martedì 13 dicembre 2011

Altheo"profili": Letizia Perrini.

Altheo people: Letizia Perrini.




Letizia Perrini, pittrice autodidatta è nata a Bologna nel 1974. Lavora su tele di grandi dimensioni, spesso su foto da lei stessa realizzate, utilizzando sempre colori ad olio. Coltiva la passione per l'interior design e la pittura  dall'età di 16 anni, nonostante la sua formazione classica.
La sua ricerca verte soprattutto sullo studio del colore e del non colore, e sul senso degli opposti, ricadendo spesso sulla scelta del bianco e del nero.
Nei suoi quadri attua  la strategia del congelamento metafisico, una sorta di blocco sincronico temporale a favore di un eterno statuario.
Ad un primo impatto il quadro si presta ad una lettura di tipo figurativo ,conforme e rassicurante in realtà una seconda visione ne distorce la prima; l'istanza è confutata.




La realtà rappresentata è un teatro statico dell'immaginario, dove le regole della verosomiglianza sono apparenti, nulla è ciò che è, sia che rappresenti uomini, oggetti ed animali in cui si immedesima,  per parlare di sè e della condizione umana.
E' una pittura che distrubuisce toni e non cromie,  che attraverso graduali spostamenti di chiaro scuri arriva all'epifanico,  alla bella forma rivelata,  dove la materia si fà voce del silenzio  e di un suo ideale di bellezza.






L'essere umano mi debilita la natura mi eccita.   Ho scelto di vivere lontano dalla città, dalle luci artificiali e dal conformismo, e di trasferirmi nella natura incontaminata, tra i boschi dell'appennino tosco-emiliano. Ho avuto la fortuna di visitare molti paesi lontani, viaggiare mi arricchisce ogni volta e ci sono ancora molti luoghi che voglio  scoprire ma intanto, qui, insieme a " miei" animali, coinvivo con il silenzio, la pittura, la lettura e la meditazione.
Ho voluto trovare un mio spazio, alla ricerca dell'unicità, e un mio pensiero , dove non ci siano distrazioni, dove la noia a volte può essere un gratificante stimolo e dove tutto è come è, la natura sa essere bellissima nella sua semplicità disarmante  ma anche selvaggia e  non la puoi mutare la puoi solo imitare, lei si presenta ed io la osservo attentamente in ogni sua forma,  tutto ritrova un senso, ed io incantata  la rispetto.




La natura mi sta rieducando, tante convinzioni ed  affermazioni, non hanno più senso di essere, così attraverso la pittura provo a  parlare della condizione dell'essere umano, che non amo ritrarre nelle sue sembianze, e provo ad esaltarne pregi e difetti come nel quadrio "il matrimonio"  dove  le sovrastrutture mentali dell'uomo con i suoi rituali nichilistici ed effimeri acquistano un senso di autocensura.
Nel quadro la "fierezza", che ritrae un leopardo e la sua innata eleganza felina, ho voluto descrivere la bellezza intesa nel senso  più etico del termine, che andrebbe salvaguardata e protetta  ma purtroppo è già  in via di estinzione .
E' una denuncia contro la perdita dei valori  e contro la modernità che sembra aver decretato l'esilio del rispetto, nell'indifferenza comune.




Il quadro"senza parole" , ritrae un mio gatto  , l'intesa profonda e l' affinità emotiva che ci unisce anche attraverso un  semplice sguardo  è l'energia che sprigiona il suo affetto incondizionato che ho provato a fermare in un istante  e che spero possa andare oltre la forza dell'immagine.