venerdì 21 ottobre 2011

Altheo "profili": Viola Mondello.

Altheo "profili": Viola Mondello.




Viola Mondello è nata a Messina il 22 Novembre del 1983. La sua ricerca artistica si muove dal 2005  attraverso “Fragile”, un corpo vuoto che attende di essere abitato, uno dei tanti che ha perso la casa nel maremoto del 1908 e che da allora cerca rifugio. Partendo dal presupposto che noi siamo la nostra stessa casa, avvia una riflessione tra le similitudini che uniscono l'architettura, gli ambienti e dunque i luoghi, con la struttura psichica dell'individuo, per far riemergere quelle fondamenta solide capaci di sostenere il peso dell'esistenza. Il ruolo di Viola in tutto questo è di terapeute delle anime, che riconosce le ferite dei luoghi e cerca, attraverso le sue opere,  di far riemergere ciò che è stato rimosso,   diventando  il servitore dell’anima di quel luogo e di chi lo abiterà .




Il punto inestinguibile dello studio che Viola sta approfondendo da tempo,  si sofferma sulla necessità di comprendere quanto e come i luoghi risultano fondamentali nell’esperienza dell’individuo, accompagnandolo, verso un sentiero senza ritorno, nella marea delle situazioni. Un luogo, il posto dove vivi, le strade che percorri, le cose che hai accanto, i rumori che senti, segnano le tue ore, accumulando frammenti di tempo che pian piano diventano mesi, poi anni, ed infine, lentamente, la tua vita.
La coscienza dell’importanza evidente che rivestono i luoghi della nostra quotidianità, ha spinto l'artista a tutta una serie di valutazioni che congiunte a ricordi, emozioni, testimonianze, hanno innestato un processo irreversibile, e a volte anche doloroso ma inevitabile, attraverso la teoria del luogo, un viaggio incerto, problematico, pieno di dubbi, ma con un idea finale nitida, assoluta: l’uomo è ciò in cui vive, o almeno è anche ciò in cui vive, e la negazione di questo concetto altro non è che indecisione, timore, sottrazione involontaria del sé dall’empirismo delle sensazioni.



Dal 2005 Viola porta in giro un omino di ferro il cui nome è “Fragile”, rimasto senza casa dopo il maremoto che, nel 1908, ha distrutto la città di Messina. Da allora "Fragile" è in cerca di rifugio e poiché diversamente abile, l'artista lo aiuta a trovare riparo. Non si sa nulla di Lui, tutto ciò che si possiede, sono le immagini dei luoghi nella quale si è riparato.
Ricercare un "Rifugio" significa esplorare quanto di religioso e spirituale esiste in noi stessi.
Religiosità e spiritualità costituiscono il nutrimento che dà forza e spinta al proprio intelletto, al bisogno di dare forma, corpo e suono alle proprie teorie...idee...ai propri pensieri filosofici.
Per questo l'uomo ricerca questi luoghi da sempre, ancor più oggi in una società che sa solo costruire strutture atte solo al “consumo” disgregando ciò che rimane di quel piccolo straccio di stoffa logoro, ovvero l'origine dell'individuo e la propria identità individuale che ormai sta diventando "di massa".




Prendersi cura di "Fragile" è un po’ come prendersi cura di se stessi.