lunedì 13 febbraio 2012

Altheo "Mostre": Da Caravaggio a Bacon, l'arte secondo Testori.

Ravenna. Dal 19 febbraio 2012.
Da Caravaggio a Bacon, l'arte secondo Testori.





Da Caravaggio a Bacon, dal Moroni e Pitocchetto a Giacometti , Morlotti, Manzù la grande pittura europea, antica e moderna, amata dal drammaturgo e storico dell'arte Giovanni Testori (1923-1993) è al centro di una bella esposizione, allestita dal 19 febbraio al Mar di Ravenna.
Esposte oltre cento opere fra quelle da lui più studiate e ammirate, nonché alcuni pezzi appartenuti alla sua collezione per mettere a fuoco scuole e movimenti attraverso cinque secoli d'arte. Intitolata 'Miseria e splendore della Carne: Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon. Testori e la grande pittura europea', l'importante rassegna (realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna) è stata curata da Claudio Spadoni, supportato da un prestigioso Comitato scientifico, composto tra gli altri da Mina Gregori, Antonio Paolucci, Andrea Emiliani.
La selezione di dipinti e sculture è stata mirata a ricostruire l'ambito delle passioni, quasi viscerali, dello scrittore di ispirazione cattolica, la cui opera è intrisa da un profondo sentimento religioso vissuto in tutta la sua spiazzante e contemporanea complessità.




Allievo di Roberto Longhi, Testori fin dai primi anni '50 intraprese con successo un'infaticabile attività di critica d'arte con pubblicazioni e mostre. I suoi studi si concentrarono soprattutto sulla pittura lombarda, dal realismo cinquecentesco al manierismo de XVIII secolo , anche se l'interesse dominante per l'arte antica e moderna non gli impedì di avvicinarsi a pittori a lui contemporanei come Guttuso, Cassinari, Morlotti, di cui seguiva con amicizia l'evoluzione espressiva.
Il percorso della mostra si articola quindi in diverse sezioni dedicate appunto ai vari periodi della storia dell'arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, poi i francesi Courbet e Gericault.
Ampio spazio è stato dedicato agli approfondimenti e alle riscoperte nell'ambito della pittura di realtà in Lombardia del '500, con opere di Gaudenzio Ferrari, Foppa, Savoldo, Romanino, Moretto, mentre per il '600 ecco i capolavori di Moroni, Ceresa, Fra Galgario, Ceruti.
Si prosegue con i manieristi lombardo-piemontesi (Cerano, Morazzone, Daniele Crespi, Cairo) accompagnati da Caravaggio, grande passione dichiarata di Testori.




Del Merisi sono in mostra il famoso 'Ragazzo morso dal ramarro' custodito dalla Fondazione Roberto Longhi e un foglio (attribuito) con Testa di putto, uno studio per la Natività dell'Oratorio di Palermo sul recto e lo Studio per una figura e per una mano sul verso.
Si prosegue con l'attenzione del critico a esponenti della Nuova Oggettività (Dix, Grosz, Radzwill), Nuovi Selvaggi (Fetting, Hodicke, Zimmer, Salomé) e Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens), per finire ai più celebrati Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, fino a Cucchi e Paladino.
Di ognuno di questi artisti sono esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori. La rassegna presenta infine anche un omaggio a Testori con la selezione di ritratti fra i tanti eseguiti da diversi pittori per lo studioso.