il Costume Institute del Metropolitan di New York.
Dal 7 dicembre, poi, il museo indagherà il rapporto tra Richard Wagner e il wagnerismo con le arti visive in Italia tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Gabriella Belli pensa anche ad una programmazione triennale della Fondazione con cui intrecciare collaborazioni inedite con musei del calibro del Louvre e la National Gallery in modo da promuovere "una grande mostra l'anno, popolare ma dall'indiscusso valore scientifico".
Per Cà Pesaro l'ambizione è di renderlo il Museo del Novecento che manca a Venezia, riattivando la politica degli acquisti in occasione della Biennale, ma anche dei prestiti da collezioni private. Nel palinsesto degli appuntamenti, figurano anche il design dei tessuti al Museo di Palazzo Mocenigo (con l'exploit della mostra "Trame di moda. Donne e stile alla mostra del cinema di Venezia"), il Museo del Vetro di Murano, e il Museo di Storia Naturale.