sabato 21 gennaio 2012

Altheo "gli speciali": Le opere di Gloria Guidi Nobile.

Altheo people: Gloria Guidi Nobile.





Sono nata in Friuli a Martignacco in provincia di Udine, da ragazzina ho messo le radici in Svizzera a Lugano.
Dal mese di settembre 2010, per motivi di lavoro di mio marito, abito a Klosters fra le belle montagne grigionesi.
In questo periodo non ho un stile ben preciso, semplicemente continuo a provare cose nuove, con un certo eclettismo e con una preferenza per i colori vivaci.
Amo spaziare, saggiare parecchie tecniche e questo percorso mi ha portata ad esprimermi oltre ai classici lavori ad olio anche con opere astratte e materiche, ottenendo particolari risultati mediante l'impiego di materiali eterogenei come la carta pesta, la lana, sabbie diverse, cortecce, stoffe; passando da una tecnica all'altra, a detta di alcuni, con la stessa facilità.


Il filo della vita.



Olio, Tela, 70x50cm, 2011
Note sull'opera:
un eroico guerriero con il coraggio di dire basta



Il diritto a un'infanzia sicura di emozioni e scoperte, all'istruzione, alle cure, alle medicine.



Olio, Tela, 50x40cm, 2009
Note sull'opera:


Da una recensione di Salvatore Russo

In quest’opera Gloria ci mette di fronte ad un problema, quello legato alla crescita dei bimbi africani, che ormai da anni è l’oggetto di discussione per eccellenza da parte di O.N.U. e F.A.O.
L’artista ritrae il volto di un bimbo Masai. In quegli occhi si può notare tutta la tristezza di chi è consapevole del proprio destino. Quasi un sorta di rassegnazione sul suo futuro.
A squarciare però questo buio ci pensa una luce che avvolge interamente gli occhi del bimbo.
Si tratta di una luce di salvezza, una possibile via di fuga che viene data alla persona oggetto della sua rappresentazione.
Gloria nel dipinto decide di rappresentare anche una mano che accarezza il viso del bimbo, quasi a dargli quella sicurezza tanto desiderata.
Una dicotomia concettuale che porta l’opera ad avere un alone di mistero.
Un’infanzia dunque che va protetta. Un’infanzia che non deve più essere ricordata per la povertà, ma per i progetti futuri.



Rajastan, portatrice d'acqua.

Olio, Tela, 80x50cm, 2010
Note sull'opera:
i colori del Rajasthan