domenica 9 ottobre 2011

Altheo "profili". Fabrizio Giusti.

Altheo people: Fabrizio Giusti.



"Un pensiero, uno stato d'animo, un concetto, espressi attraverso la pittura senza il rispetto di alcuna regole".

Questo è il perimetro artistico nel quale ama muoversi Fabrizio Giusti, bolognese, autodidatta, nato artisticamente a Milano dove si trasferisce per motivi di lavoro. Uno spazio libero, senza ostacoli, senza regole e senza confini dove introspezione, fantasia, creatività e sperimentazione adorano mescolarsi.
Inizia dapprima cercando di animare, nel senso di dare vita, semplici tratti, a volte ripetitivi e simmetrici, a volte inconsci o rabbiosi ed esprimere indubbia energia e dinamismo con assoluta originalità, come se volesse affermare che anche un semplice e apparentemente stupido “scarabocchio” ha una propria identità. Utilizza il carboncino unitamente ai colori acrilici.
 Successivamente si sforza di esprimere ciò che riesce solo ad immaginare, come il vento ad esempio, veloce a volte distruttivo, misurabile soltanto con il trasporto degli oggetti, oppure un alba o una luna piena simultaneamente ovunque, indipendentemente dall’emisfero nel quale ci si trova, sognando un mondo  veramente libero e senza confini. Utilizza vernici industriali (smalti) per esaltarne il dinamismo. 





Il bene ed il male rappresentano un concetto a cui dedica numerosi momenti di riflessione, l’alternarsi o molto spesso la presenza di entrambi in ugual maniera in tutto ciò che ci circonda compresi noi stessi sono ciò che sente di dover esprimere con maggiore decisione.
“L’ albero del Male”, che disintegra ogni fiore al solo contatto mentre l’erba matta cresce invece rigogliosa ed i millepiedi mangiano divertiti, rappresenta distruzione e morte per peonia, ranuncolo, narciso e pervinca ma fonte di vita e quotidianità per erba matta e millepiedi famelici.

In un  uomo con una pistola in pugno che spara, l’arma da fuoco che impugna è di per sé sempre innocua, la propria mano è sempre colpevole, il risultato è devastante ma a volte è necessario; “Mano Armata” rappresenta appunto quanto sia sottile, spesso impercettibile, a volte confuso il confine tra bene e male.



La natura che ci circonda viene interpretata in modo anticonvenzionale e decisamente fuori dagli schemi; creatività ed ironia si fondono con altrettanta voglia di fantasticare e divertirsi per concepire in modo inconsueto ciò che esiste e creare, con un tocco magico,  ciò che in natura non può esistere , sovvertendo anche il più ferreo dei principi: la fotosintesi clorofilliana.
Frammentare e ricomporre, disintegrare, graffiare sono azioni che spesso incontriamo nei suoi lavori, utilizzate per esprimere la capacità dei sentimenti di reagire e rinascere, oppure per testimoniare la forza di una metropoli che, sommersa da una colata di alluminio (NYC 9/11) riemerge in tutto il suo fascino notturno, o ancora affermare l’indiscussa forza primordiale del fuoco che arde o della luce che di per se è vita, entrambi elementi invincibili. Utilizza vernici industriali su tavola di legno.
Se ti affascina il desiderio di fuggire e sei curioso di immaginare cosa c’è oltre a ciò che vedi continua a passeggiare nei meandri del mio essere artista.